rotate-mobile
Sabato, 28 Maggio 2022
Farmaci effervescenti

Farmaci effervescenti, lo studio: quali sono i rischi per il cuore

I ricercatori suggeriscono a tutti, ipertesi e non, di fare attenzione al contenuto di sodio di questi farmaci per non superare la dose giornaliera raccomandata

Numerosi studi hanno dimostrato come un’elevata assunzione di sodio (componente principale del sale da cucina) con la dieta sia associata ad un rischio aumentato di malattie cardiovascolari e di mortalità per tutte le cause nei soggetti che soffrono di ipertensione (pressione alta). Secondo il rapporto del Global Burden of Disease del 2017 un'assunzione eccessiva di sodio è tra i principali rischi della dieta e stima che questa causi circa 3 milioni di decessi e 82 milioni di disabilità in tutto il mondo ogni anno. Per non superare la dose di sodio raccomandata dall'OMS (2g/die), gli esperti suggeriscono alle persone con ridotta funzionalità renale o che seguono una dieta a basso contenuto di sodio di fare attenzione agli alimenti che portano in tavola (ricorcando che 1g di sale da cucina contiene circa 0,4g di sodio). Ma il sodio non si trova solo nei cibi ma anche in molti farmaci da banco solubili o effervescenti: a questi medicinali viene, infatti, aggiunto il sodio per migliorare la solubilità o la disintegrazione nell’acqua e facilitarne, quindi, l’assorbimento del corpo rispetto alla deglutizione della pillola. Tra questi farmaci c’è anche il paracetamolo, antidolorifico comunemente utilizzato, disponibile sia in formulazione effervescente o solubile (0,5 g di paracetamolo possono contenere fino a 0,44 g di sodio) sia in formulazioni non contenenti sodio. Vien da sé che se si assume la dose massima giornaliera consentita di paracetamolo solubile (4 volte al giorno ogni sei ore), una persona può facilmente superare i 2g giornalieri raccomandati poiché questa quantità di sodio va ad aggiungersi a quella assunta con il cibo.

Al fine di confrontare gli effetti sul rischio aumentato di malattie cardiovascolari e di mortalità legati a un'assunzione di sodio extra in soggetti ipertesi e non, i ricercatori dell'Università Central South University (Changsha, Cina), hanno effettuato uno studio e scoperto che anche in chi non ha la pressione alta, il sodio in più assunto al di fuori della dieta può avere un impatto negativo sulla salute generale e in particolare sul sistema cardiovascolare. La ricerca è stata pubblicata sull'European Heart Journal.

Lo studio

I ricercatori hanno condotto due studi di coorte per indagare la correlazione tra assunzione di paracetamolo contenente sodio e aumentato rischio di malattie cardiovascolari e di mortalità per tutte le cause in soggetti ipertensi e non. I partecipanti al primo studio sono soggetti con un'età ≥60 anni e una diagnosi di ipertensione, e i cui dati erano stati registrati per almeno 1 anno nell'ambito di uno studio medico generico (parte del The Health Improvement Network (THIN), un database di cartelle cliniche anonime di 790 studi medici generici condotti su circa 17 milioni di pazienti del Regno Unito) nel periodo gennaio 2000-dicembre 2017. Lo stesso approccio è stato adottato in un secondo studio di coorte, condotto, questa volta, su individui senza diagnosi di ipertensione. Complessivamente sono stati analizzati i dati di circa 300mila soggetti.

Quante ore di attività domestiche (e quali) fare al giorno per ridurre il rischio di infarto e ictus 

