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Mercoledì, 29 Giugno 2022
Pene estivo

Cos’è e come si riconosce il pene estivo

Le temperature più calde aumentano l'afflusso di sangue al pene e causano questa condizione che porta l’organo genitale maschile ad essere più grande nei momenti di picco dell’erezione

Si dice che l’estate sia la stagione dell’amore, quella che risveglia il desiderio sessuale e ci rende più propensi agli incontri amorosi sopra o sotto le lenzuola. In effetti esiste una spiegazione biologica a tutto questo. Con l'arrivo del caldo e delle giornate più lunghe e soleggiate aumentano i livelli di testosterone e con questo ormone anche la libido e la voglia di fare sesso. Mentre, con l’arrivo dell’autunno e il calo delle temperature, si verifica, al contrario, un crollo della passione e del desiderio sessuale. Ma gli effetti del sole estivo non finiscono qui. Le temperature più calde aumentano l'afflusso di sangue al pene e causano il "pene estivo": una condizione che porta l’organo genitale maschile ad essere più grande nei momenti di picco dell’erezione. Questa condizione frequente, non ancora studiata scientificamente (ma basata sull’osservazione di casi), si differenzia dalla "sindrome del pene estivo", oggetto, al contrario della prima, di ricerche scientifiche.

A tal proposito, l’urologo Jamin V. Brahmbhatt, del comitato esecutivo della Florida Urological Society e membro dell'American Urologic Association, Sexual MedicineSociety of North America e Central Florida Association of Physicians dal subcontinente indiano, ha spiegato: “Questo curioso fenomeno si verifica perché le temperature più calde fanno dilatare maggiormente i vasi sanguigni e aumentano l’afflusso del sangue al pene, e, come tutti sappiamo, il flusso sanguigno è ciò che innesca l'erezione in primo luogo. Condizione che non si verifica nelle stagioni più fredde, poiché in presenza di temperatura basse fa sì che i vasi sanguigni del pene si contraggano maggiormente per preservare il calore interno. Tuttavia questo tipo di regolazione del calore corporeo non influisce sulle dimensioni del pene. Questo vuole dire che il pene non diventa più piccolo o più grande a seconda delle stagioni”. 

Cos’è il pene estivo

Il pene estivo non è una condizione medica riconosciuta, ma, sebbene non esistano studi scientifici a riguardo, gli esperti condividono una serie di ragioni che spiegano tale condizione, tra cui:

  • nei mesi estivi si beve più acqua per rimanere idratati, e una maggiore idratazione può far sì che il pene, non in una condizione di erezione, abbia una dimensione maggiore;
  • i vasi sanguigni si espandono per regolare il calore e contrarsi in reazione al freddo, questo fa sì che in estate si dilatino maggiormente, consentendo un aumento del flusso sanguigno, e quindi rendendo il pene più grande.

In cosa si differenzia dalla Sindrome del pene estivo

Come detto sopra, il pene estivo è una condizione diversa dalla sindrome del pene estivo, nota anche come "Lions Mane Penis". Quest'ultima è, infatti, una condizione medica pediatrica stagionale caratterizzata da arrossamento, gonfiore (edema) e prurito del pene, e punture di insetto visibili sul pene e in altre aree, come lo scroto. E’ solitamente causata da morsi di chigger (una specie di acaro) sul pene o, più raramente, dall'esposizione della regione genitale a piante come l'edera velenosa, il sommacco e la quercia. In genere si verifica nei mesi estivi, nei bambini tra i 3 e i 7 anni, poiché il clima più caldo rende più probabile il contatto pene-aracnide e pene-pianta.

Come viene trattata

I sintomi sindrome del pene estivo di solito durano circa 2 o 3 settimane, e vengono trattatati con antistaminici orali e impacchi freddi. Nei casi estremi in cui il paziente prova un forte dolore o non è in grado di urinare, vengono presi in considerazione i corticosteroidi topici e gli agenti antipruriginosi topici.

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