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Martedì, 28 Giugno 2022
Sesso

I ragazzi chiedono che si parli di educazione sessuale nelle scuole (ed organizzano il "Sextival")

Gli organizzatori della prima edizione del festival hanno lanciato una campagna di crowdfunding per il finanziamento: "Dalla società - raccontano a GenovaToday - arriva una forte spinta per parlare di salute ed educazione sessuale, temi troppo spesso trascurati e strumentalizzati"

Educazione sessuale, salute, prevenzione, ma anche consapevolezza, piacere, identità di genere, sesso e disabilità, dando la parola a professionisti e associazioni: sono questi i temi intorno a cui ruota la prima edizione di Sextival, a Rapallo il 25 e 26 giugno. L'obiettivo è chiaro: "Parlare senza pregiudizi - spiegano a GenovaToday gli organizzatori - di argomenti che troppo spesso nel 2022 sono ancora considerati tabù, soprattutto a scuola. E poi perché no, avviare un tavolo di dialogo con le istituzioni per far sentire la voce dei giovani".

Il festival nel Tigullio: "Non è facile parlare di sesso nella zona più anziana della regione più anziana"

Il festival nasce dal un'idea del progetto Nassa, rete che riunisce diverse realtà associative nata a Sestri Levante nel 2019 per poi espandersi anche a Chiavari e infine a Rapallo nel febbraio 2021. La filosofia è proprio quella delle nasse, reti per la pesca dei crostacei: "Ci buttiamo e vediamo cosa raccogliamo - spiega Chiara Pellegrini, tra gli organizzatori dell'evento -. Con questo spirito abbiamo preparato un sondaggio per comprendere gli interessi della popolazione giovanile nel nostro territorio. Le tematiche relative all'educazione sessuale ricoprivano sempre i primi posti. A conferma di questo interesse, ben due licei della zona nell'ultimo anno hanno deciso di organizzare assemblee di istituto su questi argomenti: il Delpino di Chiavari, che aveva incassato anche le critiche social del senatore leghista Simone Pillon, e il Da Vigo di Rapallo. Noi abbiamo volentieri partecipato quando la rappresentanza del liceo di Rapallo ci ha chiesto un aiuto. E ci siamo chiesti cos'altro potevamo fare per non lasciar cadere l'attenzione, perché ben vengano le assemblee di istituto ma di educazione sessuale nelle scuole si dovrebbe parlare sempre. Da qui l'idea di un vero festival sulla salute sessuale".

L'idea è piaciuta: doveva essere un pomeriggio e sono diventati due giorni ricchi di contributi di professionisti e associazioni che parleranno a titolo gratuito. Il tutto, in una zona in cui l'età media è decisamente alta, e in un Paese in cui non esiste una normativa che preveda la sistematicità di questa didattica nelle scuole: "Non è facile - dice Chiara - parlare di sesso nel Tigullio, la zona più anziana della regione d'Italia più anziana. C'è ancora tanta divisione su questi temi, ma la partenza è buona". Tanto che originariamente doveva essere un pomeriggio di incontri, poi il tam tam tra ragazzi e realtà del territorio ha fatto sì che diventassero due giorni. Tra gli ospiti, le associazioni Edusex, Anlaids, Arcigay, Comitato Vulvodinia e Neuropatia del Pudendo, Zena Trans, e poi lo scrittore e attivista Iacopo Melio, l'antropologo Francesco Ferreri (fondatore di Antropoché, primo podcast italiano di antropologia), Caterina di Loreto della onlus Love Giver che si occupa di assistenza sessuale a persone con disabilità, l'andrologo Nicola Macchione e tanti altri per affrontare il tema della sessualità a 360 gradi.

"Educazione sessuale tema strumentalizzato, ma i ragazzi hanno voglia di informarsi"

Ma come mai in Italia si fa ancora tanta fatica a parlare di educazione sessuale? Per Chiara "è un tema spesso strumentalizzato e politicizzato. Ma noi vogliamo parlare di salute psicofisica, ci rifacciamo alle linee guida dell'Oms. L'Italia ha cofirmato queste linee guida dal 2016, eppure sembra ci sia ancora molta fatica a distinguere fatti, diritti e opinioni. Il diritto a un'educazione sessuale completa non deve essere un'opinione. Vogliamo che il festival sia un luogo di ascolto di professionisti e di confronto. Dal basso, dalle associazioni del territorio, dai ragazzi delle scuole, c'è la voglia di affrontare queste tematiche: molte realtà sono nate dal bisogno di parlarne. Sono argomenti però considerati tabù, perché? In pubblico se ne parla poco, come se ci fosse qualcosa di cui vergognarsi. Con noi ci sarà anche un antropologo che ci aiuterà a capirlo. In generale, secondo le linee guida Oms un'educazione sessuale 'sex positive' (ovvero che non si focalizza solo sulla prevenzione di esperienze negative, ndr) incrementa l'uso dei contraccettivi, diminuisce il tasso di aborti e aumenta la coscienza sui rischi delle malattie sessualmente trasmissibili. Questo ci interessa".

Quella del 25 e 26 giugno è la prima edizione, ma il progetto Nassa ha già in mente di replicarla negli anni se l'esperimento andasse bene: "In generale vogliamo essere apripista di un confronto, ci piacerebbe trovare anche un contatto con le istituzioni, creare un tavolo di dialogo con loro".

La raccolta fondi online

L'organizzazione del Sextival però è onerosa e anche se i relatori interverranno gratuitamente riceveranno un rimborso spese: per questo Nassa si è rivolta a un sito di crowdfunding, impostando come obiettivo la raccolta di 6mila euro: per ora sono stati versati più di 2.500 euro, alla fine della campagna mancano nove giorni.

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