Quali rischi corri se superi la soglia raccomandata di sodio

Dai risultati degli studi è emerso che, rispetto ai pazienti cui erano stati prescritti antidolorifici senza sodio, quelli che hanno assunto paracetamolo con sodio ogni giorno erano più a rischio di infarto, ictus, insufficienza cardiaca e morte un anno dopo. In particolare, tra gli individui con ipertensione, si sono verificate 122 malattie cardiovascolari tra i 4532 soggetti che hanno assunto paracetamolo contenente sodio (con un rischio a 1 anno aumentato del 5,6%) e 3051 tra i 146.866 soggetti che hanno assunto paracetamolo non contenente sodio (con un rischio a 1 anno aumentano del 4,6%). Tra gli individui senza ipertensione, si sono, invece, verificate 105 malattie cardiovascolari tra i 5351 soggetti che hanno assunto paracetamolo contenente sodio (con un rischio a 1 anno aumentato del 4,4%) e 2079 tra i 141.948 soggetti che hanno assunto paracetamolo non contenente sodio (con un rischio a 1 anno aumentato del 3,7%). Anche il rischio di decesso per tutte le cause ha mostrato lo stesso andamento: a un anno il rischio è risultato rispettivamente del 7,6% e del 6,1%.

Lo studio, quindi, dimostra che sia gli individui con pressione alta sia gli individui con pressione normale hanno un rischio simile di soffrire di problemi cardiaci quando aggiungono sale extra alla loro dieta quotidiana. Va, però, detto che trattandosi di uno studio osservazionale, i risultati non spiegano qual è il rapporto di causa-effetto, ma si limitano a fotografare una situazione che suggerisce a tutti (ipertesi e non) di seguire le indicazioni del medico quando si seguono trattamenti farmacologici prolungati che possono influire sui valori della pressione.

L’appello ai medici e ai pazienti

Già numerosi studi precedenti avevano dimostrato una connessione tra livelli di sodio elevati e malattie cardiovascolari nei soggetti con pressione alta. I risultati di quest'ultima ricerca hanno mostrato in più che un trattamento con farmaci effervescenti, quindi contenenti sodio, può essere associato a un aumentato rischio di malattie cardiovascolari e di mortalità per tutte le cause in tutti gli individui, con o senza ipertensione. Alla luce di questi risultati, i ricercatori suggeriscono, quindi, a tutti di evitare un'assunzione eccessiva di sodio non necessaria attraverso l'uso di paracetamolo contenente sodio, o altri farmaci effervescenti, e consigliano ai medici e pazienti di tener conto del fatto che l'assunzione di alcuni medicinali può far superare la dose giornaliera raccomandata di sodio.

"Le persone - ha affermato Chao Zeng dello Xiangya Hospital, del Central South University - dovrebbero prestare attenzione non solo all'assunzione di sale attraverso la dieta, ma anche a non trascurare l'assunzione di sale nascosta nei farmaci del loro armadietto. Sebbene la Food and Drug Administration statunitense richieda che tutti i farmaci da banco mostrino sull'etichetta il contenuto di sodio, non è stato emesso alcun avviso sull'effetto potenzialmente dannoso del paracetamolo contenente sodio sui rischi di ipertensione, malattie cardiovascolari e morte. I nostri i risultati suggeriscono di rivedere il profilo di sicurezza del paracetamolo effervescente e solubile".

Esistono alternative al paracetamolo effervescente?

In alternativa alle classiche formulazioni solubili ed effervescenti di paracetamolo esistono anche delle formulazioni solubili senza sodio o con piccole quantità di esso. Queste rappresentano buone alternative per coloro che devono assumere un antidolorifico con effetti rapidi senza, però, correre i rischi legati a un uso prolungato di farmaci solubili. Alla luce dei risultati di quest'ultimo studio, i ricercatori esortano i produttori di farmaci a garantire che i comuni antidolorifici non causino danni ai consumatori ignari.

"C'è un'esigenza immediata di tutela dei consumatori contro questi rischi", hanno affermato gli autori di un editoriale pubblicato insieme allo studio sopra menzionato. "È probabile che la strategia più plausibile ed efficace sia l'etichettatura obbligatoria di tutti i farmaci contenenti quantità significative di sodio con un'etichetta di avvertenza sulla parte anteriore della confezione. [..] Ma potrebbero risultare efficaci anche programmi informativi che sensibilizzino il pubblico e i professionisti del sodio nascosto nei farmaci, oltre a sensibilizzare sulla necessità di evitare farmaci effervescenti e solubili in tutte le circostanze a meno che non è essenziale", hanno concluso.

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Farmaci effervescenti, lo studio: quali sono i rischi per il cuore

Today è in caricamento