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Mercoledì, 28 Febbraio 2024
Epatite acuta pediatrica

Epatite acuta nei bambini, cos'è, quali sono i sintomi e come si trasmette

Si tratta di un'infezione del fegato che insorge con vomito, diarrea e febbre, e successivamente ittero, e progredisce velocemente. Gli esperti ipotizzano che all'origine della diffusione vi sia un adenovirus o un co-fattore che lo renda più aggressivo

Continua a crescere l’allarme per i casi di epatite acuta in età pediatrica segnalati in diversi Paesi del mondo. Si tratta di una malattia dalle origini non riconosciute che nelle forme più aggressive attacca il fegato rendendo necessario il trapianto. Secondo l’OMS, nelle ultime settimane sono stati segnalati 169 bambini con questa patologia, di cui 17 hanno subito il trapianto mentre uno è morto. Se sulla sintomatologia di questa forma di epatite gli studiosi hanno un quadro abbastanza chiaro, ancora molto poco sanno sulle sue origini, tuttavia stanno cercando di non creare allarmismi. “Bisogna sempre prendere le cose sul serio e guardare da vicino, ma non cadere nemmeno nella psicosi perché non sappiamo nemmeno da dove venga”, ha dichiarato Yazdan Yazdanpanah, responsabile delle malattie infettive dell'ospedale Bichat a Parigi e membro del Consiglio Scientifico francese.

I casi nel mondo

I primi casi sono stati registrati in Scozia il 31 marzo. I piccoli pazienti, secondo quanto affermato da Meera Chand, direttore delle infezioni cliniche ed emergenti presso l'Agenzia per la sicurezza sanitaria del Regno Unito, non avevano contratto nessuno dei cinque virus dell'epatite conosciuti (A, B, C, D ed E). In questi bambini sono state, infatti, diagnosticate epatiti acute (processi infettivi del fegato che insorgono e progrediscono velocemente) dalla causa sconosciuta. Da allora il Regno Unito ha segnalato 114 casi, la Spagna 13, seguita da Israele con 12 e dagli Stati Uniti con 9, mentre piccoli numeri sono stati registrati anche in Danimarca, Irlanda, Paesi Bassi, Norvegia, Francia, Romania e Belgio. Nel nostro Paese, come riporta la nota ministeriale del 22 aprile, sono attualmente 11 i casi, di cui 8 sospetti (di questi uno è stato sottoposto al trapianto di fegato), due confermati, mentre un altro ha sviluppato una forma molto aggressiva e dopo il ricovero all’Ospedale Meyer di Firenze è stato trasportato al Bambino Gesù di Roma, nell’ipotesi di un trapianto di fegato poi evitato.

Sintomi e fascia d’età colpita

La malattia sta colpendo prevalentemente bambini sani tra 1 e i 10 anni di età. “L’epatite acuta pediatrica - ha spiegato Vincenzo Tipo, primario dell’ospedale pediatrico Santobono di Napoli - si sta manifestando coi sintomi tipici di tutte le forme di epatite, quindi vomito, diarrea, febbre e dolori addominali, e dopo 24-48 ore può comparire ittero (colorito giallo delle sclere e della cute) e valori elevati di transaminasi”.

Preoccupa la gravità del ceppo

“La preoccupazione principale è la gravità del ceppo all’origine dell’infezione”, ha affermato Maria Buti, patologa di Barcellona e presidente dell'Associazione europea per lo studio del fegato (EASL) -. Diciassette dei 169 casi noti avevano un'epatite così grave che hanno avuto bisogno di un trapianto di fegato". “La situazione è preoccupante - ha continuato Aikaterini Mougkou, esperto di resistenza antimicrobica presso il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDCN) -, anche perché, essendo i sintomi non facilmente associabili all'epatite acuta pediatrica, non è chiaro se ci siano anche altri bambini con questa malattia. Ad oggi non conosciamo la causa né la via di trasmissione e, quindi, non sappiamo come prevenirla nè curarla”.

Le ipotesi sull’origine infettiva della malattia

Al momento ci sono ancora solo ipotesi sulle origini della malattia. I sospetti della comunità scientifica per ora si concentrano su un adenovirus in particolare (il sottotipo 41) - trovato in 74 casi segnalati, mentre nel Regno Unito, dove c’è la maggioranza dei casi, nel 75% dei pazienti. Gli adenovirus sono i principali sospettati poichè responsabili di diverse infezioni delle vie respiratorie e gastroenteriti, come il raffreddore, le bronchiti e la diarrea. Secondo gli esperti, quindi, all’origine della malattia ci potrebbe essere una nuova variante di adenovirus mai isolata in precedenza, come sostiene anche l'infettivologo Galli, o un co-fattore in grado di peggiorare l'infezione da adenovirus.

Epatite acuta pediatrica e il Covid

Secondo alcuni scienziati britannici, questa forma di epatite potrebbe - il condizionale d’obbligo - essere legata a una combinazione di adenovirus e Covid, o correlata a una precedente infezione da Covid, o, ancora, ai lockdown degli ultimi due anni. E’ esclusa, invece, una correlazione coi vaccini anti-Covid, perché la maggior parte dei bambini che hanno contratto questa malattia non è abbastanza grande per essere vaccinata. A sostenere la prima tesi il fatto che 19 dei 169 casi registrati avevano sia il Covid che l’adenovirus, mentre 20 avevano solo il Covid, ma comunque - hanno sottolineato gli esperti - le indagini sono ancora in corso e richiedono tempo per dare risposte certe.

La ragione immunitaria

A sostenere la seconda tesi (i lockdown), l’ipotesi secondo la quale i bambini piccoli, avendo trascorso le loro prime fasi di vita poco esposti ai virus, a causa della misure anti-Covid come i lockdown e l'uso di mascherine, non hanno sviluppato l'immunità contro gli adenovirus. I tassi di infezione da adenovirus nel Regno Unito sono, infatti, precipitati durante le prime fasi della pandemia, mentre sono cresciuti enormemente con l’allentamento delle misure anti-contagio. "Sembrerebbe - ha spiegato Andrea Crisanti, microbiologo dell'Università di Padova - che questi bambini si siano infettati tardi con questo virus e che di fatto siano stati in qualche modo preservati dalle misure di distanziamento. È come quando un adulto si prende la varicella o il morbillo: può avere complicazioni più gravi rispetto a quando prende queste infezioni da piccolo. Potrebbe essere”.

La causa delle epatiti acute nei bambini: "Possibile ragione immunitaria" 

Come si trasmette e come prevenire l'infezione

Se all'origine della diffusione ci fosse un adenovirus, trattandosi di un virus infettivo, quindi che si trasmette attraverso le secrezioni delle persona infetta, le misure anti-Covid adottate sino ad ora, e in particolare il lavaggio regolare delle mani e l'uso delle mascherine nei bambini, potrebbe essere un'ottima soluzione per contenere la diffusione e prevenire il contagio.

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