Venerdì, 23 Luglio 2021
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Quanto dura l'immunità dei guariti da Covid-19 secondo l'ultimo studio americano

I ricercatori della Rockefeller University (USA) hanno scoperto anche che la vaccinazione nei guariti migliora ulteriormente la loro risposta immunitaria e garantisce una forte protezione anche dalle varianti più preoccupanti, come la Delta

Virus

Chi contrae il Covid-19, anche con una forma lieve della malattia, sviluppa, nella gran parte dei casi, un’immunità (quindi una protezione contro il virus) che dura circa un anno. E’ la scoperta di un team di ricercatori della Rockefeller University (USA). Dallo studio, pubblicato sulla rivista Nature, è emerso anche che la vaccinazione nei pazienti guariti migliora ulteriormente la loro risposta immunitaria e conferisce una forte protezione anche dalle varianti più preoccupanti, come la Delta.  

Lo studio 

Il team di ricercatori, guidati da Michel Nussenzweig (Professore e capo del Laboratorio di immunologia molecolare presso la Rockefeller University ), avevano già avviato precedentemente uno studio sull'immunità in un gruppo di pazienti adulti guariti circa 1 mese e 6 mesi dopo l'inizio dei sintomi della malattia da COVID-19. Alcuni dei partecipanti sono poi tornati a febbraio o marzo per un prelievo di sangue dopo 12 mesi. "Volevamo capire come si evolveva l'immunità dopo l'infezione", ha dichiarato Nussenzweig.

Lo studio iniziale includeva 149 partecipanti considerati guariti da COVID-19. Gli individui non erano idonei se avevano avuto uno dei seguenti sintomi nelle 2 settimane precedenti:

  • Mancanza di respiro cronica o affaticamento;
  • Deficit di capacità atletiche;
  • Tre o più sintomi a lungo termine, come febbre persistente inspiegabile, dolore toracico o perdita del gusto o dell’olfatto.

Le infezioni dei partecipanti erano state verificate con il test della reazione a catena della polimerasi (PCR) o sospettate sulla base dei sintomi e dello stretto contatto con una persona con un'infezione confermata. Della coorte originale, 87 persone sono tornate per il follow-up a 6 mesi, e 63 sono tornate per un controllo dopo 12 mesi. Questi ultimi partecipanti, oggetto dello studio più recente, avevano un'età compresa tra 26 e 73 anni e avevano avuto infezioni relativamente lievi. Solo il 10% era stato ricoverato in ospedale per la loro malattia durante l'anno precedente. Da allora, il 41% aveva ricevuto almeno 1 dose di vaccino a mRNA circa 40 giorni prima della visita di follow-up a 12 mesi. Tutti sono risultati negativi ai test per la ricerca del SARS-CoV-2.

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Cosa hanno scoperto?

Il team di Nussenzweig ha scoperto che gli anticorpi contro SARS-CoV-2 continuano ad evolversi fino a un anno dopo l’infezione, e che i vaccini migliorano la risposta immunitaria. Rispetto ai partecipanti non vaccinati, coloro che avevano ricevuto almeno 1 dose avevano anticorpi anti-RBD plasmatici più elevati e un aumento di quasi 50 volte dell'attività neutralizzante. Secondo Nussenzweig, "la vaccinazione aumenta gli anticorpi della memoria che si sviluppano dopo l'infezione, producendo una risposta eccezionale". A supportare questi risultati anche altri due studi di due gruppi di ricercatori, in Nord America e nel Regno Unito, recentemente pubblicati su Science, che dimostrano che una singola dose di vaccino a mRNA migliora sostanzialmente la risposta immunitaria contro le varianti del SARS-CoV-2 tra i pazienti con una precedente infezione, un fenomeno che alcuni hanno chiamato "immunità ibrida".

Quanto dura l'immunità dopo la vaccinazione?

Uno studio recente, pubblicato anch'esso su Nature, ha scoperto che almeno 12 settimane dopo la somministrazione della seconda dose di vaccino a mRNA di Pfizer, le persone che non erano state precedentemente infettate avevano un numero sorprendentemente alto di cellule B (cellule che producono anticorpi contro la proteina Spike del SARS-CoV-2) nei centri germinali dei loro linfonodi, sito in cui queste cellule sono addestrate a produrre e a perfezionare gli anticorpi. Secondo Rachel M. Presti, coautrice dello studio e Profesore associato della Divisione di Malattie Infettive presso la Washington University School of Medicine di St Louis, "i risultati della ricerca suggeriscono che il vaccino a mRNA genera una risposta abbastanza duratura e ampia. A meno che il COVID-19 non muti abbastanza da sfuggire davvero alla risposta immunitaria, non credo che dovremo preoccuparci". "Le varianti - ha concluso Nussenzweig - non causeranno malattie gravi nella maggior parte delle persone che sono guarite dal COVID-19. Tuttavia, dovrebbero vaccinarsi anche loro per una maggiore sicurezza".

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