Domenica, 25 Luglio 2021
Salute

Il melanoma è in aumento tra i giovani, il Prof. D’Andrea: "Fondamentale il ruolo del chirurgo plastico"

“E’ importante una diagnosi precoce ma anche un approccio multidisciplinare nel trattamento del tumore che veda coinvolti il dermatologo, il chirurgo plastico e l’anatomia patologica” dichiara il Presidente SICPRE

Prof. Francesco D'Andrea

Il melanoma, tra i più pericolosi tumori della pelle, è in forte aumento soprattutto tra i più giovani. Fino a pochi anni fa questa neoplasia era considerata una malattia rara tra gli adolescenti, negli ultimi 20 anni l’incidenza è, invece, aumenta, in questa fascia di popolazione, di oltre il 4% all’anno. Per invertire questo trend bisogna fare prevenzione: in che modo? Seguendo semplici regole: usare creme solari protettive, evitare di esporsi al sole nelle ore centrali della giornata (12-15) e sottoporsi a controlli una volta all’anno. La pandemia da Covid-19 ha reso difficoltoso l’accesso a visite specialistiche e a percorsi terapeutici, causando, in molti casi, un ritardo nella diagnosi. Il fattore tempo, in presenza di patologie oncologiche, risulta fondamentale, ma accanto a questo è necessario anche un approccio multidisciplinare nella gestione del paziente.

L’asportazione precoce di un melanoma - dichiara il Prof. Francesco D’Andrea, Direttore del Dipartimento di Chirurgia Plastica ed Estetica del Policlinico Federico II di Napoli e Presidente SICPRE (Società Italiana di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica - rappresenta il metodo principale di cura della patologia. Pertanto, è importante un approccio multidisciplinare che veda coinvolti il dermatologo, il chirurgo plastico e l’anatomia patologica per essere il più tempestivi possibile. La chirurgia plastica ha un ruolo importante anche nelle forme di melanomi più avanzate, attraverso lo studio del linfonodo sentinella e le asportazioni più radicali, in affiancamento alla moderna oncologia basata sull’ immunoterapia”.

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Boom di interventi di chirurgia plastica per gli uomini

Con l’arrivo dell’estate 2021 gli interventi di ristrutturazione corporea negli uomini sono aumentati quasi del 60%. Sono, infatti, sempre di più gli uomini che, negli ultimi anni, si stanno avvicinando al mondo delle chirurgia plastica ed estetica per migliorare l’estetica del loro corpo. Tra gli interventi più richiesti la ginecomastia, l’addominoplastica, la liposuzione fianchi e l’epilazione definitiva, per ottenere fianchi, petto e addome perfetti, e diventare tutti come Can Yaman, il famoso fidanzato di Diletta Leotta.

Sulla nuova tendenza per Lui, il Presidente SICPRE dichiara: “La cura del corpo da parte dell’uomo non è certo una novità. “Mens sana in corpore sano” era lo slogan dell’antichità, basato su palestra e terme. Nei giorni nostri le abitudini di vita non sono sempre adeguate, e lo stress che accompagna la quotidianità comporta come conseguenza inestetismi anche negli uomini, quali aumento delle mammelle (ginecomastia), accumuli adiposi addominali e dei contorni, segni precoci di invecchiamento. Oggi, la ricerca del “corpore sano” ha un’arma in più rappresentata dalla medicina e chirurgia estetica che, grazie a nuove tecniche e tecnologie, e gestita da mani esperte, è in grado di dare risposte efficaci e sicure alle molteplici richieste da parte dell’uomo per la cura del proprio corpo”.

Un progetto per le donne con tumore al seno

Per supportare e curare le donne affette da carcinoma mammario è nato a Napoli il “Progetto Donna”, un percorso chirurgico della Breast Unit dell’Università Federico II, diretto dal Prof. Francesco D’Andrea. Il progetto si rivolge a tutte le donne con problemi alla mammella, primo tra tutti il tumore al seno, offrendo un programma specifico che parte dalla diagnosi, con campagne di screening, e termina con la terapia, garantendo alle pazienti un intervento adeguato e tempestivo. Il percorso ha un plus rispetto agli centri di senologia presenti nel Meridione poiché mette a disposizione una struttura che rispetta gli standards internazionali di qualità della terapia del tumore mammario e comprende, contemporaneamente, anche la ricostruzione della mammella stessa, tutto in un’unica struttura.

“Il progetto - dichiara D’Andrea - si propone di contrastare le scarse conoscenze, in ambito medico e di utenza, riguardo le possibilità offerte dalla Ricostruzione Mammaria nel campo della terapia del carcinoma del seno, e di ridurre l’attuale rapporto tra interventi demolitivi ed interventi ricostruttivi (5:1) ancora troppo tendente a favore della demolizione senza ricostruzione, a causa della presenza disomogenea, sul territorio regionale e nazionale, di centri specialistici in grado di offrire un adeguato servizio. Quindi, il nostro obiettivo è formare ed informare per implementare l’offerta alle povere donne che hanno incontrato il cancro, indifferentemente dalla loro localizzazione geografica e nel rispetto del concetto di “pari opportunità” per tutte”.

Nella foto in basso, il professor Francesco d'Andrea

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