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Lunedì, 4 Marzo 2024
Longevità

Quanti anni vivremo nel 2060, quando raggiungeremo la durata record della vita

Secondo una nuova ricerca, la durata massima della vita umana ha un limite oltre il quale non potremo andare, tuttavia siano ancora lontani dal raggiungerlo

Se ci sia o meno un limite alla durata massima della vita umana è oggetto di dibattito da millenni. Gli ebrei della tarda età del bronzo credevano che la durata massima della vita non potesse superare gli 80 anni; gli antichi romani, circa 1.000 anni dopo, stimarono un durata massima (il cosiddetto saeculum naturale) pari a 100-110 anni. I dati storici ci dicono che ogni epoca ha presumibilmente un’aspettativa di vita maggiore rispetto a quella precedente, anche grazie ai progressi nella medicina e nelle tecnologie sanitarie che consentono di raggiungere sempre nuovi record di longevità. Oggi, nella società industrializzata, il record di persona più anziana di sempre è detenuto da Jeanne Calment, morta nel 1997 nel sud della Francia alla veneranda età di 122 anni. Tuttavia, le probabilità che le poche centinaia di persone, attualmente con più di 110 anni, possano compiere il 125° compleanno sono molto scarse. Questo perché il record non è stato più superato dal 1997: sembra essere in una situazione di stallo.

Tuttavia, un recente studio, guidato dalle Università della Georgia e della Florida meridionale negli Stati Uniti, suggerisce che questo stallo presto potrebbe essere superato, e la specie umana potrà raggiungere un nuovo record entro il 2060. Ciononostante, i ricercatori sottolineano anche che questa crescita non sarà infinita, ma la durata massima della vita raggiungerà un limite dal quale però siamo ancora molto lontani. I risultati dello studio sono stati pubblicati su PLOS ONE.

Lo studio

Con l’obiettivo di verificare se il continuo aumento della vita registrato nel corso del secolo scorso stia o meno raggiungendo un plateau, i ricercatori hanno analizzato i dati storici ed attuali sulla durata della vita di persone tra i 50 e i 100 anni, in 19 paesi industrializzati, con un approccio statistico bayesiano (che migliora la precisione delle stime). Per stimare la mortalità degli individui più anziani hanno analizzato dati per coorte di nascita, piuttosto che quelli per periodo, poiché i dati di coorte seguono un insieme fisso di individui nel tempo e sono quindi più adatti a chiarire i meccanismi biologici alla base della mortalità.

Inoltre, poiché i tassi di mortalità nelle età più elevate sono soggetti a una grande quantità di errori perché il numero di persone che raggiungono queste età è molto piccolo, i ricercatori hanno approssimato la mortalità adattando “l’età massima di Gompertz” (GMA), che presuppone che i tassi di mortalità negli esseri umani aumentino approssimativamente in modo esponenziale con l'età dopo i 50 anni circa.

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I nati prima del 1950 potrebbero battere i record dI longevità

L’analisi statistica ha mostrato che alcune persone nate prima del 1950 potrebbero battere i record di longevità nei prossimi decenni, a condizione che la loro salute sia garantita dalla stabilità politica ed economica. "Guardando le tendenze attuali - hanno affermato i ricercatori -, è molto probabile che qualcuno nato negli anni '30 o '40 batterà il record mondiale nei prossimi decenni. Le donne giapponesi, ad esempio, ci sono già vicine, sono in prima linea per raggiungerlo”.

“Abbiamo scoperto - hanno continuato i ricercatori - che le persone di età compresa tra i 70 e i 110 anni, quindi le coorti nate tra il 1910 e il 1950, potrebbero sperimentare un rinvio della mortalità storicamente senza precedenti. Per loro l'aspettativa di vita potrebbe aumentare di circa 10 anni. Il che implica che almeno alcuni pensionati potrebbero raggiungere il plateau entro l'anno 2060 per celebrare compleanni molto avanzati”. “Tuttavia - hanno aggiunto - sono ancora troppo giovani per battere i record dI longevità. Man mano che queste coorti raggiungeranno età avanzate nei prossimi decenni, i record di longevità potrebbero quindi aumentare in modo significativo”.

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Il record si raggiungerà solo se la politica sosterrà la salute degli anziani

I cambiamenti sociali che portano ad allungare l’aspettativa di vita potrebbero non influenzare tutte le coorti allo stesso modo, il che significa che coloro che sono abbastanza grandi da aver superato i record di longevità potrebbero essere troppo vecchi per beneficiare di misure che portano a un successivo allungamento dell’aspettativa di vita. Numerosi altri studi, hanno dimostrato che solo i progressi della medicina e l'accesso all'assistenza sociale possono consentire ad alcuni dei nostri discendenti di raggiungere nuovi record di longevità. A tal proposito, i ricercatori hanno sottolineato che "le coorti nate prima del 1950 avranno il potenziale per battere i record di longevità esistenti solo se le scelte politiche continueranno a sostenere la salute e il benessere degli anziani e l'ambiente politico, ambientale ed economico rimarrà stabile". Fattori tutt’altro che certi. 

“Lungi dall'essere motivo di speranza - hanno continuato -, lo studio potrebbe servire come monito. Se da un lato avremo più persone che raggiungono età più elevate, costrette ad affrontare le sfide che la vecchiaia porta con sé, dall'altro dovremo fare i conti con un calo della crescita della popolazione che significa meno sostegno da parte di una comunità giovanile. E come si è visto nell'impatto devastante della pandemia sugli anziani, la società potrebbe non essere pronta per una durata di vita da record”.

La durata massima della vita non crescerà all’infinito

D’altro canto, i ricercatori sostengono anche che la durata della vita umana non aumenterà all'infinito: a un certo punto, potremmo raggiungere un'età massima, oltre la quale non potremo andare. Tuttavia, non è ancora chiaro qual è questa età massima. "Ma ,seppure esiste un limite massimo alla durata della vita umana - hanno affermato i ricercatori -, non ci stiamo ancora avvicinando".

Nel 2021 un altro studio ha sostenuto che il corpo umano ha una durata massima di 150 anni. Tuttavia, questa ricerca ha affrontato la questione da un punto di vista biomedico, a differenza di questo ultimo studio che ha esaminato esclusivamente le tendenze statistiche. Se si considera che alcuni scienziati sostengono che esiste un limite massimo di durata della vita, mentre altri sostengono che non esiste alcuna prova dell'esistenza di una barriera così rigida, è improbabile che il dibattito si risolva presto.

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