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Lunedì, 23 Maggio 2022
Bruxismo

Bruxismo e stress da pandemia, come riconoscerlo e curarlo: risponde l’odontoiatra

“Nell’ultimo anno i casi sono aumentati del 36%. Non bisogna trascurare questo disturbo perchè l’usura dei denti causa seri problemi di masticazione e all’articolazione temporo-mandibolare”. I consigli della dott.ssa Clotilde Austoni

Il bruxismo è l’abitudine di digrignare o stringere i denti durante il sonno, di irrigidire la mandibola anche in assenza di contatto dentale o contrarre in modo involontario i muscoli della masticazione. E’ un disturbo che colpisce oggi il 30% degli italiani. Non se ne conoscono le cause esatte, ma gli esperti concordano sul fatto che l’ansia e stress peggiorano il decorso del fenomeno. A confermare tale correlazione i dati relativi al 2021 diffusi dall’Associazione Stampa Medica Italiana, secondo cui la pressione psicologica indotta dalla pandemia da Covid-19 ha favorito un importante aumento dei casi rispetto al 2019 (+36%), accompagnato da un balzo del 120% nei casi di fratture dentali.

“Lo stress e l’ansia che abbiamo vissuto negli ultimi due anni - spiega a Today la dott.ssa Clotilde Austoni (Odontoiatra Specialista in Chirurgia Odontostomatologica c/o Servizio di Odontostomatologia - IRCSS Galeazzi - Università degli studi di Milano) - hanno influito negativamente sulla salute della nostra bocca, favorendo l’insorgenza o il peggioramento del bruxismo. Purtroppo - continua la dott.ssa - non è possibile eliminare questo disturbo: le armi più potenti che abbiamo per combatterlo restano la prevenzione e la cura, abbinate ad uno stile di vita equilibrato”.

Dott.ssa Austoni, come si riconosce il bruxismo?

“Il bruxismo è quel fenomeno per cui stringiamo o digrigniamo i denti, cioè li sfreghiamo gli uni sugli altri. Si verifica soprattutto di notte, ma a volte anche durante il giorno ed è determinato dalla contrazione involontaria dei muscoli della masticazione che si attivano senza un motivo. Purtroppo il bruxismo non si può eliminare, ecco perchè i pazienti che credono di aver “smesso di digrignare o serrare i denti” in realtà si sbagliano. Esistono senza dubbio periodi, influenzati da fattori come stress e ansia, in cui il fenomeno è più o meno frequente ed intenso, ma mai assente”.

Quali sono le cause? E in che modo lo stress da pandemia ha inciso sull’aumentato dei casi di bruxismo nell’ultimo anno?

“Non conosciamo le cause esatte del bruxismo, ma sappiamo che ansia e stress hanno un ruolo fondamentale su entità ed incidenza del fenomeno. Non sorprende, quindi, che la pressione psicologica indotta dall’attuale pandemia, abbia favorito un importante aumento dei casi rispetto al 2019 (+36%), accompagnato da un balzo del 120% nei casi di fratture dentali”.

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Quali conseguenze può avere il bruxismo sulla salute?

“Oltre a penalizzare spesso la qualità del sonno, il bruxismo causa danni su tre livelli:

  • I denti si consumano, divenendo nel tempo sensibili e poco piacevoli esteticamente. Risultano infatti sempre più piccoli, con margini levigati o frastagliati e tendenti al grigio.Il sorriso tende progressivamente ad essere spento e giallo perchè quando lo smalto dentale si assottiglia traspare la dentina sottostante, che è proprio di colorazione giallastra. In ultimo, ma non per importanza, l’usura dentale causa importanti problemi di masticazione.
  • I muscoli della masticazione sono costantemente in tensione e questo provoca irrigidimento e dolori cervico-facciali importanti, compresi alcuni mal di testa.
  • Inoltre, l’articolazione temporo-mandibolare, che ci permette di aprire e chiude la bocca, viene sovraccaricata e nel tempo può sviluppare disturbi come difficoltà nei movi-menti, dolore o rumori/crepitii/click articolari”.

In che modo può danneggiare denti e muscoli della masticazione?

“Il contatto e la frizione determinati dal bruxismo causano inevitabilmente l’usura dello smalto, lo strato più superficiale dei denti. Se non si interviene, una volta usurato lo smalto, il fenomeno può arrivare a coinvolgere addirittura lo strato sottostante (dentina) che si consuma ancora più rapidamente. Il risultato? Un sorriso esteticamente poco piacevole, sensibilità e problemi masticatori. Il bruxismo può causare anche problemi muscolo-tensivi, infatti ogni volta che digrigniamo dobbiamo scavalcare l’anatomia dei denti e per farlo attiviamo i muscoli: sul lungo periodo questo può generare tensioni che si traducono in dolori che coinvolgono il distretto cervicale e facciale, quindi portare anche mal di testa e dolori in zona auricolare”.

Come viene diagnosticato il bruxismo?

