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Lunedì, 27 Maggio 2024
Disfunzione erettile

Il veleno del "ragno banana" potrebbe diventare il nuovo Viagra

Un gruppo di ricercatori ha sviluppato un farmaco innovativo e sicuro con la tossina presente nel veleno di una specie di ragno, diffusa nel Sud America, per il trattamento della disfunzione erettile

Soffrire di disfunzione erettile significa essere incapaci di raggiungere e/o mantenere un’erezione adeguata a portare a termine un rapporto sessuale soddisfacente. Un disturbo causato da fattori psicologici o organici (o da entrambi), che interessa il 13% dei maschi italiani (la metà degli ultra settantenni e circa il 40% degli over 50). A causare questo disturbo possono essere patologie come l’ipertensione, il diabete, malattie cardiovascolari, la sindrome metabolica, la depressione, ma molte volte può anche essere il risultato di stress, nervosismo, stanchezza o un consumo eccessivo di alcol o di tabacco. La condizione viene trattata solitamente con un terapia farmacologica, affiancata nei pazienti più giovani da un percorso psico-sessuologico. I farmaci di prima linea sono gli inibitori della fosfodiesterasi di tipo 5 (PDE-5), come il sildenafil (Viagra®) e il tadalafil (Cialis®), che agiscono aumentando l’afflusso di sangue al pene e funzionano nel 70% dei casi.

A questi potrebbe presto aggiungersi un nuovo farmaco, sviluppato dai ricercatori dell'Università Federale di Minas Gerais (UFMG) in Brasile, creato con il veleno del ragno Phoneutria nigriventer, una specie diffusa nei paesi del Sud America nota anche come ragno banana (perché si trova spesso sulle foglie di banana) o armadeira (il nome deriva dalla sua azione offensiva in cui tiene sollevate le zampe anteriori). Si tratta di una delle specie più tossiche conosciute nel mondo, il suo veleno è in grado di provocare una perdita di controllo muscolare, tachicardia, paralisi e asfissia. Se ad essere morso è un maschio può anche causare "priapismo", un'erezione, involontaria e anonima, prolungata e dolorosa che può durare anche 4 ore, e portare alla necrosi del pene. I ricercatori hanno indagato il fenomeno dl priapismo causato dal veleno, e una volta compreso il meccanismo d’azione, hanno sviluppato un farmaco innovativo e sicuro con la tossina contenuta nel veleno per il trattamento dell'impotenza sessuale. Il farmaco potrebbe trasformarsi in futuro in un nuovo Viagra, potenzialmente efficace e sicuro. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sul Journal of Sexual Medicine.

Lo studio 

I ricercatori, guidati dalla professoressa Maria Elena de Lima, hanno studiato l’azione del veleno del ragno sulla funzione erettile, e scoperto quale fosse il meccanismo alla base del priapismo. Hanno quindi individuato una molecola estratta dal veleno purificato che poteva servire da modello per l'eventuale sviluppo di un medicinale contro la disfunzione erettile. Sulla base di questa scoperta, il team ha sintetizzato in laboratorio questa molecola (il peptide PnPP-19) e testata su topi e ratti, per verificare se avesse lo stesso effetto della molecola originale, cioè la tossina del ragno. Con sorpresa dell'equipe, la molecola, priva di tossicità, ha mantenuto la capacità di potenziare la funzione erettile quando applicato localmente sui genitali, situazione osservata sia nei test in vitro che in quelli effettuati su ratti e topi anestetizzati.

I ricercatori hanno poi testato l'effetto del composto somministrandolo con altri farmaci attualmente utilizzati, come il Viagra. "I test – ha detto la prof.ssa de Lima – hanno dimostrato che la somministrazione congiunta ha aumentato l'effetto sull'erezione presentato da questi animali". Ciò significa che il farmaco potrebbe essere in grado di potenziare l’effetto del sildenafil, il principio attivo del Viagra, candidandosi come potenziale terapia combinata per i pazienti che non rispondono ai trattamenti attualmente disponibili.

Come funziona il farmaco

Una volta somministrato il farmaco si verifica un notevole aumento del rilascio dell'ossido nitrico (neuromediatore fondamentale nel processo di erezione) che porta alla dilatazione dei corpi cavernosi (regioni con struttura spugnosa che contiene il sangue) e alla conseguente erezione.

