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Giovedì, 18 Aprile 2024
Smettere di russare

Come smettere di russare: i rimedi dell’esperto

“Se il russamento è saltuario si può intervenire modificando il proprio stile di vita o riducendo il peso corporeo. Quando si ha la diagnosi di apnee ostruttive del sonno bisogna invece avviare un percorso terapeutico”. L'intervista allo pneumologo Giuseppe Insalaco

Russare abitualmente (roncopatia cronica) non è solo un problema ‘rumoroso’ che disturba il sonno di chi sta accanto, ma può essere anche un serio campanello d’allarme. Se il russamento presenta dalle pause, si potrebbe essere affetti dalla sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (interruzioni del respiro), una malattia respiratoria che nel corso del tempo può avere conseguenze anche gravi per la salute, aumentando il rischio di patologie quali ipertensione, diabete, obesità, infarto e ictus. Per questo motivo, è importante non sottovalutare il problema e cercare delle soluzioni che aiutino aD evitare di russare. Ne abbiamo parlato con Giuseppe Insalaco, pneumologo e primo ricercatore presso l’Istituto di Farmacologia traslazionale del Cnr di Palermo. 

Dott. Insalaco, perché si russa di notte?

“Il russamento è estremamente comune, colpisce in Italia il 60% degli uomini e il 40% delle donne dopo i 50 anni. Tuttavia è più frequente negli uomini che maggiormente tendono ad accumulare grasso nel collo e nelle strutture delle vie aeree superiori. Inoltre, all’aumentare del peso una sempre maggiore quantità di grasso si accumula nella parte posteriore della lingua riducendo lo spazio aereo faringeo, pertanto russa soprattutto chi è in sovrappeso, anche se molto dipende dall’anatomia del singolo soggetto. Il russamento si verifica per il difficile passaggio dell’aria attraverso le vie aeree superiori che durante il sonno tendono normalmente a restringersi per il rilassamento dei muscoli durante il sonno. Quando i fenomeni sopra menzionati si accentuano, si determina un aumento delle resistenze delle prime vie aeree (il respiro diventa più difficoltoso) e questo fa vibrare le strutture molli di queste vie (palato molle e ugola), causando il caratteristico suono. Il russare rappresenta un sistema di allarme del nostro organismo causato dal passaggio rumoroso dell’aria. E’ un sintomo che non va mai sottovalutato perché può essere la spia della presenza di apnee notturne che sono una malattia”.

Perché non si russa di giorno?

“Durante il giorno non si russa perché aumenta il tono dei nostri muscoli. Quando si dorme, al contrario, il tono dei muscoli si riduce, e in più c’è un altro fattore che peggiora tutto: la posizione supina”.

Quando il russamento è patologico e quando benigno?

“Diversi studi sull’argomento hanno consentito di classificare il russamento, proponendo una distinzione tra quello semplice, benigno, e quello patologico, associato non a un evento sporadico, ma a un disturbo respiratorio nel sonno. Russare è una condizione benigna se saltuaria. Il problema diventa patologico quando sono presenti le apnee notturne. L’apnea notturna è un arresto della respirazione durante il sonno della durata di almeno 10 secondi. L’apnea ostruttiva è dovuta ad un’ostruzione o collasso delle vie aeree superiori, mentre l’organismo si sforza di respirare: i polmoni cercano di espandersi, ma non ci riescono perché c’è un’ostruzione del passaggio dell’aria a livello delle prime vie respiratorie. In quel momento, l’organismo è messo a dura prova (si intensifica la frequenza cardiaca, diminuisce l’ossigeno nel sangue, aumenta la pressione arteriosa sia a livello generale che a livello polmonare, si superficializza il sonno, ecc.)”.

Quali possono essere le cause del russamento?

“Ci sono delle condizioni che favoriscono l’insorgenza del russamento benigno. Problemi nasali, anatomia dei tessuti molli, piuttosto che abitudini voluttuarie come il consumo di alcolici piuttosto che un pasto abbondante la sera, il fumo di sigaretta, l’aumento di peso, o l’assunzione di farmaci per dormire”.

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Ci sono soggetti più a rischio? Perché le donne russano meno degli uomini?

“I soggetti con alcune alterazioni anatomiche come deviazione del setto nasale o una mandibola retroposta o piccola piuttosto che una abbondanza di tessuti molli delle vie aeree superiori sono maggiormente esposti al russamento fino a potere soffrire di apnee ostruttive durante il sonno, che interessa nell’età adulta circa il 14% dei soggetti. Nella popolazione adulta un soggetto su tre presenta le apnee nel sonno ovviamente con maggiore frequenza delle forme meno severe e con andamento crescente con il progredire dell’età. Il rischio di sviluppare la malattia è maggiore negli uomini. Nelle donne la probabilità di presentare russamento e apnee aumenta dopo la menopausa per la riduzione di ormoni aventi un effetto protettivo nei confronti della pervietà delle vie aeree superiori”.

