Martedì, 16 Luglio 2024
Trapianto di midollo osseo

Emma Marrone e il trapianto di midollo osseo: come si diventa donatori e in cosa consiste l’intervento

"Nel nostro Paese sono necessari circa mille nuovi donatori effettivi all’anno. Una stima che deve assolutamente subire un aumento, se si tiene conto del fatto che il trapianto è attualmente al centro di ricerche anche nel campo dei tumori solidi”. L’intervista all'oncoematologo Claudio Cerchione

In un video sul suo profilo Instagram, Emma Marrone - che pochi giorni fa ha perso il padre a causa di una leucemia diagnosticata nell'ottobre dello scorso anno - ha lanciato un appello a favore dell’ADMO, l’associazione donatori di midollo osseo. “A tutte le persone che in questi giorni mi stanno chiedendo come possono aiutarmi - ha dichiarato la cantante - ebbene qualcosa da fare c'è: andate sul sito di ADMO (Associazione Donatori di Midollo Osseo) e informatevi su come diventare donatori di midollo osseo. Perché questo Paese ha bisogno di più donatori”. Solo aumentando il numero delle donazioni, tutti coloro che si ammaleranno di leucemia potranno contare sull'opportunità di un trapianto.

“Nel nostro Paese - spiega a Today l'oncoematologo Claudio Cerchione, dirigente medico e ricercatore presso l'Istituto Romagnolo per lo Studio dei Tumori "Dino Amadori" - IRST IRCCS, nonchè Presidente della Society of Hematologic Oncology (SOHO) Italy - sono necessari circa 1.000 nuovi donatori effettivi all’anno. Una stima che deve assolutamente subire un aumento, se si tiene conto del fatto che il trapianto delle cellule staminali ematopoietiche è attualmente al centro di ricerche anche nel campo dei tumori solidi. Nel 1990, anno di nascita di ADMO (Associazione Donatori di Midollo Osseo), i donatori italiani erano 2.500, mentre oggi i potenziali donatori in iscritti attivi al Registro sono comunque saliti a 469.650 (+1,9%). La probabilità per un paziente italiano di trovare un donatore idoneo è passata dal 10% nel 1992 al 40% nel 1995, all’attuale 50% circa”.

Quale funzione ha il midollo osseo?

“Molti tumori del sangue, come le leucemie, sono dovuti al malfunzionamento del midollo osseo, un tessuto ricco di nutrienti localizzato soprattutto nella parte centrale delle ossa lunghe, dove, tramite un processo definito “emopoiesi”, vengono prodotte le cellule del sangue. A generare le nuove cellule sono le cellule staminali (ematopoietiche), cellule progenitrici che hanno la capacità di riprodursi a un ritmo estremamente intenso e a differenziarsi nelle varie linee cellulari. Per questa caratteristica, le cellule staminali vengono utilizzate per curare molti tumori del sangue, attraverso il trapianto”.

Per quali tipi di tumore il trapianto può essere raccomandato?

“Il trapianto allogenico (il donatore e il ricevente delle cellule staminali del sangue sono due persone diverse) rappresenta la terapia di scelta per moltissimi tipi di neoplasie ematologiche, ma naturalmente le indicazioni sono legate oltre alla patologia anche all’età ed alle comorbidità e performance status del paziente, bilanciando rischi/benefici della procedura trapiantologica. Tra le patologie che possono beneficiarsi del trapianto allogenico di midollo osseo vi sono soprattutto le leucemie acute, in particolare le mieloidi, ma anche le sindromi mielodisplastiche ad alto rischio, la mielofibrosi idiopatica, le aplasie midollari e le emopatie congenite, e, in casi di resistenza alle terapie convenzionali, anche Linfomi non Hodgkin e di Hodgkin, la Leucemia Linfatica Cronica e il Mieloma Multiplo”.

Esistono diversi tipi di trapianto di midollo osseo?

“Sì. Le cellule staminali si possono estrarre non solo dal midollo osseo, ma anche e soprattutto dal sangue periferico in seguito ad un trattamento specifico per stimolare le cellule oppure da sangue proveniente dal cordone ombelicale. Il trapianto di tali cellule può essere effettuato utilizzando le cellule di un familiare (in questo caso si parla di trapianto allogenico da familiare) o di un non consanguineo che risulti compatibile (trapianto allogenico da volontario non parente) o, anche, del paziente stesso prelevando le cellule in un momento favorevole della malattia (trapianto autologo). Naturalmente ogni patologia presenta le sue indicazioni riguardo alla scelta del tipo di trapianto”.