Il brevetto

Dopo aver ottenuto questi risultati così promettenti, il composto è stato brevettato dal Coordinamento del Trasferimento Tecnologico e dell'Innovazione (CTIT) dell'UFMG, l'ente responsabile della gestione delle azioni di trasferimento tecnologico dell'Università. Èd è in questa fase del processo che Biozeus Biopharmaceutical, una società biotecnologica brasiliana, ha acquistato il brevetto. Dopo averlo ottenuto e denominato "BZ371A", Biozeus ha richiesto l'autorizzazione per il test clinico di fase 1. Questa fase è stata preceduta da un esperimento pilota, effettuato sia su uomini che su donne. "Questo passaggio - ha detto la prof.ssa de Lima - ha dimostrato che il composto applicato localmente non presentava alcun effetto collaterale rilevabile mediante test biochimici o di pressione sanguigna. In altre parole, ha solo effetti positivi a livello locale, con l’assenza di effetti sistemici negativi. Sia negli uomini che nelle donne, ha causato un aumento del flusso sanguigno nella regione inguinale. Questo test è stato molto importante per dimostrare che il peptide ha avuto un effetto sull’uomo. Vale la pena ricordare che l’effetto osservato negli animali non si ripete sempre nell’uomo".

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I vantaggi di un farmaco per uso topico

I test finora hanno dimostrato che il gel funziona con l’applicazione di una quantità minima e senza alcuna tossicità, poiché non viene praticamente rilevato nel flusso sanguigno. "Il grande vantaggio - ha sottolineato Maria Elena - è che l’approvazione dei farmaci topici tende ad essere molto più rapida, grazie alla minore possibilità di effetti collaterali avversi. Inoltre, il farmaco candidato ha già dimostrato di non generare alcun effetto collaterale rilevato, anche se iniettato in dosi elevate". Un altro aspetto vantaggioso è che possono utilizzarlo anche gli uomini che non possono assumere farmaci attualmente disponibili, perchè ipertesi o con diabete grave (il 30% di chi ha un problema di disfunzione erettile), a causa dei rischi e degli effetti collaterali che possono causare.

Nella fase preliminare di sperimentazione sugli animali, il composto è stato utilizzato su animali diabetici, ipertesi e anziani. "Lo abbiamo applicato e osservato un ottimo recupero della funzione erettile - ha detto la prof.ssa de Lima-. C'è da aspettarsi che il futuro farmaco colmi una lacuna attualmente lasciata dai farmaci esistenti sul mercato".

Il farmaco potrebbe curare il cancro alla prostata

Il prossimo passo dei ricercatori è avviare la fase 2 della sperimentazione che riguarderà uomini prostatectomizzati, cioè che hanno subito un intervento chirurgico per rimuovere la prostata, intervento che, nella stragrande maggioranza, porta a disfunzione erettile. In questa fase verranno testate le potenzialità del medicinale, confrontando l'effetto su soggetti sani con quelli sui soggetti prostatectomizzati. "Durante l'asportazione della prostata - ha spiegato Paulo Lacativa, CEO di Biozeus - vengono tagliate diverse terminazioni nervose. Per tale motivo, molti uomini scelgono di rimandare l'operazione, cosa che mette a repentaglio la cura dei tumori e di altre malattie che colpiscono l'organo". "Il farmaco - ha aggiunto -, se avrà successo, dovrebbe addirittura favorire la cura del cancro alla prostata". Nella fase successiva, la fase 3, i test verranno ampliati e potranno essere eseguiti negli ospedali. Solo dopo questo ultimo step il farmaco potrà essere validato come medicinale.

Il farmaco potrebbe curare la disfunzione sessuale femminile 

Nello studio di fase 1 è stata confermata anche la sicurezza dell'applicazione topica del farmaco nelle donne. Questi dati aprono la possibilità allo sviluppo di un farmaco che funzioni anche per il trattamento della disfunzione sessuale femminile. Secondo le stime, circa il 40% delle donne soffre di qualche tipo di disfunzione sessuale e molte di loro non trovano cure adeguate sul mercato. "L'aumento del flusso sanguigno locale e della vascolarizzazione è stato dimostrato in studi precedenti e potrebbe essere un'opportunità da esplorare da Biozeus nel prossimo futuro", ha concluso Paulo Lacativa.

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