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Lunedì, 6 Dicembre 2021
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I cinquanta effetti negativi legati all'uso dei social media

Dalla salute mentale ai problemi di rendimento professionale fino alla privacy, ad identificare il "prezzo" dello scambio social è l'Università di Sidney. Nei tempi in cui l'analisi tra costi e benefici dei social network è più che mai al centro dell'attualità

Cinquanta effetti (potenzialmente) dannosi per circa 3,6 miliardi di persone. Sono quelli stilati da uno studio australiano a proposito degli utenti dei social media come Facebook, Twitter e Instagram. E, a dispetto di quanto si possa immaginare, non sono tutti correlati esclusivamente alla salute mentale e fisica ma anche a problemi di rendimento professionale e scolastico, oltre che più banalmente di privacy. A identificare il costo dello scambio social, la ricerca australiana The Dark Side of Using Online Social Networks: A Review of Individuals Negative Experiences condotta dalla University of Technology Sydney, che arriva in tempi che potremmo definire un po' di resa dei conti per i social network, sempre più nel mirino di indagini che tendono a metterne in luce zone d'ombra piuttosto che l'esaltazione dei vantaggi apportati in questi anni alla società (basti pensare alle accuse rivolte ad Instagram circa i danni alla mente delle adolescenti, vero e proprio caso mondiale esploso a metà settembre). In tempi di opportuna - e fisiologica - analisi tra costi e benefici, insomma. 

46 effetti, sei macrotemi: il "foglietto illustrativo" dei social media

Lo studio di Sidney, pubblicato sul Journal of Global Information Management, comincia nel 2003, cioè quando Facebook doveva ancora vedere la luce e ad esistere era praticamente solo MySpace, ed arriva al 2018, quando la luce blu dello smartphone è vera e propria routine sul nostro viso. Ben 46 le controindicazioni elencate nel "foglietto illustrativo", racchiuse per comodità in sei macrotemi. Foglietto illustrativo perché lo sforzo da fare è quello di andare oltre all'allarmismo troppo generico, considerando eventualmente la storia del singolo.

 Primo tra tutti gli "effetti collaterali", il costo dello scambio sociale: include sia danni psicologici, come depressione, ansia o gelosia, sia altri costi come tempo, energia e denaro sprecati. Contenuti fastidiosi: appartiene ad una vasta gamma di contenuti che infastidiscono, turbano o irritano, come contenuti inquietanti o violenti o contenuti sessuali o osceni. Spazio poi ad altre aree tematiche. Problemi di privacy: riguardano qualsiasi minaccia alla privacy personale relativa all'archiviazione, al riutilizzo o alla condivisione di informazioni personali con terze parti. Minacce alla sicurezza: si riferiscono a danni derivanti da frode o inganno come phishing o ingegneria sociale. Cyberbullismo: coinvolge qualsiasi abuso o molestia da parte di gruppi o individui come messaggi offensivi, bugie, stalking o diffusione di voci. Basso rendimento: ha a che fare con l'impatto negativo sul lavoro o sul rendimento scolastico. 

"I danni dei social media sono stati per lo più studiati da una prospettiva psicopatologica. Hanno ricevuto meno attenzione dai ricercatori dei sistemi informativi ", ha dichiarato la dott.ssa Eila Erfani, vicedirettore della UTS School of Information, Systems and Modeling. "I sistemi informativi esaminano l'impatto della tecnologia su persone e organizzazioni per soddisfare al meglio le loro esigenze. Identificare e comprendere come ridurre gli esiti negativi dell'uso dei social media fa parte di questa sfida". 

Come aumentare consapevolezza nell'uso dei social?

Già perché la ricerca non si ferma al risultato ma guarda ad una nuova sfida: il miglioramento del rapporto tra social e persone affinché sia improntato verso una migliore consapevolezza. I ricercatori stanno attualmente studiando i fattori che influenzano la dipendenza dai social e le strategie che ciascuno di noi usa per regolare il proprio comportamento. "L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto la necessità di ulteriori ricerche sulla dipendenza dalla tecnologia dell'informazione e la necessità di sviluppare strategie per prevenire e trattare questo problema", ha aggiunto Erfani. Il prossimo passo sarà provare a sviluppare e testare applicazioni, funzionalità di progettazione e altre soluzioni in grado di ridurre gli effetti negativi. Secondo il team di ricerca, una maggiore consapevolezza dei loro potenziali pericoli può incoraggiare la moderazione degli utenti e aiutare gli ingegneri del software, gli educatori e i responsabili delle politiche a sviluppare modi per ridurre al minimo i loro effetti negativi. 

Facebook si difende dalle accuse: "Instagram non fa male alle ragazze" 

Un mese fa le accuse ad Instagram, rispedite al mittente da Facebook

Effetti negativi piombati nell'attualità quando, il mese scorso, un'indagine pubblicata dal Wall Street Journal dichiarava che Facebook fosse ben a conoscenza dei potenziali effetti nocivi che Instagram ha sulle sulla psiche di molte adolescenti - in termini di percezione del proprio corpo di fronte ad immagini sessualizzate -  pur non facendo nulla per contrastarli. Inchiesta a cui l'azienda di Zuckerberg ha replicato a distanza di due settimane parlando di "scarsa accuratezza sui dati" e di "mancanza di obiettività", per poi sottolineare i tanti aspetti positivi che Instagram, al contrario, apporta sulla mente degli utenti, precisando come, al contrario, solitudine, ansia, tristezza e disordini alimentari siano stati punti su cui il social è stato di grande aiuto per le adolescenti.

Secondo Facebook, insomma, da Instagram possono derivare elementi negativi, ma anche positivi. 

Di seguito, la lista completa dei potenziali effetti dannosi dei social media stilata dall'Università di Sidney 

  • Panico
  • Irritazione
  • Fatica
  • Depressione
  • Colpa
  • Gelosia
  • Solitudine
  • Ansia
  • Insoddisfazione di sé
  • Aggiunta di distrazione
  • Deterioramento dell'umore
  • Ridotta autostima/fiducia
  • Dipendenza dall'uso dei social media
  • Sovraccarico di informazioni
  • Tempo perso
  • Sprecare energia
  • Sprecare soldi
  • Sovraccarico di lavoro
  • Aumento della propensione all'assunzione di rischi finanziari
  • Esposizione a post inappropriati
  • Esposizione a immagini/messaggi sessuali
  • Esposizione a contenuti offensivi
  • Mancanza di privacy
  • Violazione della privacy
  • Mancanza di sicurezza online
  • Comunicazioni non richieste
  • Pubblicazione di informazioni private
  • Travisamento
  • Inganno
  • Uso improprio delle informazioni
  • Rubare dati personali
  • Comportamento di cyberstalking
  • Rischi di phishing
  • Sensazione di essere abusato
  • Essere molestato
  • Conflitto con gli altri
  • Incitamento al suicidio
  • Delinquenza
  • Basso rendimento scolastico
  • Scarse prestazioni lavorative
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