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Martedì, 23 Aprile 2024
Salute

Bambini e raffreddore, qual è il legame con il freddo: risponde la pediatra

“Un colpo di freddo non è mai causa diretta del raffreddore, ma può essere un fattore che favorisce la replicazione virale in un soggetto con vie aeree già colonizzate da virus". L'intervista alla Prof.ssa Susanna Esposito, Responsabile Tavolo Tecnico Malattie Infettive della SIP

Il raffreddore è tra i malanni più frequenti e fastidiosi che colpiscono i bambini nella stagione invernale. È una malattia infettiva che colpisce le mucose delle prime vie aeree, e come tutte le infezioni che riguardano quest'area ha un’origine virale. Ma, se a causarlo è un virus, perché raccomandiamo ai nostri bambini e ragazzi di coprirsi e di non prendere freddo? Esiste una correlazione o si tratta di una falsa credenza? “Un colpo di freddo non è mai causa diretta del raffreddore – spiega a Today la Prof.ssa Susanna Esposito, pediatra della SIP (Società Italiana di Pediatria) – ma può essere un fattore che, in un soggetto con le vie aeree già colonizzate da virus, favorisce la replicazione virale, soprattutto se l’ambiente è umido. Inoltre, il freddo invernale ci porta a stare  più tempo in luoghi chiusi e poco areati, e questo fa sì che i bambini, come gli adulti, entrino più facilmente in contatto con i virus provenienti da persone già infette”.

Ma come poter prevenire il raffreddore nei più piccoli e quali abitudini adottare quando il bambino è raffreddato? A rispondere alle nostre domande è la Prof.ssa Susanna Esposito, Responsabile Tavolo Tecnico Malattie Infettive della SIP, nonché Prof.ssa ordinario di Pediatria e Direttore della Clinica Pediatrica presso l’Università di Parma.

Come un bambino può prendere il raffreddore?

“Il raffreddore ha sempre un’origine virale. Nella gran parte dei casi è causato dal rhinovirus (tra i più altamente trasmissibili), altre volte dal virus dell’influenza o da virus parainfluenzali”.

Come si distingue dall’influenza?

“Non è facile identificare la causa esatta del raffreddore. Generalmente con l’influenza si presenta anche un rialzo termico, mentre con il raffreddore i sintomi sistemici sono più contenuti e la congestione nasale si risolve nel giro di 3 o 4 giorni. In una minoranza di casi, al raffreddore possono seguire complicanze, come la bronchite, la polmonite e la rinosinusite”.

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Perché si dice che prendere freddo fa venire il raffreddore?

“Il freddo è un fattore che, in un soggetto con vie aeree già colonizzate da virus, favorisce la replicazione virale, soprattutto in un ambiente umido. In più, laddove ci siano persone raffreddate a contatto con il bambino in ambienti chiusi e sovraffollati, il raffreddore può essere trasmesso con facilità da un soggetto all’altro”.

Il freddo può indebolire il sistema immunitario del bambino?

“Non è tanto il freddo a indebolire il sistema immunitario, quanto l’umidità, l’inquinamento e le infezioni stesse. Dopo ogni infezione, virale o batterica, è necessario dedicare alcuni giorni alla convalescenza poichè, durante la malattia, il bambino utilizza in maniera massiccia le proprie risorse immunitarie, le quali, per rendere inospitale il terreno ai germi patogeni, hanno prodotto a loro volta grandi quantità di radicali liberi che creano una condizione di maggiore vulnerabilità”.

Quali buone abitudini adottare quando il bambino è raffreddato?

“Sicuramente lavaggi nasali fatti con una soluzione fisiologica che hanno l’obiettivo di rimuovere meccanicamente le secrezioni con i batteri e i virus colonizzanti, ridurre lo stato infiammatorio delle vie aree e favorire la clearance muco-ciliare. Per queste ragioni nei bambini, nei primi 6 anni di vita, che frequentano gli asili nido e le scuole materne i lavaggi nasali sono fondamentali”.

Come si può prevenire il raffreddore nel bambino?

“Sempre con i lavaggi nasali soprattutto nel bambino nei primi 6 anni di vita. Bisognerebbe seguire questa buona pratica già a partire dall’inizio della scuola, quindi a settembre, perché è soprattutto con la frequentazione degli ambienti scolastici che le cavità nasali dei bambini vengono colonizzate da patogeni. Un lavaggio nasale fatto sia la mattina che la sera serve ad evitare la colonizzazione batterica e rimuovere le secrezioni, mantenendo le cavità nasali pervie e libere da agenti infettivi colonizzanti”.

Prof.ssa Susanna Esposito, Responsabile Tavolo Tecnico Malattie Infettive della SIP, nonché Prof.ssa ordinario di Pediatria e Direttore della Clinica Pediatrica presso l’Università di Parma

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