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Sabato, 20 Aprile 2024
Morbillo

Morbillo, perchè stanno aumentando i casi in tutto il mondo

"Troppi i bambini senza protezione a causa delle interruzioni delle vaccinazioni durante la pandemia e delle crescenti disuguaglianze nell'accesso ai vaccini", avvertono l'OMS e l'UNICEF

Se da un lato la curva di contagi Covid pare si stia appiattendo, dall’altro sono in aumento i casi di morbillo in tutto il mondo. Secondo i dati dell’OMS sono quasi quasi 17.338 i bambini che hanno contratto questa malattia tra gennaio e febbraio 2022, rispetto ai 9.665 dei primi due mesi del 2021: si tratta di un aumento di quasi l’80%. L'OMS e l'UNICEF avvertono che le interruzioni delle vaccinazioni a causa della pandemia (nel 2020 circa 23 milioni di bambini non hanno effettuato le vaccinazioni di base) e le crescenti disuguaglianze nell'accesso ai vaccini stanno lasciando troppi piccoli senza protezione contro il morbillo. Basti pensare che 57 campagne per le malattie prevenibili con vaccino (di cui 19 contro il morbillo) in 43 paesi che erano state programmate dall'inizio della pandemia, sono state rimandate, con un impatto su 203 milioni di persone e 73 milioni di bambini a rischio di contrarre il morbillo. Non solo, il numero di casi è in aumento in tutto il mondo anche a causa dell’allentamento delle restrizioni anti-Covid.

“Il rischio di grandi focolai di morbillo - hanno dischiarato in un comunicato stampa l’OMS e l’UNICEF - è aumentato poiché le comunità allentano le pratiche di distanziamento sociale e altre misure preventive per Covid-19 implementate durante il culmine della pandemia. Inoltre, con milioni di persone sfollate a causa di conflitti e crisi, anche in Ucraina, Etiopia, Somalia e Afghanistan, le interruzioni dei servizi di vaccinazione di routine e di vaccinazione contro il Covid-19, la mancanza di acqua pulita e servizi igienici e il sovraffollamento aumentano il rischio di vaccinazione”. In particolare l’OMS, in una nota, ha sottolineato i suoi crescenti timori riguardo il fatto che la guerra in Ucraina possa innescare una recrudescenza del morbillo nel paese dopo che ha visto alcuni dei tassi di morbillo più alti d'Europa negli ultimi anni (nel 2018 ha registrato 54.000 casi e 16 decessi).

I sintomi e le complicazioni del morbillo

Il morbillo è una malattia infettiva causata da un virus del genere morbillivirus (famiglia dei Paramyxoviridae). È molto contagiosa e colpisce soprattutto i bambini tra 1 e 3 anni, per cui viene detta infantile, come la rosolia, la varicella, la pertosse e la parotite. Esordisce generalmente con sintomi simili a quelli di un raffreddore (tosse secca, naso che cola, congiuntivite) e con una febbre che può anche arrivare a essere molto alta (40° C). Successivamente compaiono prima dei puntini bianchi all’interno della bocca, e dopo 3 o 4 giorni eruzioni cutanee rosse, tipiche della malattia, prima alle ascelle e all'inguine poi alle restanti parti del corpo. La contagiosità si protrae fino a 4-5 giorni dopo la scomparsa delle eruzioni cutanee ed è massima 3-4 giorni prima. La malattia dura generalmente tra i 10 e i 20 giorni, e raramente porta complicazioni, seppure è responsabile di migliaia di morti all’anno. Le complicazioni del morbillo sono frequenti (circa 1 persona su 6), soprattutto nei neonati, nei bambini malnutriti o nelle persone immunocompromesse, e sono dovute al fatto che il virus indebolisce moltissimo il sistema immunitario rendendo il bambino più vulnerabile a superinfezioni batteriche (otite media, laringite, diarrea, polmonite o encefaliti), anche per mesi dopo l’infezione.

