Mercoledì, 2 Dicembre 2020
Fantasy
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Domani è un altro mondo?

“Ma che accadrà di tanto fantascientifico il 21 giugno?”
“Non cosa, ci tengo alla suspense, ma dove…”
“Dove?”
“Tiahuanaco, Bolivia… davanti alla Porta del Sole, sotto l’icona di Viracocha, il dio civilizzatore delle antiche popolazioni indigene del Sudamerica…”

AGHARTA è un libro appena uscito in cui l'ironia della sorte e il pandemonio culturale incrociano le lance. È il primo romanzo distopico di Orione Lambri, ambientato nel 2012 col mondo che si contorce nelle proprie contraddizioni e scosso da un annuncio che pare avverare l'Apocalisse maya, fino a quel momento buona giusto per i polpettoni hollywoodiani e i siti new age. Non è così diverso dal distopico oggi, che dopo i primi sei mesi d'inferno s'è sentito dire che c'è stato un errore e l'arrivo dell'Armageddon è previsto per il 21 giugno.

Che il 2020 sia l'annus horribilis non è una novità: la pandemia di Covid-19, tre mesi di quarantena, lutti, ospedali sotto assedio, mascherine per strada e nei negozi e la crisi economica come conseguenza che incombe dopo l'estate, ancor più minacciosa della, presunta, seconda ondata epidemica. Ci mancava la profezia apocalittica, in verità però un paio di meteoriti già hanno sfiorato il pianeta, troppo impegnato in sanificazioni, distanziamenti e terapie intensive per darsene più di tanto pensiero, e l'allineamento Saturno-Giove-Plutone-Marte incombe dai primi di marzo sulle nostre teste dopo circa settecentocinquant'anni, dai tempi della peste. E come allora anche oggi, che si mandano i satelliti su Marte e si fanno gli aperitivi in meet, è un fiorire di astrologi e predicatori, teorie strampalate e scienziati dell'azzeccagarbugli che si accapigliano in interminabili dirette tv e sui social postribolari. Già ad agosto 2019, il quattordicenne astrologo indiano Abhigya Anand aveva annunciato un periodo di sciagure sanitarie per tutto il mondo, coincidente con l'allineamento astrale, che avrebbe mollato la presa il 5 settembre e sarebbe stato l'antipasto di un'altra serie di iatture in arrivo tra la fine dell'anno e l'autunno del '21. Colpa della cattiveria umana contro Madre Terra, secondo Anand, oltre che delle stelle: animali uccisi senza pietà, spreco del cibo prodotto su scala industriale, consumismo, poca cura per l'agricoltura e gli allevamenti biologici e naturali. L'essere umano e il suo karma si sono indeboliti, il virus ha gioco facile. Nel 2008 Sylvie Brown, scrittrice e medium americana morta nel 2013, scriveva che “entro il 2020 diventerà prassi indossare in pubblico mascherine chirurgiche e guanti di gomma a causa di una epidemia di una grave malattia simile alla polmonite, che attaccherà sia i polmoni sia i canali bronchiali e che sarà refrattaria a ogni tipo di cura. Tale patologia sarà particolarmente sconcertante perché, dopo aver provocato un inverno di panico assoluto, quasi in maniera più sconcertante della malattia stessa improvvisamente svanirà con la stessa velocità con cui è arrivata, tornerà all’attacco nuovamente dopo dieci anni, e poi scomparirà completamente.”

Come stupirsi dunque dell'evergreen ripescato dal tweet di un presunto professore su Twitter e finito a tempo di record nel frullatore mediatico: dopo sei mesi così l'Apocalisse Maya è una camomilla. Non doveva arrivare il 21 dicembre 2012? Macché, secondo la rilettura in rete, a partire da quel famoso tweet (poi rimosso), l'appuntamento con l'Armageddon è il 21 giugno 2020, domani. Colpa di un errore di lettura del calendario gregoriano, introdotto nel 1582 in sostituzione di quello giuliano, e di cui si sarebbero «persi» undici giorni l’anno, otto anni di scarto. Tutte balle e la solita bufala, secondo i tristi razionalisti, e comunque la fine del calendario Maya non è la fine del mondo, quando termina il lungo ciclo si ricomincia. Come il ciclo della vita, al di là del nostro ego, che si ripete serenamente anche quando termina il calendario individuale: forse ha ragione Jane Stuart Mill, la protagonista di AGHARTA, “le coincidenze non esistono” e tutta questa sequenza di rogne potrebbe anche insegnarci qualcosa. Sta a noi.

“La verità è che siete padrone e padroni del vostro tempo, che vi hanno sequestrato da millenni con la scusa di Dio, della morte e dell’inferno. La morte non esiste, l’inferno è dentro di voi e Dio è la scusa per rubarvi la libertà… la felicità è Dio, una risata è Dio, l’amicizia è Dio, l’orgasmo è Dio, l’amore è Dio… voi siete Dio…”.

Orione Lambri è un pubblicitario bolognese, co-fondatore e direttore creativo dello studio “Lance Libere”; AGHARTA è il suo primo romanzo.

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