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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Salute

Fedez e il tumore al pancreas: i sintomi, come si cura e perché è tra i più pericolosi

Il rapper ha ufficializzato la malattia: è stato operato per rimuovere un tumore al pancreas

Con un post su Instagram Fedez ha ufficializzato la malattia all'indomani dell'operazione cui è stato sottoposto all'ospedale San Raffaele di Milano. "Mi sono dovuto sottoporre ad un intervento chirurgico durato 6 ore per asportarmi una parte del pancreas (tumore compreso). A due giorni dall’intervento sto bene e non vedo l’ora di tornare a casa dai miei figli. Ci vorrà un po": queste le parole del rapper.

Il tumore del pancreas è considerato dagli oncologi un “osservato speciale”. Se tempo fa era una neoplasia rara, oggi è tra le più diffuse e aggressive. Si stima che entro il 2030 sarà la seconda causa di morte tra i tumori, insieme a quello del polmone nelle donne. Secondo il rapporto Global Burden of Disease, tra il 1990 e il 2017, la sua incidenza è aumentata di 2,3 volte e l’Europa occidentale è una delle regioni con i tassi più elevati. In Italia le nuove diagnosi sono in costante aumento (in cinque anni i nuovi casi annui sono passati da 12.700 (2014) a oltre 14mila (2020)) e né i progressi terapeutici né la diagnosi precoce sono serviti per frenare la sua avanzata. Questo perché la malattia rimane asintomatica per lungo tempo, tanto che solo nel 7% dei casi viene diagnosticata in stadio iniziale e a 5 anni dalla diagnosi è vivo solo l’8% dei pazienti. Il carcinoma al pancreas è l’unico tipo di tumore che non ha visto miglioramenti nella sopravvivenza negli ultimi quarant’anni, tanto negli uomini quanto nelle donne. 

Il pancreas e le funzioni endocrina ed esocrina

Il pancreas è un organo ghiandolare di 18-20 cm situato nell'addome, tra lo stomaco e la colonna vertebrale, che svolge due importantissime funzioni: endocrina ed esocrina. La prima è responsabile della secrezione di alcuni ormoni coinvolti in alcuni meccanismi metabolici, tra cui il glucagone e l’insulina che regolano il livello degli zuccheri nel sangue. La seconda è responsabile della produzione di enzimi che, trasportati dai dotti pancreatici (canalicoli) nell’intestino, contribuiscono alla digestione e all’assorbimento dei nutrienti. In particolare, l’amilasi favorisce la digestione dei carboidrati, la proteasi quella delle proteine e la lipasi quella dei grassi. Nello svolgere queste funzioni il pancreas ha rapporti con importanti strutture viscerali e vascolari, e questo spiega perché durante un intervento di chirurgia del pancreas, in alcuni casi è necessario rimuovere, in parte o totalmente, anche organi adiacenti, come il duodeno, la milza o parte dei vasi.

Fedez rompe il silenzio: "Ho un tumore al pancreas" 

I tipi di cancro del pancreas

Il tumore del pancreas si sviluppa quando alcune cellule dell’organo si moltiplicano senza più controllo. Nel 80-85% dei casi circa questo avviene nella testa dell'organo, con origine nei dotti che trasportano gli enzimi della digestione (porzione esocrina). Questo tipo di carcinoma pancreatico viene detto "adenocarcinoma duttale del pancreas". Quando la neoplasia ha, invece, origine dalle cellule delle isole di Langerhans, le strutture del pancreas deputate alla secrezione di ormoni (porzione endocrina), si parla di tumore neuroendocrino (è il caso di Fedez) o tumore delle isole di Langerhans, molto meno frequente e aggressivo (e solitamente colpisce maschi più giovani under 50). Infine, ci sono i tumori cisitci del pancreas dal contenuto liquido che sono ancora più rari e colpiscono prevalentemente il sesso femminile. In base al tipo di tumore si sceglie un approccio terapeutico differente.

 

Con quali sintomi si manifesta

Il carcinoma del pancreas non si manifesta in fase precoce con sintomi particolari, ma anche quando questi si manifestano sono molto generici e, per questo, vengono interpretati in modo errato, sia dal paziente che dal medico. Sintomi più chiari compaiono quando la malattia ha già iniziato a diffondersi agli organi vicini o ha bloccato i dotti biliari, tra questi ci sono: perdita di peso e di appetito, ittero (colorazione gialla degli occhi e della pelle), dolore nella parte superiore dell'addome o nella schiena, debolezza, nausea o vomito. Alcuni pazienti (dal 10 al 20%) possono essere colpita anche da diabete.