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La campagna vaccinale anti-morbillo in Italia

Il mezzo più efficace per proteggere i bambini dal morbillo resta, come per il Covid, il vaccino, raccomandato in Italia dal 1979, ma effettivamente disponibile a partire dagli anni novanta con il trivalente morbillo-parotite-rosolia (MPR). Quest'ultimo è raccomandato ai bambini dall’età di 9 e 12 mesi, prevede due dosi e ha una copertura pari o superiore al 95%. In alcuni Stati membri dell’Unione europea, il morbillo è già stato debellato grazie a programmi di immunizzazione di routine, in Italia ciò non è ancora avvenuto, anche se i casi all'anno sono molto pochi (dal 1 gennaio al 31 dicembre 2020 sono stati segnalati 103 casi di morbillo), perché la copertura media delle vaccinazioni anti-morbillo rimane ancora sotto il 9o%. Solitamente, per garantire l'eliminazione del virus si considera come obbiettivo una copertura del 95%, percentuale calcolata considerando un'efficacia del 96% delle due dosi di vaccino nel prevenire l'infezione, e un 91,5% della popolazione totale che risulti immune al virus.

Cosa c’entra la pandemia di Covid-19

Ma se la malattia, in alcuni Paesi (tra cui quelli UE) è oramai sotto controllo grazie alle campagne vaccinali e a reti di sorveglianza sanitarie, in molte altre parti del mondo la malattia uccide ancora milioni di persone ogni anno a causa di uno scarso accesso al vaccino. L’interruzione delle vaccinazioni di routine a causa della pandemia di Covid-19 ha innescato un aumento dei casi di morbillo non solo lì dove non c’è un’adeguata copertura vaccinale, ma anche nei Paesi in cui la malattia era sotto controllo. Nel 2020, 23 milioni di bambini hanno perso i vaccini di base per l'infanzia, circa 3,7 milioni in più rispetto al 2019. Inoltre, secondo quanto dichiarato dall'OMS i casi registrati da inizio 2022 potrebbero essere solo la punta dell’iceberg, e probabilmente vedremo recrudescenze di molte altre malattie prevenibili nei prossimi anni.

“La pandemia di Covid-19 ha interrotto i servizi di immunizzazione, i sistemi sanitari sono stati sopraffatti e ora stiamo assistendo a una recrudescenza di malattie mortali, incluso il morbillo. Per molte altre malattie, l'impatto di queste interruzioni dei servizi di immunizzazione si farà sentire per i decenni a venire", ha dichiarato il direttore generale dell'OMS, il dottor Tedros Adhanom Ghebreyesus. "Ora è il momento di rimettere in sesto l'immunizzazione essenziale e lanciare campagne di recupero in modo che tutti possano avere accesso a questi vaccini salvavita -  ha sottolineato Catherine Russell, Direttore Esecutivo dell’UNICEF -. È incoraggiante che le persone in molte comunità inizino a sentirsi sufficientemente protette dal Covid-19 per tornare ad attività più sociali, ma farlo in luoghi in cui i bambini non ricevono la vaccinazione di routine crea la tempesta perfetta per la diffusione di una malattia come il morbillo”.  

Come scongiurare un’epidemia di morbillo o di altre infezioni

Mentre tutti i paesi stanno intensificando le campagne vaccinali per rispondere adeguatamente alle epidemie di morbillo e di altre malattie prevenibili per recuperare il terreno perduto, l'UNICEF e l’OMS stanno sostenendo, con l'aiuto di diversi partner, gli sforzi dei diversi paesi per:

  • ripristinare i servizi e le campagne di vaccinazione;
  • aiutare a comunicare attivamente con gli operatori sanitari per spiegare l'importanza delle vaccinazioni;
  • rettificare le lacune nella copertura delle vaccinazioni;
  • garantire che la consegna del vaccino Covid-19 sia ben integrata nella pianificazione generale dei servizi di immunizzazione e non a scapito dell'infanzia e di altri servizi di vaccinazione;
  • attuare piani nazionali per prevenire e rispondere ai focolai di malattie prevenibili con i vaccini.
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