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Sabato, 20 Aprile 2024
Salute

Come essere felici: l'insospettabile ruolo dell'intestino nella produzione di serotonina

Secondo una ricerca, meno di 1 Italiano su 2 considera la sua vita “abbastanza o molto felice”. Ma come fare a essere felici? E se la soluzione fosse da ritrovare anche nell’intestino?

Da che cosa dipende la felicità? C’è chi la trova nella semplicità delle piccole cose e chi invece ne è ancora alla ricerca, ma tutti noi sappiamo quanto sia difficile da descrivere a parole e quanto a volte sia così effimera. Secondo l’indagine Global Trends di Ipsos, sono cinque i primi fattori che, in qualche modo, definiscono la felicità: sentire che la propria vita ha un significato, sentirsi in controllo della stessa, salute mentale e benessere, vita sociale e condizioni di vita. 

Eppure, meno di 1 italiano su 2 (48%) considera la sua esistenza “abbastanza o molto felice”, un dato nettamente inferiore rispetto alla media mondiale, pari al 57%. Il quadro si riflette anche sulla salute mentale, settore nel quale l’Italia risulta essere il Paese più colpito, con un dato simile al Giappone: secondo il Mind Health Report 2023 condotto da Ipsos, solo il 18% del campione analizzato  dichiara uno stato di pieno benessere, un dato in calo rispetto al 2022 (20%). 

E se il segreto per essere felici fosse anche nell’intestino?

È comune pensare che l’intestino sia esclusivamente deputato a espellere gli scarti. In realtà però si tratta di un vero e proprio organo endocrino che svolge un ruolo significativo nella produzione degli ormoni della felicità. 

Chiamato anche “il secondo cervello”, l’intestino ha una funzione fondamentale nel fissare ricordi legati alle emozioni e al suo interno sono presenti oltre 100 milioni di neuroni che regolano stress, ansia e tensione. È per questo motivo che sulla base dell’equilibrio del microbiota, e quindi della flora batterica, è possibile migliorare il benessere psicofisico. 

I trucchi e i consigli per combattere stress e ansia

“Come mai quando siamo arrabbiati, stressati o innamorati il nostro appetito cambia? Proprio perché vi è un collegamento emotivo tra il cervello e l’intestino. Quando si è dispiaciuti e frustrati spesso si sente il bisogno di cibo per combattere quella che si chiama “fame nervosa”. Quando si è innamorati, invece, capita più spesso di sentirsi inappetenti proprio perché in circolazione nel nostro corpo vi è già abbastanza serotonina, di cui l’intestino è il principale produttore - afferma Giacomo Spazzini, fondatore e Ceo di GS Loft, club di consulenza per il benessere del corpo e della mente, precursore nell’inserire il test del microbiota nei suoi percorsi - Intervenire sul benessere del microbiota e quindi della flora batterica permette di comprendere molto più di ciò che pensiamo in merito al nostro benessere psicofisico”.

Prendersi cura del microbiota intestinale per essere felici

Noto anche come flora intestinale, il microbiota è costituito da una vasta comunità di microorganismi, tra cui batteri, virus e funghi, che colonizzano l'intestino umano. Essendo strettamente integrato con il sistema immunitario dell'ospite, il microbiota contribuisce al mantenimento dell'omeostasi immunitaria e previene l'insediamento e la crescita di patogeni. Inoltre, i batteri presenti al suo interno possono fermentare i residui alimentari non digeribili, producendo acidi grassi a catena corta e altri metaboliti. 

Il microbiota intestinale, quindi, svolge un ruolo cruciale nella salute umana, influenzando diversi aspetti del benessere, tra cui la digestione, l'assorbimento di nutrienti, la risposta immunitaria e la protezione contro agenti patogeni, la gestione delle emozioni e dei ricordi. Prendersi cura del proprio microbiota ha quindi un effetto positivo non solo sulla salute intestinale ma anche sul benessere psico fisico generale. 