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Come può essere prelevato il midollo dal donatore?

“Esistono due diverse modalità di prelievo per donazione di cellule staminali: la prima modalità avviene attraverso prelievo di sangue periferico (dal braccio) dopo stimolazione di fattori di crescita emopoietici (G-CSF) per 3-4 giorni con iniezioni sottocutanee. La seconda modalità, sempre più rara, consiste nel prelievo di midollo osseo dalle creste iliache posteriori (ossa del bacino) e richiede l’ospedalizzazione del donatore. L’intervento ha una durata media di 45 minuti e avviene in anestesia generale o epidurale. La quantità di sangue midollare prelevata va in base al peso del donatore, il quale, dopo il prelievo, viene tenuto in osservazione per 48 ore. Durante il trattamento è possibile avere disturbi, solitamente lievi e di breve durata, come febbre, mal di testa o dolori ossei legati al farmaco somministrato, ma tali effetti indesiderati scompaiono al termine del trattamento. Il donatore, sia volontario che parente di paziente, qualunque sia stata la modalità di donazione, viene poi seguito anche a distanza di anni per controlli: la donazione non comporta, comunque, nessun tipo di menomazione”.

Chi può donare il midollo osseo (e come si diventa donatori)?

“È possibile diventare donatori presentandosi ad un Centro Donatori senza impegnativa medica, con il solo tesserino sanitario. Il candidato donatore deve avere tra i 18 e, preferibilmente, i 35 anni con un peso corporeo superiore ai 50 chili e, per motivi clinici, la disponibilità a donare resta valida fino ai 55 anni di età. I criteri di esclusione dalla donazione di midollo osseo sono più o meno gli stessi applicati per la donazione di sangue. Al Centro Donatori viene prelevato un campione di sangue (una provetta di sangue periferico) e i risultati sono inseriti in un database mondiale al quale si accede per cercare la compatibilità per i pazienti che ne hanno bisogno. La compatibilità tra midolli è molto rara (1 persona su 100.000 è compatibile con chi aspetta il trapianto) e, dunque, un candidato donatore potrebbe non essere mai chiamato, ma è molto importante che il numero di candidati aumenti notevolmente: in questo modo è possibile trovare volontari compatibili per un numero maggiore di pazienti in attesa, in gran parte bambini affetti da leucemia acuta. Si tratta di salvare vite con il minimo sforzo: il midollo donato, infatti, si ricostituisce naturalmente in 7-10 giorni. Il donatore di midollo osseo è equiparato agli altri donatori (assenza retribuita dal posto di lavoro per il tempo occorrente a effettuare la tipizzazione HLA, gli esami necessari a verificare l’eventuale compatibilità con un paziente e la donazione effettiva a carico del servizio sanitario, così come l’assicurazione infortuni, ecc)”.

E’ possibile donare il midollo osseo più volte nella vita?

“Il nostro organismo è fisiologicamente in grado di sopportare più di una donazione di midollo osseo, tuttavia il Registro Italiano Donatori Midollo Osseo (IBMDR), in collaborazione con il Gruppo Italiano Trapianti Midollo Osseo (GITMO), ha stabilito che i donatori volontari non verranno più inseriti nel Registro dopo aver effettuato una donazione, a tutela dei donatori stessi. Unica possibile eccezione, in caso di fallimento del primo trapianto, un’ulteriore donazione a favore dello stesso paziente”.

A che punto è la donazione in Italia?

“Purtroppo la pandemia da COVID-19 ha impattato fortemente anche sul reclutamento dei donatori, ma fortunatamente le iscrizioni al registro dei donatori di midollo osseo sono oggi in progressiva ripresa, come evidenziato nei dati elaborati dal Registro IBMDR e dal Centro nazionale trapianti nel report del 2021. Come ripetiamo spesso, le neoplasie ematologiche non vanno in vacanza e non si fermano neanche in pandemia, e nel 2021 i trapianti da donatori non consanguinei sono stati ben 931 (+6,4%), mentre le donazioni effettive sono arrivate a quota 300 (+4,2%) di cui ormai quasi il 90% prelevate da sangue periferico, che si conferma la modalità più semplice e rapida, mentre diminuisce ancora la donazione “tradizionale” tramite espianto. Positivo anche il bilancio delle nuove iscrizioni al Registro dei donatori di midollo osseo con 24.227 i nuovi donatori potenziali registrati nel 2021 (nel 2020 erano stati 20.960)”.

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