Mercoledì, 2 Dicembre 2020
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Fiori sopra l’inferno di Ilaria Tuti, la nostra recensione

Fiori sopra l'inferno è il libro d’esordio di Ilaria Tuti, che con una scrittura elegante, matura e in alcuni tratti ironica, ci porta nella mente dell’assassino

Inverno, neve e freddo è questa l’ambientazione ricreata da Ilaria Tuti nel libro Fiori sopra l’inferno. L'atmosfera gelida viene trasmessa al lettore grazie alla trama ben scritta e ricca di colpi di scena.

Siamo nel bosco di Travenì un paese immaginario contestualizzato sullo sfondo delle Dolomiti. Sull’erba coperta di neve viene ritrovato un cadavere. I colori decisi del corpo contrastano con il candore che lo circonda. Sembra un quadro lasciato lì per per essere ammirato da coloro che lo hanno ritrovato.

A condurre il caso è Teresa Battaglia, commissario e profiling che deve analizzare l’animo umano. E’ una donna forte in grado di scopriree ogni aspetto della persona che ha davanti. Non ha paura di inoltrarsi nella parte più nascosta dell'uomo. Abile nel suo lavoro, anche con la prova più insignificante diventa per lei un indizio per scoprire l’assassino.

Il commissario sa di avere davanti a lei un assassino atipico. Sembra che a compiere il delitto siano state due persone del tutto differenti. Una sembra lucida, metodica che ha pensato ad ogni passo, per restituire integro il corpo. L’altra, invece, è disorganizzata e ha rischiato di essere scoperta uccidendo un uomo vicino alla strada.

Anche se il caso è complicato Teresa non si arrende, con la collaborazione del giovane ispettore Massimo Marini, inizia a domandarsi il perché di un simile assassino. Questa non è l’unica domanda che si pone, a questa ne seguono altrre, che si riferiscono soprattutto al passato.

La storia raccontata da Ilaria Tuti è ben strutturata, ci sono colpi di scena e momenti di tensione ben distribuiti, senza mai annoiare, ma lasciando il lettore sempre in tensione. Il merito va anche all’ambientazione che permette di entrare in un clima sospeso e i personaggi ben delineati con i loro caratteri e debolezze ben visibili.

Tutto è accompagnato da una penna decisa quando serve, senza dimenticare un pizzico di ironia, ma regalando un continuo senso di tensione che accompagnerà il lettore fino alla fine con uno stile elegante e maturo, che ha il pregio di non far intuire l’assassino fino alla fine.

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