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Lunedì, 27 Maggio 2024
Salute

I rimedi naturali per mantenere la prostata in salute

Come preservare la salute della prostata in modo naturale: i consigli per affrontare l'estate in sicurezza

Il gran caldo per gli uomini, soprattutto se over 50, porta con sé l’aumento di possibilità di incorrere in disturbi legati alla prostata. La perdita di liquidi, se non associata a una corretta integrazione, si rivela infatti una situazione favorevole allo sviluppo di infezioni.

Il Dr. Luigi Alberto Marrari, responsabile scientifico di NATURALSALUS, start up innovativa incentrata nella ricerca e nella formulazione di prodotti naturali, ci spiega quali sono i disturbi più frequenti legati a un mal funzionamento della prostata, quali sono i campanelli d’allarme a cui prestare attenzione per intervenire in tempo, come fare una corretta prevenzione - soprattutto in estate -. quali sono i cibi raccomandati e quelli da evitare, e quali sono le piante che possono aiutare a risolvere o contenere tali disturbi. 

Prostata: quali sono i disturbi più frequenti e come trattarli con l'aiuto della natura

La prostata è una ghiandola appartenente all’apparato genitale maschile e, in base agli ultimi dati epidemiologici emersi rappresenta la seconda patologia più frequente negli uomini over 50, condizione che si prevede aumenti nei prossimi 10 anni con un'incidenza del 55% manifestando la cosiddetta ipertrofia prostatica benigna (IPB), un disturbo meglio conosciuto come ‘ingrossamento della prostata’. I disturbi tipici di questa condizione sono percepibili legati alla difficoltà ad urinare e conseguente disturbo e sensazione di parziale svuotamento della vescica, frequente bisogno di urinare spesso e nicturia cioè la necessità di urinare durante il sonno.

Per attenuare e prevenire al meglio le problematiche relative all’aumento del volume prostatico ingrossata è possibile ricorrere ad alcune piante medicinali con l’obiettivo primario di controllare le modificazioni ormonali che possono provocare l’ingrossamento della prostata (per esempio l’innalzamento di estrogeni). L’alimentazione è di fondamentale importanza e piccole modifiche alimentari quali, ad esempio, il minor consumo di carne, sale e caffè ma anche del cioccolato possono incidere sulla “salute della prostata”

Campanelli d'allarme: prestare attenzione ai segnali per intervenire in tempo

Uno dei primi campanelli d’allarme riguarda la cosiddetta “prostatite” cioè l’infiammazione della prostata che, generalmente, può presentarsi in qualsiasi momento della vita che può essere causata da un’infezione batterica che spesso coinvolge le vie urinarie a causa della presenza di germi intestinali ma anche da cause non infettive. I sintomi e i segni caratteristici di una prostata ingrossata sono l’ematuria cioè la presenza di sangue nelle urine, sgocciolamento post-minzionale, urinare in maniera frequente (pollachiuria) soprattutto la notte (nicturia), una minzione debole e lenta e/o intermittente, perdita di urina involontaria (incontinenza dovuta all’ eccessivo riempimento della vescica che non si riesce a svuotare) e lo stimolo urgente e ricorrente e/o improvviso di urinare.

Prevenzione: cosa fare per evitare i disturbi più comuni alla prostata in estate

Per una “prostata in salute” la prevenzione rappresenta la prima arma a nostra disposizione ed è influenzata sicuramente dall'infiammazione in quanto meno se ne registra, meglio vivono gli uomini. L'ipertrofia prostatica benigna scaturisce infatti dalla persistenza di uno stato cronico e sistemico dell'organismo in cui diversi fattori possono contribuire quali le infezione batteriche o virali, alterazioni ormonali o di origine autoimmune, la sindrome metabolica o il fisiologico processo di invecchiamento. Un lavoro del 2008 patrocinato dalla Società Europea di Urologia ha correlato l'associazione tra disturbi urinari, ipertrofia prostatica e infiammazione cronica.

