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Lunedì, 27 Maggio 2024
Infezioni fungine

Un fungo delle piante ha infettato un uomo: è il primo caso al mondo

Il paziente, guarito dopo due mesi di cure, aveva un ascesso sulla trachea e una serie di sintomi quali tosse, voce rauca, affaticamento e difficoltà a deglutire

Per la prima volta al mondo un fungo delle piante ha infettato un essere umano. Ad aver contagiato un uomo di 61 anni è stato il Chondrostereum purpureum, patogeno responsabile della "malattia della foglia d’argento", progressiva e spesso fatale in numerose specie botaniche se non trattata rapidamente. Un fungo vegetale, diffuso da spore (strutture necessarie alla sua riproduzione) trasportate dall'aria, che colpisce in particolare gli alberi da frutta, ma può infettare occasionalmente anche rose, rododendri e altre specie ornamentali. Nelle foglie delle piante colpite provoca una colorazione piombo-argentato, per questo l’infezione viene detta anche “mal di piombo”. Il caso inedito nella letteratura scientifica è stato riportato dai ricercatori dell'Apollo Multispecialty Hospitals (India) e pubblicato sulla rivista Medical Mycology Case Reports.

Il caso clinico

Il paziente, un micologo vegetale dell'India orientale, si è presentato in uno studio medico di Calcutta lamentando sintomi come voce rauca, tosse, faringite, affaticamento e difficoltà a deglutire. Una tomografia computerizzata al collo ha rilevato la presenza di un ascesso paratracheale (vicino alla trachea). Il paziente prima di questo episodio era in perfetta salute, non aveva l’HIV, nè soffriva di diabete o di altre patologie croniche. Era in buono stato di salute e con un sistema immunitario perfettamente funzionante. Nessun test di laboratorio, cui è stato sottoposto, ha individuato batteri preoccupanti, solo una speciale tecnica di colorazione utilizzata in microscopia ottica per l'osservazione specifica dei funghi ha rivelato la presenza di lunghi filamenti provocati dai funghi, simili a radici chiamati “le ife fungine”.

Tuttavia, solo con il sequenziamento del Dna, in seguito al coinvolgimento di un centro di ricerca sui funghi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, è stato individuato il responsabile dell’infezione, ovvero il Chondrostereum purpureum. Il paziente ha dichiarato di aver lavorato a lungo, durante le attività di ricerca, con materiale in decomposizione e vari funghi vegetali. E' probabile dunque che sia entrato in contatto senza accorgersene con il fungo che gli ha causato l’infezione. Grazie a un trattamento con un comune antimicotico e al drenaggio dell’ascesso, il paziente è guarito dopo due mesi di cure, e la malattia non si è più ripresentata nei due anni successivi.

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Le malattie fungine nell’uomo

Le malattie fungine sono estremamente rare negli esseri umani. Tra i milioni di funghi che si conoscono, solo poche centinaia sono in grado di infettare l'uomo e gli animali. Tra questi muffe e lieviti che possono causare la tigna (quando vengono colpiti la pelle e le unghie), il piede d'atleta (quando vengono colpiti i piedi degli sportivi) e il mughetto (quando viene colpito il cavo orale): si trovano comunemente in casa e possono annidarsi nelle zone umide della nostra pelle causando sintomi fastidiosi ma lievi. Ci sono poi funghi che comunemente si nutrono di vegetazione in decomposizione, come le specie di Aspergillus, che possono infettare parti più profonde del nostro corpo, soprattutto nelle persone con un sistema immunitario compromesso. Ultimamente sta destando grande preoccupazione la Candida Auris, che causa forme di candidosi sistemiche molto dannose per l'organismo, e che, in un caso su tre, risultano mortali perché il fungo è resistente agli antimicotici.

Tuttavia, affinché questi agenti patogeni possano annidarsi all'interno del nostro organismo e iniziare a replicarsi, hanno bisogno di condizioni favorevoli, come una risposta immunitaria debole dell’ospite e un’elevata umidità sulla pelle. Questo rende estremamente raro che un fungo adattato a infettare con le sue ife foglie e steli possa fare lo stesso all'interno del nostro organismo. 

Allarme superbatteri: la resistenza agli antibiotici è già un’emergenza 

Una nuova minaccia emergente

Come sottolineano gli esperti, "gli agenti patogeni umani e i loro potenziali serbatoi vegetali hanno importanti implicazioni nell'emergere di nuove malattie infettive. Mentre i superbatteri e i nuovi virus che emergono dalle popolazioni animali attirano regolarmente l’attenzione della comunità scientifica, raramente ciò accade coi patogeni delle piante. "I funghi in particolare - hanno affermato i ricercatori - rappresentano un rischio significativo emergente: le somiglianze nella biochimica dei funghi e degli animali rendono lo sviluppo di vaccini e terapie adeguati in grado di prevenire o gestire l'infezione una vera sfida".

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