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Mercoledì, 29 Maggio 2024
Long raffreddore

Raffreddore lungo, una "nuova" malattia: quali sono i sintomi (che durano fino a 11 settimane)

Non solo Covid lungo, anche altre infezioni respiratorie acute, come influenza, raffreddore e polmonite, possono causare una serie di disturbi a lungo termine che non bisogna trascurare

Almeno il 10% dei pazienti Covid hanno lamentato sintomi per più di 4 settimane dopo la guarigione. Considerando che ad oggi si contano oltre 770 milioni di persone contagiate, sono decine di milioni i pazienti che sperimentano il "Long Covid", una condizione debilitante che può manifestarsi con oltre 200 sintomi tra cui affaticamento, mancanza di respiro e difficoltà cognitive, come problemi di memoria o "nebbia cerebrale". Ma il Covid non è il solo a causare sintomi di lunga durata. Un nuovo studio, condotto dai ricercatori della Queen Mary University di Londra, ha scoperto che le persone che contraggono infezioni respiratorie acute (non Covid) possono manifestare il "Long raffreddore", un insieme di sintomi a lungo termine che includono tosse, mal di stomaco e diarrea, e possono durare fino a 11 settimane dopo l'infezione.

"La ricerca in corso sugli effetti a lungo termine del Covid-19 e di altre infezioni respiratorie acute - ha affermato Adrian Martineau, professore clinico di infezioni e immunità respiratorie presso la Queen Mary University - è importante perché può aiutarci ad arrivare alla radice del motivo per cui alcune persone manifestano sintomi più prolungati rispetto ad altri. In definitiva, questo potrebbe aiutarci a identificare le forme più appropriate di trattamento e assistenza per le persone colpite". Lo studio è stato pubblicato sulla rivista EClinicalMedicine edita da The Lancet.

Lo studio

Lo studio è l’ultimo risultato di COVIDENCE UK, lo studio nazionale sul Covid-19 della Queen Mary University, iniziato nel 2020 e ancora in fase di follow-up, con oltre 19.000 partecipanti. Questo studio ha analizzato i dati di 10.171 adulti del Regno Unito, che includevano risposte raccolte tramite questionari e analisi statistiche effettuate per identificare i 16 sintomi più comunemente riscontrati nel Covid lungo, tra cui affaticamento, mancanza di respiro, dolori e vertigini.

I ricercatori hanno diviso il campione in due gruppi (persone che avevano contratto il Covid e persone che avevano contratto un’altra infezione respiratoria acuta (non Covid)) e messo a confrontato la prevalenza e la gravità dei sintomi a lungo termine. I sintomi presi in considerazione sono stati tosse eccessiva, disturbi del sonno, di memoria, difficoltà di concentrazione, dolore muscolare o articolare, disturbi di gusto o olfatto, diarrea, dolore addominale, cambiamenti nella voce, perdita di capelli, battito cardiaco accelerato insolito, svenimenti o vertigini, sudorazione insolita, mancanza di respiro, ansia o depressione e affaticamento. L’indagine ha preso in considerazione anche lo stato di salute generale delle persone prima che venissero infettate e l’eventuale presenza di patologie respiratorie esistenti.

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I sintomi del "Long raffreddore"

Dall’analisi è emerso che entrambi i gruppi erano più a rischio di sviluppare i sintomi presi in analisi rispetto a coloro che non avevano avuto alcuna infezione pregressa (gruppo di controllo). Inoltre, mentre chi aveva avuto il Covid era più predisposto a manifestare tutti i sintomi, quelli che avevano avuto un’infezione respiratoria acuta (non Covid) li manifestava quasi tutti (in particolare tosse, mal di stomaco e diarrea) tranne problemi di gusto o olfatto e perdita di capelli.

Per quanto riguardala la durata, invece, mentre i pazienti con Long Covid avevano manifestato sintomi in media fino a 44 settimane dopo la guarigione, i soggetti con infezioni respiratorie acute avevano manifestato sintomi fino a 11 settimane. In altre parole, i risultati della ricerca suggeriscono l’esistenza di un "Long raffreddore": effetti a lungo termine sulla salute derivanti da altre infezioni respiratorie, come raffreddore, influenza o polmonite , che attualmente non vengono riconosciute. 

Distinguere il "Long raffreddore" dal "Long Covid"

La ricerca ha riscontrato inoltre alcune importanti differenze nei sintomi riportati nei due gruppi: coloro che avevano contratto il Covid avevano maggiori probabilità di avvertire stordimento o vertigini e problemi con il gusto e l’olfatto rispetto a coloro che avevano contratto un’infezione respiratoria non Covid. I risultati suggeriscono che potrebbero esserci impatti a lungo termine sulla salute in seguito a infezioni respiratorie acute non Covid come raffreddore, influenza o polmonite, che attualmente non vengono riconosciute. Tuttavia, i ricercatori non hanno ancora capito se i sintomi del "Long raffreddore" abbiano la stessa gravità o durata del "Long Covid". Per capire questo e per stabilire perché alcune persone soffrono di sintomi estesi mentre altre no, sono in corso ulteriori ricerche.

"Questi risultati - ha affermato Giulia Vivaldi, epidemiologa ed esperta in statistica della Queen Mary University - fanno luce non solo sull’impatto del Covid lungo sulla vita delle persone, ma anche su altre infezioni respiratorie. Una mancanza di consapevolezza, o anche la mancanza di un termine comune, come "raffreddore lungo" o "influenza lunga", impedisce sia la segnalazione che la diagnosi di queste condizioni. E le persone che denunciano un lungo raffreddore potrebbero ancora avere difficoltà a ottenere una diagnosi, a causa dell’ampia gamma di sintomi e della mancanza di test diagnostici".

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Il "Long raffreddore" non è un fenomeno nuovo

Studi condotti sui pazienti sopravvissuti alle due precedenti epidemie di SARS e di MERS hanno rilevato conseguenze a lungo termine sulla funzione polmonare, sulla qualità della vita e sulla salute mentale. Allo stesso modo, molti pazienti ricoverati in ospedale per l’Influenza A, hanno lamentato problemi respiratori e psicologici almeno due anni dopo essere guariti. Ciononostante, la maggior parte della ricerca finora si è concentrata su persone con malattie gravi. Ad oggi si sa poco sugli effetti a lungo termine che le infezioni respiratorie potrebbero avere nelle persone che hanno contratto forme meno gravi.

"E' il momento di migliorare la nostra comprensione, diagnosi e trattamento di queste condizioni, così come abbiamo fatto con il Covid lungo - hanno affermato i ricercatori -. Non aspettiamo un'altra pandemia".

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