Una buona prevenzione deve essere in grado, in primis, di spegnere o comunque attenuare l’infiammazione e, nel periodo estivo le infiammazioni della prostata tendono ad essere più probabili rispetto al resto dell’anno se non si beve a sufficienza, l’organismo non riesce a compensare la perdita di liquidi e così aumenta la concentrazione delle urine con la probabile conseguenza di avere una stasi urinaria, habitat ideale per le infezioni batteriche e l’infiammazione. Per questo la Società Italiana di Urologia raccomanda di contenersi a tavola, senza eccedere con le bevande alcoliche, limitare i cibi contenenti gli Omega-6 in quanto sono co-fattori negli stati infiammatori della prostata, ridurre le carni conservate, i salumi e gli insaccati, le uova, i fritti, i dolci e i formaggi grassi e le farine raffinate.

Quali alimenti che non devono mancare e quali da evitare in caso di prostatite

Seguire un’alimentazione equilibrata e variegata ricca di fibre, ad esempio con prodotti integrali, consumare molta frutta e verdura e assumere liquidi a sufficienza (circa 2-3 litri di acqua nell’arco della giornata) possono rappresentare una strategia vincente per evitare i classici problemi all’apparato urogenitale maschile. Sarebbe opportuno privilegiare l’assunzione di semi oleosi, specie quelli di zucca, l’olio extravergine d’oliva e pesci d’acqua fredda ricchi di omega-3 contenuti nel salmone, tonno, sardine o sgombri. Evitare possibilmente l’assunzione di grassi animali, l’eccessivo consumo di alcol e superalcolici evitando anche i cibi speziati. Anche praticare regolarmente attività fisica senza eccedere, ad esempio l’uso quotidiano della bicicletta può incidere negativamente sulla prostata o sulla salute delle vie urinarie e genitali in persone che già hanno manifestato in passato problematiche urogenitali. 

I principi attivi naturali per ridurre le infiammazioni e decongestionanti

Sono diverse le piante che possono aiutare la prostata nel suo corretto funzionamento e ridurre il disagio che l’ipertrofia benigna provoca nell’uomo. Gli indiani della Florida per problematiche delle vie urinarie e dell’apparato riproduttivo usavano tradizionalmente il frutto per le sue proprietà antiandrogeniche e antiestrogenica.

Il nome del genere “Serenoa” è stato dato in omaggio al botanico statunitense Sereno Watson (1826-1892), in grado di inibire il legame del diidrotestosterone ai recettori degli androgeni e, allo stesso tempo, è in grado di inibire anche l’attività dell’enzima 5-alfa-reduttasi. Questo enzima è responsabile della trasformazione del testosterone in diidrotestosterone, suo metabolita attivo responsabile dello stimolo sulla proliferazione cellulare tipica dell’ipertrofia prostatica. Un recente e interessante studio italiano, pubblicato nel 2022 dal titolo “Serenoa repens and Urtica dioica Fixed Combination: In-Vitro Validation of a Therapy for Benign Prostatic Hyperplasia (BPH) ha messo in evidenza la sinergia di azione tra la Serenoa repens e l’Urtica dioica (Ortica) incrementando l'attività antiossidante e antinfiammatoria in un modello umano in vitro di ipertrofia prostatica benigna.

Inoltre l’uso combinato di queste piante in associazione sono in grado di esercitare anche un’azione antinfiammatoria attraverso l’inibizione degli enzimi ciclossigenasi e 5-lipossigenasi, con conseguente inibizione della sintesi delle prostaglandine infiammatorie e dei leucotrieni. Infine, e non da ultimo, poiché l'eziologia e la progressione dell'ipertrofia prostatica benigna sono spesso associate alla persistenza dell’infiammazione indotta sia dall'attivazione del NF-KB che dalle specie reattive dell'ossigeno (ROS), l'inibizione di queste 2 vie potrebbero risultare utili dal punto di vista clinico per la riduzione della sintomatologia fastidiosa caratteristica nei pazienti con ipertrofia prostatica benigna e/o prostatite.

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