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Mercoledì, 28 Febbraio 2024
Demenza

Chi ha un cane ha un rischio ridotto di sviluppare la demenza

Secondo una nuova ricerca, chi possiede questo animale domestico è più spronato a fare attività fisica ed avere relazioni sociali, tutti fattori che riducono il rischio di sviluppare patologie neurodegenerative

La demenza senile è una malattia neurodegenerativa che colpisce le persone anziane, e causa una riduzione graduale e irreversibile delle facoltà cognitive. Esistono diverse forme, le più note sono il morbo di Alzheimer, la demenza vascolare e la demenza a corpi di Lewy. Oggi a soffrirne sono 50 milioni di persone nel mondo, che potrebbero, secondo le stime, triplicarsi nel 2050. Il principale fattore di rischio per lo sviluppo di demenza è l’età avanzata, ma la ricerca ha evidenziato che può essere favorita anche da altri fattori come la genetica e familiarità, la malattia aterosclerotica, elevati livelli di colesterolo nel sangue, ipertensione arteriosa, fumo, eccessivo consumo di alcool, fattori psicologici, quali depressione o condizioni di isolamento sociale, ecc. Purtroppo, ad oggi la demenza senile è ancora una condizione incurabile: per i pazienti esistono diverse terapie farmacologiche che migliorano i sintomi e cercano di ritardare la perdita di autonomia, ma non la curano. Pertanto, lo strumento più semplice per contrastare la malattia rimane la prevenzione dei fattori di rischio noti.

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A tal proposito una nuova ricerca giapponese condotta dall'Istituto metropolitano di geriatria e gerontologia di Tokyo suggerisce che la presenza di un cane può offrire benefici significativi nella prevenzione della demenza. Il team ha infatti scoperto che chi possiede un cane ha un rischio inferiore del 40% di soffrire di demenza senile in vecchiaia, rispetto a chi non lo ha. Un’eventualità, questa, più remota per i proprietari di gatti. Secondo i ricercatori la presenza di un cane aumenta la probabilità di uscire di casa, favorendo così il movimento e il contatto sociale, e di conseguenza mantiene attivo il cervello.

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Possedere un cane riduce del 40% il rischio di sviluppare la demenza

Lo studio ha esaminato, tra il 2016 e il 2020, 11.194 persone tra i 65 e gli 84 anni fisicamente e cognitivamente indipendenti all'inizio dello studio. Dopo 4 anni, è emerso che che i proprietari dei cani avevano un rischio di sviluppare la malattia ("rapporto di probabilità") più basso (0,6) rispetto ai proprietari dei gatti (0,98) e a coloro che non possedevano nessuno dei due animali domestici (1). "Prendersi cura di una cane - ha affermato Yu Taniguchi, ricercatore dell'Istituto nazionale per gli Studi Ambientali - aiuta le persone a mantenere le abitudini di esercizio quotidiano e le opportunità di partecipazione sociale, il che a sua volta porta a un minor rischio di sviluppare demenza invalidante". Tuttavia, il team avverte anche che possedere un cane non protegge contro la demenza se non si pratica abbastanza esercizio fisico e si è socialmente isolati.

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