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Venerdì, 14 Giugno 2024
Orgasmo femminile

Perché la donna ha più difficoltà a raggiungere l’orgasmo?

“Secondo le stime, quasi il 50% delle donne dichiara di non raggiungere sempre l’orgasmo durante un rapporto. Eppure, se consideriamo l’anatomia, il clitoride è un organo la cui unica funzione è quella di dare piacere”. L’intervista all’esperta di educazione sessuale Asja Tilotta, meglio conosciuta sui social come “Medmaki”

Nonostante la rivoluzione sessuale e culturale che ha travolto la società contemporanea negli ultimi decenni, l'orgasmo è ancora oggi considerato “roba” da uomini. Si fa fatica a parlarne in riferimento al mondo femminile. Le donne, d'altronde, continuano ad avere una conoscenza molto superficiale del proprio organo sessuale, e la gran parte di loro mostra una resistenza nella scoperta del proprio corpo e dei propri desideri. Se questa tendenza, frutto di retaggi culturali, non si invertirà, il piacere femminile continuerà ad essere un luogo oscuro e poco conosciuto.

Per abbattere tabù, sfatare falsi miti e scoprire curiosità sul piacere femminile, Today ha intervistato Asja Tilotta, studentessa in Medicina e Chirurgia esperta in educazione sessuale, meglio conosciuta sui social come “Medmaki”, dove conta circa 600mila follower su TikTok e più di 154mila su Instagram. Attraverso i suoi canali Asja realizza brevi e semplici video per spiegare e sensibilizzare i suoi follower su temi di medicina ed educazione sessuale.

Orgasmo femminile e maschile: quali sono le differenze?

“La differenza più evidente è l’eiaculazione. Nella maggior parte dei casi, l’orgasmo maschile si manifesta con l’emissione di fluidi, lo sperma. L’orgasmo femminile, invece, si presenta con un aumento della lubrificazione vaginale. Esiste poi il fenomeno dello squirting, letteralmente “schizzare”, che può essere concomitante all’orgasmo o manifestarsi senza questo, ma riguarda solo una piccola percentuale di donne. Un altro aspetto che differenzia i due orgasmi è la durata. Mentre quello maschile ha una durata che oscilla tra i tre e i dieci secondi, quello femminile dura almeno il doppio, tra i venti e i trenta secondi”.

E’ molto frequente per la donna far finta di aver raggiunto l’orgasmo. Come mai?

“Secondo dati recenti, quasi il 50% delle donne dichiara di non raggiungere sempre l’orgasmo durante un rapporto. Eppure, se consideriamo l’anatomia, il clitoride è un organo la cui unica funzione è quella di dare piacere, a differenza del pene in cui passa anche l’uretra e che quindi accoglie parte dell’apparato escretore. In linea teorica, quindi, e in assenza di patologie o disturbi specifici, non dovrebbe esserci questo orgasm-gap tra i due generi. Nella realtà, tuttavia, moltissime donne faticano a raggiungere l’orgasmo e le ragioni possono essere diverse. Innanzitutto, ogni donna ha i suoi modi per raggiungere l’orgasmo, ma per raggiungerlo è necessaria la consapevolezza di sé stesse. Le ragazze giovani spesso non hanno dimestichezza con il loro corpo, non si esplorano, non si conoscono, sono scoraggiate sia culturalmente che socialmente a masturbarsi, e questo le allontana dall’avere una giusta consapevolezza del proprio corpo e del proprio piacere. Le donne adulte, d’altra parte, hanno più esperienza, si conoscono di più, ma spesso si portano dietro retaggi culturali che le rendono imbarazzate o che, peggio, le fanno sentire sbagliate se pensano e si occupano del loro piacere. Questi atteggiamenti portano a “normalizzare” il non avere orgasmi durante i rapporti”.

Orgasmo femminile, uno studio svela il mistero dello "squirting"

Quanto conta il dialogo con il partner?

“Conta molto. Un’altra ragione per cui le donne non hanno orgasmi durante il sesso, ma fingono, è proprio la mancanza di comunicazione aperta e diretta con il partner. Ancora c’è molta difficoltà a comunicare con il partner in modo diretto e a spiegargli cosa e come fare certe cose, perchè troppo spesso l’orgasmo di una donna è misura del valore e delle abilità del suo partner. Se una donna non arriva all’orgasmo durante un rapporto, c’è il rischio che il partner si senta deluso e questo porta le donne a fingere un piacere che in realtà non si è raggiunto. Se si riuscisse a comunicare in modo più aperto, raccontando meglio l’anatomia del piacere femminile e legittimando le donne a parlare apertamente di ciò che piace a loro, avremmo donne più soddisfatte e partner con meno ansia da prestazione”.

Quanto sono importanti i preliminari per la donna?

