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Martedì, 21 Maggio 2024
Dormire bene

Qual è la durata del sonno ottimale: lo svela uno studio

Secondo i ricercatori, per preservare il buon funzionamento delle prestazioni cognitive e la salute mentale nelle persone di mezza età, non bisogna dormire né troppo né troppo poco

Numerosi studi hanno dimostrato come dormire a sufficienza faccia bene alla salute sia fisica che mentale. In particolare aiuta il corpo a funzionare meglio, riduce il rischio di patologie tra cui il diabete e le malattie cardiache, e previene il declino cognitivo e le malattie ad esso collegate. Per questo motivo gli esperti raccomandano un sonno ristoratore ogni notte, ma anche di non eccedere con il numero di ore di sonno, perché, a quanto pare, anche dormire troppo può essere causa di declino cognitivo. A confermare questo legame tra numero scarso (o eccessivo) di ore sonno e salute mentale è un recente studio condotto da un team di ricerca guidato dai ricercatori dell'Università di Fudan (Cina) e dall’Università di Cambridge (Regno Unito). Secondo gli autori della ricerca, pubblicata su Nature Aging, esiste una quantità ottimale di sonno per preservare le prestazioni cognitive e la salute mentale nelle persone tra i 30 e i 70 anni. Scopriamo qual è.

Lo studio

Il team di ricerca, guidato dal neuroscienziato Yuzhu Li dell'Università Fudan e dalla psichiatra Barbara Sahakian dell'Università di Cambridge, ha esaminato i dati della biobanca britannica relativi a 498.277 soggetti tra i 38 e i 73 anni. Di questi, 48.500 sono stati sottoposti anche a neuroimaging (mappatura della struttura e funzione del sistema nervoso) e quasi 157.000 hanno completato un questionario di follow-up sulla salute mentale online. Tutti questi dati sono stati poi analizzati per avere un quadro più chiaro di come la quantità di sonno sia correlata ad altri aspetti della loro salute mentale e cerebrale.

Dormire troppo (o troppo poco) può ridurre le prestazioni cognitive

Analizzando i dati, ricercatori hanno scoperto che chi dormiva troppo poco aveva prestazioni cognitive ridotte su compiti come la memoria e le capacità di risoluzione dei problemi, e una peggiore salute mentale generale. Ma questo declino lo avevano riscontrato, in alcuni casi, anche in chi dormiva troppo (fino a 12-13 ore al giorno). Al contrario, i partecipanti che avevano dormito per circa 7 ore al giorno senza grandi interruzioni nei loro schemi di sonno quotidiani per periodi prolungati avevano migliori prestazioni cognitive e una migliore salute mentale e benessere generale a lungo termine. 

Grazie ai dati di neuroimaging, i ricercatori hanno, anche, scoperto un legame tra la quantità di sonno e i cambiamenti nel volume delle regioni chiave del cervello coinvolte nella memoria, come l'ippocampo, e altre aree coinvolte nell'elaborazione cognitiva in alcuni partecipanti. A tal proposito hanno ipotizzano che un ruolo potrebbero averlo anche il corredo genetico e la struttura del cervello del singolo individuo, ma sono necessarie altre ricerche per poterlo dire con certezza. "Anche se non possiamo dire in modo definitivo che dormire troppo poco o troppo causi problemi cognitivi, la nostra analisi che esamina gli individui per un periodo di tempo più lungo sembra supportare questa idea", ha affermato uno dei ricercatori, Jianfeng Feng della Fudan University. “Detto ciò - ha proseguito Feng - questo studio non sta affermando che dormire sei o otto ore causerà cambiamenti significativi al tuo benessere individuale. Anche perchè ci sono molte ragioni per cui le persone non riescono a dormire a sufficienza la notte, che si tratti di stress, lavoro o solo per il bisogno di alzarsi nel cuore della notte per andare a fare pipì”.

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La perdita di sonno potrebbe rendere meno motivati ad interagire socialmente

Dormire poco potrebbe anche comportare una minore motivazione a interagire socialmente secondo i ricercatori dell'Università di Uppsala. Con il loro recente studio, pubblicato sulla rivista scientifica Nature and Science of Sleep, hanno dimostrato che la perdita di sonno altera il modo in cui gli esseri umani valutano le espressioni facciali delle persone. In particolare, gli autori hanno scoperto che i giovani adulti privati del sonno valutano i volti arrabbiati come meno affidabili e dall'aspetto sano e i volti neutri e timorosi come meno attraenti. ”Quando sono privati del sonno, i soggetti partecipanti all’esperimento, hanno trascorso meno tempo a fissarsi sui volti.

"Poiché le espressioni facciali sono fondamentali per comprendere lo stato emotivo degli altri, dedicare meno tempo a fissarsi sui volti dopo una perdita di sonno può aumentare il rischio di interpretare lo stato emotivo di altri in modo impreciso o troppo tardi", ha affermato Lieve van Egmond, prima autrice dello studio. Questa scoperta indica, quindi, che la perdita di sonno è associata a impressioni sociali più negative degli altri. “Dormire poco potrebbe, di conseguenza, anche comportare una minore motivazione a interagire socialmente", ha concluso l'autore senior Christian Benedict.

Qual è la durata del sonno ottimale

Sette è il numero di ore ottimale individuato dai ricercatori, soprattuto se si sta andando verso la mezza età. "Dormire bene la notte -  ha affermato Sahakian, dell'Università di Cambridge - è importante in tutte le fasi della vita, ma in particolare quando si va incontro all'età che avanza. Trovare modi per migliorare il sonno per le persone anziane potrebbe essere fondamentale per aiutarli a mantenere una buona salute mentale e benessere ed evitare il declino cognitivo, in particolare se si tratta di pazienti con disturbi psichiatrici e demenze”. E se non si riesce a dormire a sufficienza la notte per diversi motivi, si può sempre ricorrere ai sonnellini pomeridiani, anche questi possono aiutare.

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