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Giovedì, 20 Giugno 2024
Medicina e innovazione

"Ottomila euro per cambiare il colore degli occhi": la 'nuova' frontiera della chirurgia estetica

Dopo l'operazione dell'influencer Francesco Chiofalo non si parla d'altro: la cheratopigmentazione è diventata una nuova mania ma la tecnica - che esiste da 10 anni - non è esente da rischi. Today.it ne ha parlato col dottor Ferrari, che dal 2013 ha realizzato più di 2mila operazioni, e col presidente della Società oftalmologica italiana, Matteo Piovella

A molti può sembrare fantascienza, ma già da 10 anni chi vuole cambiare colore degli occhi può farlo. A rendere questa tecnica nota ai più è stato il recente intervento dell’ex protagonista di Temptation Island, oggi influencer, Francesco Chiofalo. Il volto vip in questi anni si è sottoposto a numerosi interventi chirurgici, ma il cambio di colorazione dell’iride era un suo sogno nel cassetto, così almeno ha spiegato in queste settimane. Stanco degli occhi marroni, che non rispecchiavano la sua anima, ha deciso di sottoporsi all’intervento per farli diventare azzurri. 

chiofalo intervento occhi

In Italia ci sono dei centri che realizzano questo tipo di trattamento, ma in Europa il più noto è quello di Francis Ferrari, chirurgo oftalmico specializzato in chirurgia refrattiva e della cataratta. Ferrari da 10 anni realizza interventi di cambio colore con la tecnica della cheratopigmentazione nel suo studio a Parigi. Lui è stato il primo a intuire le potenzialità del laser a femtosecondi, quello che viene utilizzato per correggere la miopia, e a trovare il modo per utilizzarlo solo a scopo estetico. Proprio con Ferrari abbiamo parlato di Neoris, questo il nome che ha dato alla sua tecnica. 

I colori disponibili sono quattro

Per sottoporsi all’intervento è necessario avere 21 anni ed è importante sapere che i documenti, una volta terminata l’operazione, non sono più validi: lo studio medico rilascia un certificato di cambiamento del colore degli occhi con il quale poterli rifare. È possibile scegliere tra quattro colori diversi (che si possono provare con una simulazione online anche da casa propria): "riviera blue per uno sguardo profondo e misterioso"; "emeral green", ovvero verde smeraldo, per "uno sguardo ipnotico"; "honey gold", il marrone miele, per chi invece vuole "un aspetto caldo e radioso". E infine "snow white" (bianco) per chi vuole "ravvivare il colore naturale" e avere un "look radioso”.

Francis Ferrari: "Creo un microtunnel nella cornea e lì inserisco il colore"

Abbiamo contattato Ferrari telefonicamente per parlare della cheratopigmentazione. Ci ha risposto dal suo studio parigino con un italiano quasi perfetto, merito dell’esercizio fatto con la nonna italiana. "Dieci anni fa ho inventato la tecnica: usiamo un laser a femtosecondi per creare un microtunnel circolare nella cornea all’interno del quale viene applicato il colore, in modo da ricoprire l’iride", spiega in breve parole il chirurgo che poi assicura che "partendo da un qualsiasi colore dell’occhio si possono fare tutti e quattro i colori disponibili. Prima facciamo una simulazione informatica e con questa simulazione possiamo scegliere il colore che va meglio per il paziente e anche l’intensità: se debole, media o forte. Quindi un colore risulterà più o meno deciso".

Un paziente prima e dopo l'operazione di cambio colore degli occhi, foto da Instagram

"Alla settimana facciamo 6/7 operazioni quindi sono circa 30 al mese e dunque più o meno 300 all’anno. I pazienti vengono da tutto il mondo: la Francia rappresenta il 30 per cento, l’Europa fa in totale il 60%. Il 60% sono donne e il 40% uomini. In 30 minuti l’operazione viene realizzata a entrambi gli occhi in anestesia locale". E gli italiani sono molti, moltissimi: "il 25% di tutti i miei pazienti". Per la sua esperienza non c'è occhio sul quale Neoris non possa essere fatta per un'eccezione in particolare - oltre che per alcune malattie come la cataratta o altre più rare: "La controindicazione è per gli occhi che già sono stati operati dalla miopia o ipermetropia con la tecnica Lasik. Chi invece si è sottoposto all’intervento con l’altra tecnica, la Prk, si può sottoporre al cambio colore. Prima dell’operazione viene eseguito un attento esame agli occhi per controllare che non ci siano problemi". Però chi si sottopone alla cheratopigmentazione poi potrà sottoporsi all'intervento per correggere i difetti della vista (ad esempio miopia o astigmatismo).

