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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Salute

È stata scoperta una nuova cellula nel cuore

Secondo i ricercatori potrebbe essere una chiave per comprendere meglio alcuni difetti cardiaci congeniti e altre malattie che colpiscono il cuore

Le malattie cardiache rappresentano le principali cause di invalidità e mortalità in Italia. Grazie ai progressi fatti dalla medicina negli ultimi decenni è migliorata la sopravvivenza all’evento acuto e si è ridotta la mortalità, ma ancora poco si conosce sull'origine di alcune di queste malattie. Nell’ambito delle ricerche scientifiche legate alle cure per le insufficienze cardiache, un team di ricercatori del Dipartimento di Scienze Biologiche dell’Università di Notre Dame (Indiana, Usa) ha scoperto un nuovo tipo di cellula che sembra regolare la frequenza del battito cardiaco. Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica PLOS BIOLOGY, potrebbe far progredire la comprensione dei difetti del cuore e delle malattie cardiovascolari non appena queste cellule verranno studiate in maniera più approfondita.

“Non conosciamo ancora la funzione di queste cellule - ha detto Cody Smith, Prof. associato nel Dipartimento di Scienze Biologiche dell’Università di Notre Dame - ma abbiamo capito che se ti sbarazzi di loro la frequenza cardiaca aumenta, questo fenomeno potrebbe essere collegato a determinati casi di malattia. Penso che queste cellule potrebbero svolgere un ruolo piuttosto importante nella regolazione del cuore”.

La cellula “Nexus Glia”

La cellula è stata denominata “Nexus Glia” perché è simile agli astrociti, cellula gliale a forma di stella che, insieme ai neuroni e ai vasi sanguigni, formano il sistema nervoso. Nello specifico queste cellule formano la guaina che riveste i prolungamenti dei neuroni e creano una barriera che impedisce a numerose sostanze chimiche di arrivare dal sangue al sistema nervoso centrale e costituiscono uno dei sistemi principali che regola le funzioni immunitarie e protettive del cervello e del midollo spinale. La Nexus Glia è stata trovata nel tratto di deflusso del cuore (porzione dalla quale fuoriesce il sangue dal cuore all'aorta - vaso principale del corpo - durante la contrazione cardiaca), luogo in cui si trovano molti difetti cardiaci congeniti.

Dal sistema nervoso a quello circolatorio

In precedenza si credeva che gli astrociti risiedessero solo nel sistema nervoso centrale (costituito da cervello e midollo spinale), i ricercatori del Laboratorio di Smith si sono chiesti perché gli organi innervati dal sistema nervoso periferico, che includono tutti i restanti nervi del corpo, non abbiano anche loro cellule gliali simili agli astrociti. D’altronde, queste cellule sono state trovate anche in altri organi, quali il pancreas, milza, i polmoni e l'intestino. Perché non dovrebbero esistere anche nel cuore?

E' questa l'intuizione che ha avviato lo studio. "Per prima cosa  - spiega spiega Nina Kikel-Coury, prima autrice dell’articolo e neolaureata del laboratorio di Smith - abbiamo effettuato delle analisi sui cuori dei pesci zebra dove abbiamo rilevato, grazie a una combinazione di tecniche scientifiche tra cui scansioni per immagini al rallentatore e il sequenziamento a singola cellula, la presenza di cellule che sembrano molto simili agli astrociti. Dopodiché abbiamo effettuato la stessa ricerca nei cuori di topo e poi in quelli degli essere umani riscontrando anche qui un esito positivo. Anche se tutte le funzioni di queste nuove cellule non sono ancora ben chiare, ora sappiamo che cellule come gli astrociti non risiedono solo nel sistema nervoso centrale, nel cervello e nel midollo spinale, ma anche nel cuore”.

Il legame tra le cellule e la frequenza cardiaca

Durante lo studio, quando le nuove cellule, una volta, identificate sono state rimosse dal tessuto cardiaco, la frequenza cardiaca è aumentata, e quando esse sono state private di un gene chiave che guida il loro sviluppo gliale (la maggiore componente cellulare del sistema nervoso), il cuore ha battuto in modo irregolare. "Questa caratteristica - sottolinea Smith - potrebbe essere comunque collegata a diverse malattie o condizioni. Penso che queste cellule gliali potrebbero svolgere un ruolo piuttosto importante nella regolazione del cuore”.

La nuova cellula una “chiave” per comprendere le malattie cardiache

Queste cellule sono appena state scoperte e ci vorrà del tempo per conoscerne i ruoli e le funzioni, tuttavia sembrano essere collegate a una varietà di condizioni cliniche come la disautonomia (anche detta "disfunzione autonomica") causata da interruzioni nel normale funzionamento del sistema nervoso autonomo che il cervello utilizza per controllare i processi fisiologici involontari come il ritmo cardiaco e la respirazione. Secondo Cody Smith, questa nuova cellula potrebbe essere la chiave per capire meglio numerose malattie cardiache e magari, in un futuro, trovare nuovi approcci terapeutici.

“Le conoscenze acquisite con questo studio potrebbero spiegare come le cellule gliali regolano il cuore e, quindi, aggiungere un pezzo in più al puzzle delle malattie cardiache. Ma, al momento, sappiamo ancora poco per poter avanzare delle ipotesi precise”.

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