“Quelli da sempre definiti come ‘preliminari’, sono in realtà la parte più piacevole del rapporto per la maggior parte delle donne. Si chiamano così perchè precedono, anticipano, preparano al “focus” del rapporto, ovvero la penetrazione. Tuttavia, la vagina spesso non è direttamente coinvolta nel raggiungimento dell’orgasmo, poichè il tessuto eccitabile è quasi tutto nel clitoride, e quindi si considera il centro del rapporto sessuale un’attività, la penetrazione appunto, che coinvolge in modo indiretto i centri del piacere femminile. Per favorire il raggiungimento dell’orgasmo femminile quindi è importante coinvolgere il clitoride il più possibile! Si può fare sesso orale, si possono scegliere delle posizioni che lasciano le mani libere, così da utilizzarle durante il rapporto per accarezzare e stimolare il clitoride della partner, oppure si possono usare dei sextoys che permettano la stimolazione clitoridea esterna”.

Le donne mostrano una variabilità nel tipo e nell’intensità dell’orgasmo. E’ vero che si possono raggiungere orgasmi diversi?

 “Quel che è certamente vero è che ogni donna ha una sua variabilità anatomica e questo consente a ciascuna di raggiungere l’orgasmo in modi differenti. Il clitoride ha una piccola porzione esposta, ma la maggior parte di esso si trova in profondità, dietro le labbra esterne della vulva. Un considerevole numero di donne ha orgasmi con la stimolazione diretta del clitoride, o meglio della sua porzione esposta e visibile, ma non per tutte valgono le stesse regole. Ci sono donne che hanno il clitoride molto sensibile e quindi non amano o addirittura sono infastidite dalla stimolazione diretta, e per loro è necessaria una stimolazione indiretta (ad esempio con un sextoys), mentre altre possono provare molto più piacere con la penetrazione, poichè il pene va a stimolare indirettamente le radici del clitoride che magari si trovano in profondità. La differenza non sta nel tipo di orgasmo, vaginale o clitorideo, ma nel modo in cui ciascuna riesce a stimolare al meglio i suoi centri del piacere”.

Esistono orgasmi multipli?

“E’ vero che le donne possono avere più di un orgasmo durante un rapporto, come è vero anche per gli uomini del resto. Tutto sta nel tempo che intercorre tra un orgasmo e l’altro. Alcune donne hanno un “tempo di ripresa” (definito “periodo refrattario”) piuttosto breve, e quindi è possibile che il tessuto eccitabile, una volta raggiunto il picco dell’eccitazione, si “scarichi” abbastanza velocemente da consentire in poco tempo una nuova ondata di eccitazione, provocando un orgasmo pochi minuti dopo quello precedente. Non tutte le donne, dunque, riescono ad avere orgasmi multipli, dipende molto dalle caratteristiche individuali di ciascuna”.

L’esiaculazione vaginale (o squirting) è un fenomeno avvolto da un alone di mistero. Quale processo fisiologico c’è dietro?

“È scorretto definirlo eiaculazione vaginale perché l’eiaculazione nello squirting avviene attraverso l’uretra, non la vagina. Lo squirting, detto anche “getto a fontana”, tecnicamente è l’emissione dall’uretra del liquido prodotto dalle ghiandole parauretrali: può avvenire come un vigoroso schizzo oppure colare lungo la vulva, in concomitanza con l’orgasmo o essere del tutto indipendente da esso. Nella maggior parte dei casi si tratta di una stimolazione meccanica delle ghiandole parauretrali che secernono il loro liquido, che risale l’uretra accumulandosi in vescica, che si riempie di urina molto diluita, e successivamente espelle il suo contenuto. Quindi il liquido emesso con lo squirting è costituito da: liquido eiaculatorio e urina diluita. La sensazione di dover squirtare è simile allo stimolo di dover urinare oppure può capitare senza alcun preavviso. Siccome ciascuna persona è diversa e ci sono tantissime variabili anatomiche e fisiologiche, non tutte sono predisposte a squirtare. Per stimolarlo si può andare a fare una pressione sulla parete anteriore della vagina inserendo due dita e muovendole con il movimento Nell’eiaculazione femminile invece il liquido eiaculatorio prodotto dalle ghiandole parauretrali non risale in vescica, bensì viene escreto direttamente da alcuni piccoli orifizi che si trovano lungo il bordo dell’uretra".

Verità e falsi miti sul punto G?

“La prima verità sul punto G: esiste! Il primo falso mito? Non si chiama punto G! Quello che per molto tempo si è definito così non è un punto, ma un’area definita zona CUV che comprende parte del clitoride, dell’uretra e della parete anteriore della vagina. Si trova appunto nella parete anteriore della vagina, a circa 5 cm dal suo ingresso. Al tatto può risultare ruvida e leggermente ispessita e, se stimolata, può dare molto piacere. Sfatiamo un altro mito? Il punto G esiste non solo nelle donne. Anche gli uomini hanno il loro punto magico, anche se molto meno famoso e decantato della sua controparte femminile. E’ la zona L, e si trova nella parete anteriore del retto, a pochi centimetri dall’ano. Stimolando la zona L porta si coinvolgono la prostata e le vescicole seminali, tutte strutture che partecipano all’eiaculazione e che sono fonte di intenso piacere”.

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