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Lunedì, 4 Luglio 2022
Tumore al seno

Le metastasi del cancro al seno si formano di notte: la scoperta di uno studio

Alcuni ricercatori hanno scoperto come di notte le cellule tumorali si dividono più rapidamente e, quindi, hanno più probabilità di formare metastasi

Il tumore al seno è la forma di cancro più comune tra le donne. Secondo le stime AIRTUM (Associazione Italiana Registri Tumori) nel 2020 sono stati diagnosticati circa 55.000 casi, mentre per l'OMS sono circa 2,3 milioni le persone nel mondo che contraggono ogni anno la malattia. Ma se il tumore mammario viene diagnosticato in tempo, quando il trattamento chirurgico è più conservativo e la terapia adottata più efficace, la sopravvivenza è molto elevata (in Italia circa l’88% delle donne è viva a 5 anni dalla diagnosi). Tuttavia, se il cancro è già avanzato (metastatico) - cioè quando le cellule tumorali circolanti si staccano dal tumore originale, viaggiano attraverso le vie linfatiche e vasi sanguigni e formano nuovi tumori in altri organi (metastasi) - la sopravvivenza è molto più bassa (in Italia circa il 30% delle donne con tumore al seno metastatico è vivo a 5 anni dalla diagnosi).

Sino ad oggi la ricerca sul cancro non ha prestato molta attenzione a “quando” i tumori generano cellule metastatiche perché si presumeva che tali cellule venissero rilasciate continuamente. Tuttavia, un nuovo studio condotto da ricercatori dell'ETH di Zurigo, dell'Ospedale universitario di Basilea e dell'Università di Basilea, ha scoperto una cosa sorprendente: le metastasi si formano principalmente durante il sonno, quando i pazienti dormono. Questa scoperta potrebbe contribuire allo sviluppo di nuovi strumenti di diagnostica e aumentare così l’aspettativa di vita dei pazienti. I risultati sono stati appena pubblicati sulla rivista Nature

Cos’è il tumore al seno metastatico

Il tumore al seno metastatico è un tumore avanzato che dal seno (la sede in cui è originato) ha raggiunto altre parti del corpo, attraverso le vie linfatiche e i vasi sanguigni. “A essere particolarmente colpiti - spiegano gli esperti di Humanitas - sono in genere le ossa, i polmoni, il fegato e il cervello. Questo si verifica perché le cellule tumorali si moltiplicano più velocemente delle cellule sane e possono diffondersi mediante la circolazione linfatica o sanguigna. Alcune muoiono nel corso del viaggio, altre invece, una volta raggiunta la “nuova sede”, possono proliferare e creare nuove masse tumorali. Le metastasi possono manifestarsi dopo alcuni anni dalla comparsa del tumore primario o in alcuni casi più rari dopo molti anni”.

Il tumore genera più cellule circolanti quando l'organismo dorme

I ricercatori hanno condotto lo studio su 30 donne con cancro al seno e modelli murini, e scoperto che il tumore genera più cellule circolanti quando l'organismo dorme. Più precisamente, di notte queste cellule si dividono più rapidamente e quindi hanno più probabilità di formare metastasi, rispetto alle cellule circolanti che lasciano il tumore durante il giorno. “Quando la persona malata dorme, il tumore si risveglia", ha così riassunto Nicola Aceto, professore di oncologia molecolare all'ETH di Zurigo, che ha guidato lo studio.  

Gli ormoni chiave del ritmo circadiano controllano la formazione delle metastasi

Lo studio mostra come la dinamica di generazione delle CTC (cellule tumorali circolanti) sia determinata dagli ormoni chiave del ritmo circadiano (ossia l’orologio biologico della durata di circa 24 ore che regola l'alternanza tra sonno e veglia e che si ripete ciclicamente) come la melatonina, il testosterone e i glucocorticoidi, mentre la proliferazione delle cellule tumorali, sia promossa direttamente dall’insulina. Un altro indizio che ha portato gli scienziati a fare questa scoperta è stato il numero sorprendentemente elevato di cellule cancerose trovate nel sangue nei topi rispetto agli esseri umani. Il motivo è dovuto al fatto che, essendo animali notturni, i topi dormono durante il giorno, ed il prelievo delle cellule per la biopsia è stato effettuato di notte.

"La nostra ricerca - ha sottolineato Zoi Diamantopoulou, autrice dello studio e ricercatrice presso l'ETH di Zurigo - mostra chiaramente come la fuga delle cellule tumorali circolanti dal tumore originale sia controllata dagli ormoni che determinano i nostri ritmi del giorno e della notte”.

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I risultati delle biopsie cambiano a seconda del momento della giornata in cui viene effettuato il prelievo

Lo studio accende i riflettori anche su un altro aspetto importante: indica come il momento della giornata in cui vengono prelevate le cellule tumorali circolanti o effettuati prelievi di sangue per la diagnosi può influenzare i risultati degli esami. È stata una scoperta importante che porterà i ricercatori, d’ora in poi, ad effettuare i prelievi negli orari giusti, poiché, come ha spiegato lo stesso Aceto, “ci sono alcuni ricercatori che lavorano la mattina presto o la sera tardi, e a volte analizzano anche il sangue a orari insoliti”.

"A nostro avviso - ha concluso Aceto -, questi risultati suggeriscono la necessità per gli operatori sanitari, di registrare sistematicamente il momento in cui eseguono le biopsie. Questo potrà aiutare a rendere i dati veramente comparabili”.

Prospettive future

Il prossimo passo dei ricercatori sarà capire come i risultati di questo studio possano essere utilizzati per migliorare la diagnosi e l’efficacia dei trattamenti antitumorali. Inoltre, il professor Nicola Aceto ha dichiarato che vuole ora indagare se anche altri tipi di cancro si comportano in modo simile al cancro al seno, e se le terapie esistenti possono avere più successo se i pazienti vengono trattati in momenti diversi della giornata.

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