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Sabato, 20 Aprile 2024
Prevenire l'infarto

Qual è il legame tra intestino e infarto?

“Si è visto come alterazioni del microbiota intestinale abbiano un impatto significativo sullo sviluppo delle malattie cardiovascolari. Pertanto, i probiotici di ultima generazione, agendo direttamente sulla flora batterica, potrebbero diventare uno nuovo strumento utile per prevenirle”. L'intervista al microbiologo Marco Toscano

Le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morte in tutto il mondo. Solo in Italia si registrano ogni anno 240 mila decessi per malattie ischemiche del cuore (come l'infarto del miocardio e l'angina pectoris) e cerebrovascolari. Oltre ai più noti fattori di rischio modificabili come il fumo, l’alcol, la sedentarietà e la cattiva alimentazione, la ricerca ha dimostrato che anche un’alterazione della flora batterica intestinale (microbiota) può essere corresponsabile dell’insufficienza cardiaca. Il microbiota intestinale è costituito da oltre mille miliardi di batteri e svolge importanti funzioni per il nostro organismo, tra cui produrre metaboliti come gli acidi grassi a catena corta essenziali per le cellule intestinali (che li usano per produrre energia). Nel 2011, il ritrovamento di specie batteriche di origine intestinale nelle placche aterosclerotiche (depositi di materiale grasso sulle pareti delle arterie) suggerì la presenza di un’associazione tra microbiota intestinale e patologie cardiovascolari. Questa associazione è stata poi confermata in successivi studi, che hanno rilevato come alterazioni nella composizione del microbiota intestinale (disbiosi) sono strettamente correlate allo sviluppo e progressione delle malattie cardiovascolari, compresa l’insufficienza cardiaca.

Pertanto, la modifica del patrimonio batterico dell’intestino, potrebbe essere utilizzata nel prossimo futuro come nuovo strumento terapeutico per le malattie cardiovascolari. "La supplementazione con microrganismi probiotici di ultima generazione - ha spiegato a Today il microbiologo Marco Toscano -, agendo mediante diversi meccanismi, come il ripristino dell’equilibrio intestinale, la competizione selettiva con i microrganismi patogeni e la regolazione positiva del sistema immunitario e dell’assorbimento dei nutrienti, potrebbe essere considerata un supporto utile per la prevenzione delle malattie cardiovascolari".

Dott. Toscano, in che modo la disbiosi intestinale può contribuire allo sviluppo di malattie cardiovascolari?

"La disbiosi intestinale è un’alterazione della composizione del microbiota intestinale, in termini sia qualitativi che quantitativi. I batteri intestinali producono diversi metaboliti, quali ad esempio l’acetato, che sembrerebbero essere efficaci nella protezione dall’ipertensione arteriosa, dall’ipertrofia e dalle fibrosi cardiache. Allo stesso modo, il microbiota sembrerebbe in grado di contrastare l’effetto negativo di numerose sostanze a livello del miocardio. Risulta quindi altamente probabile che un’alterazione della composizione del microbiota possa avere anche un impatto significativo sullo sviluppo delle malattie cardiovascolari".

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Come la supplementazione con probiotici può ridurre il rischio di sviluppare queste malattie?

"I probiotici, conosciuti anche come fermenti lattici, sono microrganismi vivi che, se somministrati in quantità adeguata, apportano un beneficio alla salute dell'ospite. Tali microrganismi sono in grado di limitare la proliferazione di potenziali patogeni a livello intestinale e produrre molecole in grado di proteggere l’ambiente intestinale, come ad esempio gli acidi grassi a catena corta. Anche la produzione di specifiche molecole antibatteriche è in grado di contribuire al benessere dell’intestino. Di conseguenza, l’assunzione dei probiotici garantirebbe un apporto costante di microrganismi benefici nel tratto gastrointestinale, riducendo il rischio di insorgenza della disbiosi intestinale".

Tra i diversi probiotici intestinali esistenti, i Lattobacilli sono quelli più studiati. Quali effetti benefici hanno sul cuore?

"I potenziali effetti dei lattobacilli a livello cardiaco comprendono la riduzione dello stress ossidativo, un impatto positivo sul metabolismo dei lipidi e la regolazione del sistema immunitario e della risposta infiammatoria".

Agiscono anche sul colesterolo? 

"I probiotici sono in grado di ridurre il colesterolo introdotto con la dieta, integrandolo ad esempio nelle loro membrane cellulari o sequestrandolo mediante specifiche molecole da loro prodotte, evitando in tal modo che venga assorbito dall’organismo".

In che modo possiamo assumere i Lattobacilli?

"È possibile assumere i lattobacilli facendo uso di yogurt e latte fermentato, kefir, miso, crauti, formaggi non pastorizzati. Esistono inoltre gli integratori alimentari contenenti diversi ceppi di lattobacilli, ovvero i prodotti probiotici come PRO-BD che contengono quattro diverse specie di lattobacilli".

Quando assumerli e per quanto tempo?

"Tali indicazioni sono diverse per ciascun prodotto probiotico. Generalmente si consiglia di assumere i probiotici a digiuno e sotto controllo del medico, in modo tale da avere la posologia più adatta alle proprie esigenze".

Quale tipo di alimentazione deve essere associata alla supplementazione con probiotici?

"Sarebbe opportuno seguire una dieta equilibrata come quella Mediterranea, che presenti quindi il giusto rapporto di carboidrati, proteine e lipidi".

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