“Il dentista è senza dubbio il professionista che ha modo di diagnosticare questo disturbo in fase precoce e che consente quindi di prevenirne i danni. È però possibile che anche l’ortopedico o il fisioterapista sospettino problematiche cervico-facciali associate al bruxismo e che, quindi, indirizzino il paziente al dentista. Quando qualche danno ormai si è verificato, il paziente stesso può riscontrare alcuni campanelli di allarme che meritano di essere indagati. Tra questi vi sono mal di testa alla tempia, tensione mandibolare al risveglio, dolori cervicali, dolore all’orecchio, click e rumori in apertura o chiusura della mandibola. Un altro piccolo trucco può essere quello di mettersi davanti allo specchio e osservare il proprio sorriso. Se presenta uno di questi segni, potrebbe valere la pena fare una visita dal dentista:

  • denti tutti lunghi uguali (non è normale, è segno di usura, i denti anteriori non devono ave-re la stessa lunghezza);
  • margini dei denti anteriori frastagliati, sbeccati sottili, quasi trasparenti o tendenti al grigio;
  • sorriso ingiallito (potreste aver consumato lo strato superficiale del dente e quindi traspare la dentina sottostante che è gialla);
  • denti piccoli che non si vedono quando si sorride. In tutti questi casi è importante un controllo perchè si tratta di segni che indicano la presen-za di danni già esistenti”.

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Come viene trattato il bruxismo?

“Non possiamo eliminare il fenomeno, ma contrastarne i danni attraverso un bite su misura realizzato dal dentista in base alle specifiche esigenze del paziente. Il bite è una placca in resina acrilica dura, più o meno piatta, che viene realizzata prendendo le impronte della dentatura del paziente. Una volta confezionato, viene regolato dal dentista in modo da far chiudere la bocca in un modo preciso, lasciando solo alcuni denti a contatto. Successivamente, nel corso delle visite di controllo, vengono effettuate ulteriori regolazioni, fino a che non viene raggiunto e mantenuto un equilibrio perfetto.

La funzione del bite è di tre tipi:

  1.  protegge i denti dall’usura poiché la resina acrilica si consuma al posto dei denti;
  2.  rilassa i muscoli della masticazione
  3. protegge l'articolazione temporo-mandibolare.

Quando siamo senza bite e digrignamo, dobbiamo scavalcare la forma dei denti e quindi attiviamo i muscoli della masti-cazione che, contraendosi sul lungo periodo, diventano dolenti e gonfi. Se invece indossiamo il bite, quando digrignamo scivoliamo su questo dispositivo e non abbiamo bisogno di contrarre i muscoli della masticazione che, di conseguenza, si rilassano. In base all’entità del bruxismo può essere che i disturbi muscolari non scompaiano del tutto nonostante il bite, oppure è possibile che si sommino a problematiche cervicali di altra origine. Ecco, quindi, che risulta fondamentale il supporto di un fisioterapista. Questa figura effettuerà una diagnosi completa, cui in genere seguono una terapia manuale per mobilizzare eventualmente l'articolazione e le vertebre cervicali e, ancora più importante, l’insegnamento al paziente di esercizi di rilassamento o riequilibro muscolare volti a renderlo autonomo".

Esistono diverse tiplogie di bite esistono? 

“Sì, ma non tutte sono adatte per il bruxismo. I bite pre-formati che si trovano online o in farmacia sono, ad esempio, da evitare: non solo non prendono la forma della bocca del singolo paziente e, quindi, rischiano di far mantenere una posizione scorretta alla mandibola, ma essendo morbidi o semirigidi, tendono a far stringere o digrignare ancora di più, con un’ulteriore contrazione muscolare che non fa che peggiorarne i sintomi. Anche una mascherina in resina tipo Invisalign non è adatta al bruxismo, soprattutto se il fenomeno è molto rappresentato. Questo dispositivo riproduce infatti l’anatomia dei denti, pertanto quando si digrigna, per scavalcarne la forma attiviamo i muscoli della masticazione esattamente come quando non indossiamo nulla. Il risultato è che i muscoli continuano a contrarsi con conseguenti tensioni che predispongono a dolori. Il bite per il bruxismo, per svolgere la sua funzione, deve essere un dispositivo rigido, su misura, che calzi perfettamente su una delle due arcate e che nella superficie masticante sia “più o meno piatto”, ovvero che non abbia la riproduzione anatomica dei denti. In questo modo è possibile scivolare su di esso senza affaticare la muscolatura".

Quando si deve utilizzare il bite?

"La notte è senza dubbio obbligatorio perchè è il momento in cui non controlliamo i nostri movimenti, tuttavia, se durante il giorno, magari in momenti di elevata concentrazione al lavoro, si desidera indossarlo, è tanto di guadagnato".

Quali sono, quindi, i benefici di questo strumento?

"Lo scopo del bite è senza dubbio quello di proteggere i denti dall’usura, ma ancora più importante quello di rilassare i muscoli della masticazione e proteggere l’articolazione temporo-mandibolare che altrimenti verrebbe sovraccaricata. In quest’ottica è spesso importante la sinergia con il fisioterapista, poiché non sempre il bite è sufficiente ad eliminare ogni tipo di problematica muscolare, soprattutto se il bruxismo è molto intenso.

Oltre all’utilizzo del bite, esistono anche altre strategie di prevenzione?

“Sicuramente bisogna cercare di mantenere uno stile di vita equilibrato, ridurre per quanto possibile stress e ansia che in alcuni casi possono aver bisogno anche di un supporto psico-terapeutico. In secondo luogo, il supporto di un fisioterapista è fondamentale poiché oltre a trattare i sintomi, ha la scopo di insegnare al paziente come prevenire le tensioni e i dolori muscolari attraverso esercizi che lo rendano autonomo”.

Clotilde Austoni low-2

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