rotate-mobile
Mercoledì, 30 Novembre 2022
Salute

Prima visita ginecologica: i 10 falsi miti di figlie e genitori

Come affrontare la prima visita ginecologica? Qual è il ruolo dei genitori? E quali sono le cose da chiedere prima della visita? Le esperte fanno chiarezza sui 10 falsi miti più comuni che riguardano la prima visita ginecologica

Una tappa obbligata, quella della visita ginecologica, che non può mancare in una famiglia con figlie femmine. La prima a preoccuparsene, solitamente, è la mamma che di solito azzarda qualche aneddoto personale o accenna a voler essere accompagnata alla sua visita di routine o che manda l?invitation come se dovessero andare dal parrucchiere. Il papà, spesso, teme di essere inopportuno e ignora il tema, o ci scherza su. Tentativi non sempre felici che posso anche indebolire il legame tra genitori e figlia.

Per affrontare meglio l?argomento con spunti interessanti di conversazione, Intimina, il brand della salute intima femminile, ha sviluppato il ?Manuale delle Ragazze Meravigliose?, disponibile come e-book e anche nella versione audio-libro.

Per fare chiarezza anche su alcuni falsi miti che possono confondere l?approccio a un evento naturale come la prima visita ginecologica Intimina ha chiesto il supporto delle esperte (Manuela Farris, ginecologa, Alessandra Bitelli, Woman Empowering Coach, e Roberta Rossi, sessuologa).

I falsi miti sulla prima visita ginecologica

Vediamo quindi quali sono i 10 falsi miti pù comuni sulla prima visita ginecologica.

È vero che la prima visita ginecologica?

1. ? deve coincidere con le prime mestruazioni?

Né vero né falso. M. Farris ci dice infatti che ?la prima visita ginecologica non deve necessariamente coincidere con le prime mestruazioni, ma se il ciclo è molto abbondante sin dalla prima mestruazione è bene consultare il ginecologo. Nel caso in cui non ci siano problemi associati alle mestruazioni (dolori forti, ciclo molto abbondante) si può rinviare la visita.?

2. ? è meglio farla con la mamma?

Falso. Secondo A. Bitelli, infatti, ?se è vero che la prima educazione sul tema avviene in famiglia, non è per forza vero che sia la mamma a dover accompagnare la figlia. Spesso la ragazza ha pudore e preferisce andarci da sola o accompagnata da un?amica. In ogni caso la relazione che si stabilisce tra ginecologo e paziente è intima e di fiducia come con qualsiasi altro professionista della salute: per questo motivo la presenza di una terza persona potrebbe disturbarne la trasparenza.?

3. ? va fatta solo se ci sono problemi ginecologici?

Falso. La dottoressa Farris afferma infatti che ?potrebbe essere necessario rivolgersi prima al ginecologo anche se non ci sono altri problemi ginecologici. La consulenza, e non la visita, potrebbe essere indicata per parlare di contraccezione e di malattie sessualmente trasmissibili.?

4. ? è preferibile venga fatta da una ginecologa femmina?

Falso. A. Bitelli ci dice che ?è sempre meglio che il ginecologo sia un professionista serio ed empatico: uomo o donna non è importante. Soprattutto, è essenziale, per la prima visita ginecologica, che il medico sappia parlare alle ragazze con semplicità e in modo da essere compreso, che sappia rispondere alle domande senza dare nulla per scontato, che comprenda e accolga le possibili ansie e pudori. Se questa figura sia meglio rappresentata da un uomo o una donna nessuno può dirlo. L?unica vera discriminante è che una ginecologa donna ha già vissuto il momento della prima visita in prima persona e questo, forse, la rende maggiormente empatica ma non è una garanzia.?

5. ? non è così imbarazzante?

Vero. ?L?imbarazzo è un?emozione che si apprende culturalmente nel contesto in cui si vive, soprattutto in ambito familiare. Su questo punto saranno gli adulti di riferimento a preparare la giovane a comprendere che non c?è nulla da temere, che il medico che si occupa della salute intima della donna è un alleato e non un nemico, che non sarà giudicata e che sarà sempre consigliata per il suo meglio: solo così l?imbarazzo non avrà spazio per emergere. Perché questo accada, è dunque necessario presentare la visita ginecologica come qualsiasi altra visita medica?, conclude A. Bitelli.

6. ?è dolorosa?

Falso. M. Farris afferma che ?in genere non è necessario fare una visita con lo speculum la prima volta ma può bastare un?ecografia pelvica, quindi per nulla dolorosa. Nel caso in cui fosse necessaria, la visita si può definire fastidiosa, ma non dolorosa.?

7. ? non deve essere anticipata da troppi dettagli?

Né vero né falso. Secondo la dottoressa Farris, infatti, ?alcune ragazze vogliono sapere prima in cosa consista la visita altre no. Purtroppo molto spesso hanno letto o sentito parlare di esperienze traumatizzanti e vengono molto intimorite rispetto a cosa aspettarsi durante la visita. Non credo che sia giusto spaventare nessuno ma sensibilizzare le ragazze sulla necessità di regolari controlli.?

8. ? è presto per parlare dei dolori mestruali?

Falso. M. Farris afferma che ?i primi disturbi ginecologici si possono manifestare sin dalle prime mestruazioni. Le irregolarità mestruali devono essere analizzate dopo 3 anni dalla prima mestruazione perché facilmente i cicli diventano regolari in questo lasso di tempo. È importante che il ginecologo faccia le domande corrette mettendo a proprio agio la paziente, invitandola a segnalare eventuali dolori (piccoli o grandi) o abbondanza del flusso.?

9. ? non è il momento migliore per parlare di contraccezione?

Falso. R. Rossi, infatti ci ricorda che ?è importante iniziare a parlare di contraccezione da prima che le ragazze inizino ad avere rapporti sessuali. Nel corso del colloquio è possibile anche informare rispetto alle opzioni contraccettive. Può essere di aiuto spiegare come alcuni metodi (vedi la pillola anticoncezionale in particolare) venga utilizzata per alcune irregolarità legate al ciclo mestruale che possono essere affrontare in età adolescenziale, senza trascinare sintomi e problemi per tanto tempo.?

10. ? si possono fare anche domande sulla sessualità?

Vero. ?È importante accogliere qualsiasi domanda e offrire risposte chiare che aiutino a dare sicurezza alla paziente soprattutto se parliamo di sessualità. Può essere utile, ad esempio, spiegare che l?utilizzo della contraccezione consente un maggiore rilassamento e possibilità di coinvolgimento nel rapporto non dovendo preoccuparsi di ?stare attenti?. Oppure anche ricordare che l?eiaculazione esterna, anche se con basse probabilità potrebbe portare a una gravidanza indesiderata oppure come alcuni metodi contraccettivi proteggono anche dalle infezioni e dalle malattie sessualmente trasmissibili. Questi sono esempi di informazioni utili per la ragazza che si avvia verso l?inizio della propria vita sessuale? conclude R. Rossi.

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Prima visita ginecologica: i 10 falsi miti di figlie e genitori

Today è in caricamento