La diagnosi è quasi sempre ritardata

I motivi esposti sopra spiegano perché la diagnosi della malattia viene spesso fatta quasi sempre in ritardo: nella maggior parte dei casi si giunge ad una prognosi quando il tumore è già in fase avanzata. In caso di sospetto di un tumore del pancreas si posso effettuare diversi esami. Uno dei principali è la tomografia computerizzata (spirale o elicoidale), per rilevare la sua presenza e una sua eventuale diffusione a linfonodi, fegato e dotti biliari, o l’ecografia, sia esterna che interna dell'addome. Se il paziente ha l'ittero (colorazione gialla della pelle) lo si può sottoporre a tre diversi esami per controllare se i dotti biliari sono ostruiti e se tale ostruzione è dovuta a un tumore: la colangiopancreatografia retrograda endoscopica (ERCP), la colangiografia transepatica percutanea e la colangiorisonanza magnetica (la meno invasiva delle tre).

Quali sono le cause (e chi colpisce di più)

L’invecchiamento è tra le cause principali. Le persone più a rischio di tumore al pancreas sono, infatti, quelle che si trovano nella fascia d'età tra i 60 e gli 80 anni (è molto raro negli under 40). A tal proposito si stima che la quota di popolazione con più di 65 anni colpita da questo tumore nel mondo raddoppierà nell’arco di tre o quattro decenni. Ma oltre all’età, anche fattori di rischio modificabili giocano una parte importante: il fumo di sigaretta prima di tutti (per i fumatori il rischio è circa il triplo rispetto ai non fumatori), il consumo di alcolici, l’obesità (soprattutto quando il grasso è stratificato sull'addome) e il diabete di tipo 2 (quello non dipendente da insulina, che in genere si manifesta dopo i 45 anni di età). Per molti anni si è registrata una maggior prevalenza di questo tumore negli uomini, probabilmente perchè il fumo era più diffuso nella popolazione maschile. Oggi lo scenario è cambiato: le donne fumano quanto se non di più degli uomini, e per questo nelle donne di più di 70 anni il carcinoma pancreatico risulta essere tra i cinque tumori più frequenti nella popolazione femminile. Infine, anche la familiarità, quindi casi in famiglia di tumore del pancreas o della mammella o del colon riconducibili a specifiche mutazioni genetiche ereditarie, e un'alimentazione ricca di grassi e proteine animali possono giocare un ruolo importante nello sviluppo della neoplasia.

Solo il 20% dei pazienti può sottoporsi alla resezione chirurgica

Solo nel 20% dei casi (quindi 1 paziente su 5) il tumore viene diagnosticato quando è ancora localizzato e si può quindi procedere con l'asportazione chirurgica. La resezione chirurgica è l’unico trattamento potenzialmente curativo anche se è molto complesso e rischioso, e gravata dal maggior tasso di complicanze post-operatorie. Necessita, per questo motivo, di Centri ad alta specializzazione e ad alto turnover con un’équipe altamente preparata e multidisciplinare.

L’intervento differisce in base al tipo di tumore: per quelli della testa del pancreas è indicato l'intervento di duodenocefalopancreasectomia (come nel caso di Fedez) che prevede l'asportazione della testa pancreatica, del duodeno, dell’ultima parte dello stomaco e della via biliare; per quelli del corpo e della coda, si asportano queste porzioni di pancreas insieme alla milza, senza intaccare organi del tubo digerente. Bisogna precisare che non sempre l’intervento chirurgico è possibile dato che la malattia si diffonde rapidamente, ma quando è possibile il rischio di mortalità è pari al 10%, proprio perché la resezione è molto complessa.

Quando è necessario fare la chemioterapia

In seguito all'intervento può essere necessario eseguire cicli di chemioterapia, che sono anche l'unica arma a disposizione, insieme alla radioterapia, nei casi in cui il tumore non si può operare. In alcuni casi la chemioterapia può essere effettuata prima dell’intervento chirurgico, per ridurre le dimensioni del tumore e facilitarne l'asportazione. Parallelamente a chemio e radioterapia, sono in corso alcune sperimentazioni cliniche con farmaci capaci di potenziare l'azione del sistema immunitario contro il tumore. Per ora, le terapie ad oggi disponibili non sono efficaci in tutti i pazienti, ma solo in alcuni hanno mostrato di allungare l'aspettativa di vita.

Come fare prevenzione

Diagnosticare il tumore in fase precoce significa anche avere maggiori possibilità di sopravvivenza, ma, purtroppo, nella maggior parte dei casi la malattia viene scoperta già in uno stadio avanzato. Per prevenirlo bisogna agire sui fattori di rischio modificabili, quindi evitare il fumo e il consumo eccessivo di alcol, tenere sotto controllo il peso e il diabete, seguire una dieta ricca di frutta e verdura. Se c’è familiarità occorre sottoporsi a controlli periodici sulla funzionalità del pancreas, del fegato e dell'intestino, soprattutto dopo i 50 anni.

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