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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
Miopia bambini

Miopia nei bambini, come proteggere la vista da smartphone, pc e tablet: i consigli dell’oculista pediatrico

“Per contrastarne l’insorgenza, consiglio di non far stare il bambino per più di 30-40 minuti al giorno davanti a device digitali, e di preferire il tablet allo smartphone perché con uno schermo più grande. Inoltre, è da evitare assolutamente l’ utilizzo prima di andare a dormire”. L’intervista di Today al dott. Michele Fortunato

Secondo un recente studio pubblicato su Lancet Digital Health e realizzato sulla base di un’analisi comparativa di 33 ricerche diverse, un uso eccessivo di smartphone, tablet o pc, aumenta il rischio di sviluppare la miopia nei bambini e nei giovani adulti. In particolare alti livelli di esposizione agli schermi degli smart device sono stati associati ad un rischio più alto del 30% di sviluppare la miopia, mentre nel caso in cui l’uso di smartphone e tablet sia associato a quello del computer, questa percentuale sale all’80%. La criticità principale nei bambini, secondo i ricercatori, è legata al fatto che i più piccoli utilizzano questi dispositivi digitali per lunghi periodi di tempo, senza pause e in modo scorretto cioè a una distanza molto ravvicinata. In base alle stime del tasso di crescita, i ricercatori hanno concluso che la miopia è in aumento in tutto il mondo e la metà della popolazione mondiale ne soffrirà entro il 2050.

L’ipotesi degli esperti è che questa incidenza crescente della miopia a livello mondiale sia una conseguenza della maggiore esposizione a fattori di rischio nel corso dell’infanzia. E’, quindi, necessario intervenire al più presto per invertire la tendenza considerando anche il fatto che negli ultimi due anni milioni di bambini in tutto il mondo hanno trascorso la gran parte del loro tempo davanti allo schermo di un dispositivo intelligente a causa della Dad imposta dalla pandemia. Quali strategie devono adottare i genitori per evitare che la vista dei loro piccoli venga danneggiata dall’uso di device digitali? Qual è il tempo limite entro cui i bambini possono stare davanti a smartphone, tablet o pc senza rischi? Ne abbiamo parlato con il dott. Michele Fortunato Presidente dell’Associazione Italiana di Oculisti Pediatri e Pediatri e Vicepresidente della Società di Oftalmologia Italiana. 

Dott. Fortunato, cos’è la miopia?

“La miopia è un difetto refrattivo che non permette al paziente una buona visione da lontano, ma una buona visione da vicino. E’ dovuta al fatto che i raggi provenienti dall’infinito non vanno a fuoco sulla retina, ma al davanti, e quindi generalmente chi ne soffre “strizza gli occhi” per poter mettere a fuoco o avvicina gli oggetti al viso o si avvicina per vedere meglio, ad esempio alla TV o alla lavagna”.

A quale età insorge solitamente?

“Può essere presente alla nascita (congenita) e svilupparsi per mancata trasparenza di cornea o cristallino (d’indice), o più comunemente per la crescita del bulbo oculare (evolutiva)”.

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Quali sono le cause?

“E’ secondaria al fatto che raggi provenienti dall’infinito non vanno a fuoco sulla retina. I raggi provenienti da lontano debbono arrivare sulla retina per essere messi a fuoco, se vanno al davanti è per un bulbo troppo lungo (miopia), se vanno dietro la retina è per ipermetropia (bulbo più corto). In entrambi i casi si vede male o sfocato".

Negli ultimi anni si è assistito ad un incremento importante della miopia nei bambini. Quanto ha influito su questo aumento l’uso di smartphone, tablet e pc?

“Oggi in Italia un bimbo su quattro è colpito da miopia. Troppe attività da vicino, come l’utilizzo di device digitali, riducono la produzione del neurotrasmettitore “dopamina” che a sua volta riduce la crescita del bulbo oculare”.

Quali altre conseguenze sulla vista dei bambini può portate un "abuso" di questi strumenti tecnologici?

“Un abuso di attività da vicino riduce la lacrimazione e, quindi, crea facilmente secchezza oculare. In particolare, produce astenopia, cioè stanchezza visiva, cefalea da sforzo accomodativo e, da ultimo, insonnia, sembra per l’eccessiva produzione di adrenalina”.

Secondo uno studio dell’American Optometric Association, l’83% dei bambini usa computer e smartphone per 3 o più ore al giorno, e il 70% di loro soffrire di affaticamento visivo (“digital eye strain”). Qual è il tempo limite entro il quale i bambini possono stare davanti a questi dispositvi intelligenti senza correre rischi?

“Non c’è un tempo limite, ma consiglio un tempo massimo di 30-40 minuti al giorno davanti ai tablet (che vanno preferiti ai telefonini perché hanno uno schermo e dimensioni più grandi), magari solo come “premio”. Da evitarne assolutamente l'uso di notte, poichè questi dispositivi oltre a danneggiare la vista interferiscono anche con la normale durata del sonno, creando problemi ai bambini nell’addormentarsi”.

L’uso di smartphone dovrebbe essere quindi vietato ai bambini al di sotto di una certa età?

"E' una cosa difficile da attuare, specie in tempi di chiusura e di poca esposizione all’esterno a causa del Covid. Sicuramente sarebbe meglio limitare al massimo i periodi di attività da vicino".

Come si può prevenire la miopia e salvaguardare la vista dei bambini? Quali consigli può dare ai genitori per contrastarne la comparsa nei loro piccoli?

“Prevenire la miopia si può, specie in adolescenza, aumentando innanzitutto l’esposizione dei bambini all’aria aperta. E’, infatti, molto utile sfruttare l’effetto della luce solare che stimola la produzione di dopamina. Ai genitori, soprattutto se c’è familiarità per difetti refrattivi, consiglio, inoltre, di effettuare una buona ecografia al terzo mese di gravidanza, chiedendo al tecnico la misurazione della lunghezza del bulbo oculare. Successivamente consiglio di effettuare alla nascita la prima visita oculistica, possibilmente eseguita da un oculista pediatra, come raccomandato dall’Associazione Italiana di Oculisti Pediatri e Pediatri e dall’Association Internationale pour l’Enfance et la Rehàbilitation Visuelle, e seguirne poi il timing consigliato. Prima si fa la diagnosi, prima si corregge il difetto”.

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