Alla domanda se ci siano, o meno, rischi per l'occhio Ferrari risponde senza alcuna esitazione: "Abbiamo fatto oltre due mila interventi e non abbiamo avuto problemi se non occhi secchi e sensibilità alla luce che però non è persistente, può durare alcuni giorni o anche alcune settimane dopo l’intervento, ma poi se ne va". Dopo l'operazione è necessario "mettere delle gocce per le prime due-tre settimane, il primo controllo viene fatto il giorno dopo l'intervento. Poi è consigliabile portare gli occhiali da sole per le prime settimane. Sei mesi dopo si ha un nuovo controllo".

È possibile che nel tempo l'occhio perda il colore: "Dipende dai pazienti e dal loro occhio. In alcuni il riassorbimento non si verifica mentre altri ne perdono di più. In questo caso possiamo fare dei ritocchi per mettere di nuovo il colore nella cornea". Anche chi non è del mestiere può riconoscere un occhio che è stato trattato: "Se l’occhio viene guardato da vicino si capisce, un po’ come si capirebbe se ci fossero le lenti colorate". Il costo è di "7.500 euro per i due occhi, più le tasse quindi 8mila euro. I ritocchi invece sono 2.000 euro". Adesso l'operazione è reversibile: "All’inizio non lo era, ma ho inventato una tecnica di reversibilità e l’ho già fatto cinque volte. Funziona, ma è complicato. Dunque è meglio pensare che non sia reversibile".

Ferrari: "La mia tecnica è sicura"

Com'è nata l'idea? "Mi domandavo come poter fare l’operazione in sicurezza e così ho pensato di mettere il pigmento nella cornea. Il punto è che esistono altre due tecniche ma entrambe sono rischiose e pericolose: la prima utilizza un impianto, una sorta di disco colorato, che viene posizionato davanti all’iride; la seconda è la depigmentazione dell’iride. Ho avuto l’idea nel 2011 e la prima operazione l’ho fatta nel 2013. Io posso dire che la mia tecnica è sicura a differenza, anche, dell'utilizzo delle lenti a contatto colorate che spesso portano infezioni". Dunque non ha brevettato un nuovo laser, quello "non è stato modificato, ho usato il laser in un modo differente. E le tecniche non possono essere brevettate in medicina e per questo ora ci sono molti medici che lo fanno negli Stati Uniti, Italia, Francia, Turchia, Egitto, Spagna". E sono tutti arrivati dopo di lei? "Non tutti, ma l’80% dei medici che lo fanno sono venuti a Parigi per imparare la tecnica con me".

Cambiare colore degli occhi è pericoloso? La parola al presidente del Soi

Su questa tecnica i dubbi sono ancora molti, come spiega a Today.it Matteo Piovella, presidente della Società oftalmologica italiana (Soi), non perché si mettano in dubbio i medici che la praticano, come il dottor Ferrari, ma perché gli studi sono quasi nulli.

"Risalgono a circa 10 anni fa i primi tentativi di cambiare il colore degli occhi con la depigmentazione dell’iride che al momento non è stata approvata", ha spiegato il presidente Piovella. "Altro discorso è il tatuaggio", che sarebbe la cheratopigmentazione, "Questa tecnica non va ad agire sull’iride ma sulla cornea e anche questa al momento non è stata approvata". 

"La cornea è l’unico tessuto del nostro organismo che è perfettamente trasparente - ci tiene a spiegare il presidente del Soi - Per questo motivo è fondamentale, quando si attua un qualsiasi trattamento sulla cornea, prestare la massima attenzione per non andare a opacizzarla. Ancora oggi ogni tanto accade durante la correzione della miopia". Sulla cheratopigmentazione non ha un’opinione negativa: "Io non voglio fare polemica con i colleghi che applicano la tecnica e che giustamente sottolineano i loro successi, ma le operazioni sono realizzate su un numero limitato di persone, i risultati sembrano essere adeguati, ma è trascorso ancora troppo poco tempo". "Con la cheratopigmentazione si va a toccare un organo che può dare il 100% di invalidità alla persona. Io non dico che questo trattamento non vada fatto, ma il mio consiglio è quello di aspettare per capire quali siano i reali rischi" chiosa Piovella.

Quali sono i possibili rischi della cheratopigmentazione

I rischi potrebbero essere "opacizzazione della cornea o spostamento del colorante che potrebbe andare a coprire la parte centrale della cornea" spiega ancora Piovella. Al momento non è possibile escludere che sul lungo periodo queste due complicazioni non possano verificarsi. "Solo con un numero di pazienti e con una tempistica differente a quella a cui abbiamo accesso adesso potremo escludere questi effetti collaterali".

"Io penso che quando si parla di occhi e di vista, bisogna fare molta attenzione – conclude il presidente - Gli occhi gestiscono l’83% delle interazioni con l’esterno quindi una persona che vede male è penalizzata dell’83% rispetto a una persona che vede bene. Avere maggiore attenzione non significa che quello che viene proposto non deve essere fatto, ma deve essere fatto con attenzione e prudenza".

Il risultato di un'altra operazione di cambio colore degli occhi, foto da Instagram-2

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