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Come un respiro di Ferzan Ozpetek, la nostra recensione

Come un respiro è il terzo libro di Ferzan Ozpetek che con una scrittura elegante e attenta ci porta alla scoperta dell’animo umano

E' una domenica mattina quando improvvisamente alla porta di Sergio, in zona Testaccio, bussa una signora anziana che dice di chiamarsi Elsa e cerca sua sorella Adele che non vede da anni. Così ha inizio Come un respiro, l'ultimo libro di Ferzan Ozpetek che descrive le emozioni con l'occhio del regista e l'abilità di descrivere i sentimenti con delicatezza.

Come un respiro,-3

Le protagoniste sono due sorelle molto diverse ma nello stesso tempo molto unite a causa di un passato difficile e di un segreto che le ha segnate e allontanate.

Elsa, racconta di aver abitato molti anni prima in quella casa, ma non sa che Adele ha venduto l’appartamento a Sergio e Giovanna e si è trasferita.

Nonostante quella donna sia una perfetta sconosciuta, Sergio viene colpito dal suo sguardo magnetico che lo spinge a farla entrare.

Poco dopo arrivano anche Elena, Giulio, Leonardo e Annamaria, gli amici della coppia pronti a trascorrere la giornata insieme e la invitano a restare.

Elsa ha con sè un pacchetto con all'interno le lettere mai aperte rimandate al mittente, finalmente in quella casa si lascia andare ai ricordi svelando il terribile segreto che si porta dietro da anni.

La donna racconta il legame con sua sorella e come siano state sempre differenti, lei audace e solare pronta ad abbandonare l’Italia per raggiungere i suoi sogni e Adele timida e introversa. Proprio queste differenze sono state alla base dei loro problemi, dei loro conflitti in amore. Bugie e gelosie hanno distrutto un legame indissolubile fino a portarle a vivere due vite opposte e separate.

Il racconto di Elena porta il gruppo di ragazzi a riflettere, tutti hanno diritto ad avere dei segreti, ma nello stesso tempo i protagonisti sono spinti a guardarsi dentro, a fare i conti con i loro sentimenti e a scegliere tra la verità o una vita fatta di apparenze.

La storia carica di sentimenti, è raccontata con lo stile inconfondibile di Ozpetek che riesce a scavare con delicatezza nell'animo dei personaggi, cogliendo tutte le sfumature con l'occhio del regista. Grazie a lui il lettore si trova immerso nell'atmosfera e negli odori di Istanbul e di Roma.

L'abilità dell'autore sta nel soffermarsi e nell'analizzare ogni dettaglio che a molti può sembrare banale, ma che in realtà ha un significato centrale all'interno della trama.

Il libro, inoltre, è attraversato da un senso di malinconia, che nello stesso tempo richiama sensazioni uniche e piene di sentimenti, in un finale aperto che può essere deciso solo dal lettore.

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