Venerdì, 22 Ottobre 2021
Colite ulcerosa

Colite ulcerosa, scoperto un farmaco innovativo per la cura

Nuove speranze per chi è affetto dalla patologia arrivano da nuovo studio internazionale, cui ha partecipato anche il San Raffaele, che dimostra l’efficacia di Ozanimod nel bloccare le cellule che scatenano l’infiammazione

La colite ulcerosa (o rettocolite ulcerosa) è un'infiammazione cronica dell'intestino che coinvolge il retto e in alcuni casi anche il colon. Si tratta di una patologia invalidante che può deteriorare la qualità della vita di chi ne soffre e impedire il normale svolgimento dell'attività lavorativa. La mancata cura della malattia può provocare nel tempo danni irreversibili alle cellule dell'intestino e un possibile sviluppo di lesioni cancerose, per questo è importante tenerla sotto controllo. Ad oggi, purtoppo, ancora non è disponibile un trattamento efficace sul lungo periodo, soprattutto nei casi più gravi.

Nuove speranze per chi è affetto dalla patologia, arrivano da nuovo studio clinico internazionale di fase III, pubblicato sul prestigioso New England Journal of Medicine. I risultati dimostrano l'efficacia del farmaco Ozanimod (da poco approvato per il trattamento della Sclerosi Multipla) sia nella fase di induzione della remissione sia nella fase di mantenimento. A firmare lo studio, che ha contribuito a progettare in qualità di membro dello steering committee del trial, c'è il Prof. Silvio Danese, nuovo Direttore dell'Unità Operativa di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell'IRCCS Ospedale San Raffaele e Professore ordinario di Gastroenterologia dell'Università Vita-Salute San Raffaele.

Cos'è la rettocolite ulcerosa

La colite ulcerosa (o rettocolite ulcerosa) è una malattia infiammatoria cronica che colpisce l'ultimo tratto dell'intestino. Il principale sintomo è la diarrea, in cui spesso può essere presente del sangue (causato dalle ulcere) o muco, associata a crampi e dolori addominali. Nei casi più gravi può comparire febbre e disidratazione. Le cause scatenanti la colite ulcerosa non sono ancora ben chiare. Oltre allo stress, si ipotizzano fattori ambientali come batteri intestinali che possono attaccare il sistema immunitario e interessare anche l'intestino.

Lo studio

Lo studio "True North" è stato condotto nel corso di cinque anni in oltre 285 centri e 30 Paesi in tutto il mondo. con più di 1000 pazienti coinvolti con un età compresa tra i 18 e i 75 anni, affetti da colite ulcerosa moderata o severa. Obiettivo del trial verificare l'efficacia del farmaco Ozanimod (sia sulla base di indicatori di remissione clinici, basati sui sintomi, che endoscopici e istologici). "Ozanimod - spiega il Prof. Danese, tra i coordinatori internazionali del trial True North - appartiene a una nuova classe di immuno-modulatori, capaci di bloccare i linfociti, cellule che giocano un ruolo chiave nelle malattie infiammatorie, all'interno dei linfonodi, di fatto impedendo loro di raggiungere gli organi dove scatenano l'infiammazione e danneggiano i tessuti".

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I risultati

I risultati del trial sono molto positivi. Il farmaco non solo è ben tollerato ed efficace, sia in fase di induzione della remissione sia in fase di mantenimento, ma è stato in grado anche di controllare la malattia in pazienti per cui le altre terapie avevano fallito.

Ozanimod è un farmaco sicuro

Ozanimod - come tutti gli immuno-modulatori -, agendo sulla risposta immunitaria sistemica dell'organismo, potrebbe aumentare il rischio dello sviluppo di infezioni opportunistiche ma il suo profilo di sicurezza è molto solido, grazie all'ampio numero di pazienti trattato, non solo all'interno di studi clinici per la sclerosi multipla recidivante-remittente (patologia per cui è stato poi approvato da EMA) e per la colite ulcerosa, ma anche per il morbo di Crohn (studio di fase III ancora in fase di completamento).

Nuove prospettive di cura

Grazie alla ricerca in campo immunologico, sono a disposizione oggi nuove classi di farmaci, che sono in grado di interferire con i processi infiammatori e autoimmuni in modo sempre più mirato ed efficace. "Si tratta di terapie - conclude il Prof. Danese - che potrebbero cambiare la nostra capacità di intervento per le malattie infiammatorie croniche intestinali, come la colite ulcerosa e il morbo di Crohn, che oggi costituiscono ancora, purtroppo, delle condizioni altamente invalidanti".

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