Ma come è possibile farlo nella quotidianità? Giacomo Spazzini illustra alcune buone pratiche che è possibile adottare per assicurare il benessere del corpo e della mente attraverso la cura del proprio microbiota intestinale.

Dieta che non funziona: sarà forse colpa dei batteri all'interno dell'intestino?

  • Introdurre fibre e semi oleosi nella propria alimentazione

Le fibre ricoprono diversi ruoli fondamentali all’interno dell’organismo, primo tra tutti la capacità di aiutare a regolare il transito intestinale e prevenire, quindi, la stitichezza. I semi oleosi (come quelli di chia, zucca, lino, sesamo, canapa e girasole), hanno anche proprietà antiossidanti, depurative e digestive. Le fibre alimentari, regolano l’assorbimento di zuccheri e grassi, conferiscono maggiore senso di sazietà e mantengono stabili i livelli di glucosio e colesterolo nel sangue. Le fibre insolubili (come i cereali integrali, le verdure, la frutta secca e i semi oleosi), invece, contrastano la stitichezza, accelerando così il transito intestinale. Inoltre, riducono il tempo di contatto tra le feci - contenenti sostanze nocive e di scarto - e la mucosa intestinale, riducendo il rischio di tumore al colon retto.

  • Assumere cibi fermentati

Gli alimenti fermentati sono degli ottimi alleati per il benessere intestinale poiché riequilibrano il microbiota favorendo la crescita e la sopravvivenza dei batteri buoni a sfavore di quelli cattivi. Tra i maggiori effetti benefici si annoverano il miglioramento dei processi digestivi, il rafforzamento del sistema immunitario e la capacità di contrastare sintomi legati a disturbi intestinali e alla sindrome del colon irritabile. Tra gli alimenti fermentati più comuni si trova ad esempio lo yogurt, il kefir o latte fermentato, il tempeh che ha origine dalla fermentazione dei fagioli di soia e il kimchi, tipico prodotto coreano a base di verdure fermentate.

  • Dormire un sonno ristoratore

Una disregolazione degli ormoni che moderano il ritmo circadiano, dovuta a una pessima qualità del sonno, porta inequivocabilmente ad un’alterazione della normale flora batterica intestinale e della sua regolarità. Per questo motivo dormire almeno sette ore a notte è estremamente importante, poiché si tratta del momento in cui l’organismo si rigenera e ricarica in vista della nuova giornata che sta per iniziare. Durante la notte, infatti, le cellule danneggiate vengono riparate: in questo modo il sistema immunitario si rinforza, migliorando, oltretutto, le funzionalità del cervello e dell’umore, fondamentali per il benessere psicofisico.

  • Praticare attività fisica regolare

L’attività fisica praticata in modo regolare costituisce un fattore essenziale per la salute dell’intero organismo. Lo sport, infatti, aiuta a prevenire numerose patologie come l’insulino-resistenza, il diabete, le malattie cardiovascolari, la depressione e l’osteopenia, oltre a favorire la longevità e una migliore qualità della vita. Oltre ai benefici più conosciuti, l’attività fisica stimola anche la peristalsi e la regolarizzazione intestinale, e garantisce una buona produzione ormonale a supporto della salute dell’intestino.

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  • Dedicare del tempo alla meditazione

In risposta alla vita frenetica di tutti i giorni, scandita da mille impegni, il corpo reagisce producendo ormoni che tengono alti i livelli di stress (come il cortisolo), accumula tossine a livello epatico e peggiora la salute gastrointestinale oltre che quella cardiaca. Diventa fondamentale quindi contrastare questi meccanismi, adottando pratiche di mindfulness, come la respirazione, che aiutano ad entrare in connessione con la mente e a concentrarsi sul qui e ora. Imparare a respirare, visualizzare l’aria che entra e che esce dalle narici, percepire il corpo che si gonfia e che si sgonfia con un movimento ritmico e circolare, aiuta a diminuire lo stress e annullare le sensazioni negative per il benessere di tutto il corpo.

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