Lunedì, 18 Ottobre 2021
Salute

Variante Delta, l’infettivologo: “Il vaccino protegge, ma solo a completamento dello schema vaccinale”

“Lasciare al virus la possibilità di diffondersi, gli conferisce possibilità di ulteriori mutazioni per lui vantaggiose. L’unica cosa da fare è vaccinare al più presto tutta la popolazione vaccinabile”. L’intervista al dott. Alessandro Perrella

Come mai, nonostante siamo vicini al traguardo del 60% dei vaccinati (in Italia), il virus continua a replicarsi, quindi a mutare, e a diffondersi?

“Perché, se vi sono sacche libere, come dicevo poc’anzi, il virus penetra, replica e muta acquisendo vantaggi tipicamente dell’evoluzione che gli possono conferire capacità elusive nei confronti del sistema immunitario e quindi, continua a replicarsi e a diffondersi”.

Pare che la variante Delta si sta diffondendo soprattutto tra i più giovani. Gli esperti del CTS hanno pareri contrastanti sull’obbligatorietà dei vaccini negli adolescenti. Lei cosa crede sarebbe meglio fare, in vista della riapertura delle scuole a settembre?

“La variante delta si diffonde maggiormente dove non vi sono vaccinati. Credo che per una maggiore sicurezza dovremmo vaccinare tutta la popolazione vaccinabile, ma temo potremmo non arrivarci in tempi ragionevoli da un punto di vista infettivologico”.

Perché alcuni non sviluppano anticorpi dopo il vaccino. Cosa significa avere zero anticorpi? Non si è coperti? Bisogna rifare la vaccinazione?

“Tutto è legato al sistema immunitario, di cui tutti sembrano essersi dimenticati. Voglio ricordare che tutte le malattie infettive sono il risultato dell’incontro tra un patogeno (batterio o virus) e il sistema immunitario. Antibiotici o antivirali da soli servono a poco se non vi è un sistema immunitario efficace. Taluni individui, per loro caratteristiche genetiche, non rispondono ai vaccini ed, ovviamente, possono non sviluppare anticorpi rilevabili. Tuttavia, questo non vuol dire che il sistema immunitario non è in grado a riconoscere il virus”.

Riguardo il sierologico, conviene fare questo test dopo il vaccino? Il numero di anticorpi indica se si è più o meno protetti?

“Al momento non disponiamo di un test sierologico davvero efficace come per altri virus. Per cui, l’importante è superare il cut-off della sensibilità del test. Non diamo troppo peso ai numeri”.

Cosa vuole dire ai NO VAX?

“Di usare un pò di buon senso. Vaccinarsi non vuol dire esser cavie o far parte di un complotto, ma di essere parte di una coscienza globale in difesa del genere umano”.

Alessandro Perrella-3

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