Quali sono i rischi del russamento patologico?

“Il russamento benigno oltre al disturbo che può determinare a chi sta vicino, non ha particolari conseguenze sulla salute. Cosa ben diversa quando è espressione di una patologia. In questo caso è stato ampiamente dimostrato che le apnee ostruttive durante il sonno (OSA) si accompagnano ad un maggior numero di incidenti stradali, domestici ed in ambito lavorativo e, non meno importante, ad uno scadimento delle funzioni psicosociali con ripercussioni sulla qualità di vita compresa quella coniugale, con tangibile miglioramento dopo idonea terapia. La presenza di ipertensione arteriosa sistemica, e ancor più quando è farmaco resistente, dovrebbe aumentare il sospetto clinico di OSA, soprattutto in presenza di altri fattori di rischio. Inoltre, vi sono sempre più evidenze che suggeriscono come l’OSA sia un fattore di rischio indipendente per lo sviluppo di diabete di tipo 2. Conseguenze cardiovascolari croniche dell’OSA sono l’ipertensione arteriosa, la fibrillazione atriale, l’insufficienza cardiaca cronica, l’aterosclerosi, la coronaropatia, l’ictus”.

Come si può curare il russamento? 

“Per il russamento saltuario, le alternative terapeutiche possono essere molteplici a partire da interventi sullo stile di vita, al contenimento del peso corporeo, al trattamento della corretta pervietà nasale che può trovare risposte in terapie farmacologiche locali per arrivare ad interventi con radiofrequenze o chirurgiche a seconda del quadro. Quando si ha la diagnosi di apnee ostruttive durante il sonno (OSA) bisogna avviare un percorso terapeutico che si può avvalere di diverse alternative da impiegare singolarmente o associate tra di loro, che vanno dalla applicazione, attraverso una maschera il più delle volte nasale, di pressione positiva continua (CPAP), alla chirurgia delle vie aeree superiore, all’applicazione di protrusori mandibolari, alla terapia miofunzionale e di altre tipologie di trattamento che sempre più vengono messe a punto per specifici quadri morfologici e fisiopatologici e che si dimostrano efficaci nel migliorare la qualità di vita dei pazienti oltre che ridurre in modo significativo i costi diretti e indiretti che l’OSA determina. L’obiettivo principale del trattamento è la risoluzione degli eventi respiratori durante il sonno e di tutto ciò che ne consegue. A causa della molteplicità degli elementi fisiopatologici che intervengono nell’OSA e delle associazioni con patologie di altri organi ed apparati (malattie cardiovascolari, respiratorie, endocrine, ecc.), il percorso terapeutico può essere complesso, prevedendo un approccio multidisciplinare. Le cure più comunemente applicate sono la terapia conservativa che consiste nella rimozione delle condizioni che favoriscono le anomalie funzionali delle vie aeree superiori durante il sonno, e quella chirurgica allo scopo di ampliare lo spazio orofaringeo e ipofaringeo e/o ridurre l’ostruzione nasale. In relazione alla complessità fisiopatologica e clinica della patologia a volte può essere necessario ricorrere a più strumenti, integrando ad esempio la somministrazione di pressione continua (CPAP) con soluzioni chirurgiche, o con la riduzione ponderale”. 

Esistono anche rimedi farmacologici?

“Per il russamento non patologico sono utili i farmaci per garantire una libera respirazione nasale da utilizzare su indicazione del medico. Per le apnee sono allo studio terapie farmacologiche che rappresentano una svolta per alcune cause di apnee notturne. Vi sono invece nuovi farmaci per potere trattare la sonnolenza diurna di cui frequentemente soffrono i soggetti con apnee ostruttive durante il sonno nonostante un efficace trattamento delle apnee”.

In che cosa consistono, e quanto possono aiutare le terapie comportamentale e posizionale?

“La terapia cognitiva e comportamentale è una terapia per la diagnosi e la cura di molti disturbi psicologici come la depressione, l’ansia, disturbi del comportamento alimentare, insonnia e altri disturbi del sonno di cui possono essere affetti anche i pazienti con OSA. La terapia posizionale può essere indicata invece quando il paziente presenta apnee solo o prevalentemente in posizione supina. La terapia posizionale riducendo la percentuale di sonno in posizione supina migliora la sonnolenza soggettiva e la qualità di vita nei pazienti con lieve o moderata apnea ostruttiva del sonno che non presentano gli eventi respiratori quando dormono sul fianco”.

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