Lunedì, 27 Settembre 2021

L’agroalimentare italiano fa molti più profitti all’estero che in Italia

Moda, arredamento e cibo sono le 3 produzioni più apprezzate dell’Italia nel mondo ed i dati che la società di spedizioni DHL ha raccolto in tema di export dei prodotti alimentari confermano che l’Italia è un po’ la cucina del mondo.

Il valore dell’export di cibo italiano è cresciuto dell’83,8% in 10 anni, tra 2004 e 2014, il doppio di quanto è successo sul territorio italiano (+46,1%). Nel 2015, grazie anche all’intenso sviluppo delle esportazioni, il settore dell’agroalimentare è cresciuto del 4,6%: una velocità decisamente superiore rispetto all’economia italiana. Un trend confermato anche per il 2016, come attesta la crescita delle spedizioni in quest’ambito effettuate da DHL Global Forwarding, aumentate di oltre il 20%.

Ogni anno 1,2 miliardi di persone acquistano un prodotto agroalimentare italiano e 750 milioni sono consumatori fidelizzati. L’Europa rimane il primo mercato per l’export italiano (con Germania e Francia in testa), mentre gli Usa sono il primo mercato extraeuropeo. Rispetto agli scorsi anni, però, sono i paesi emergenti e con le economie più dinamiche, soprattutto quelli asiatici e dell’Est Europa, a produrre tassi di crescita maggiori delle esportazioni di prodotti Made in Italy. In particolare: Taiwan, con un +25% di prodotti alimentari italiani in entrata, a cui seguono Corea del Sud (+20,2%), Israele (+15%), Croazia (+14,6%), Singapore. Infine la Cina, il cui gradimento verso il Made in Italy alimentare ritorna al +9,9%.

L’80% dell’export italiano è rappresentato da marchi industriali di prestigio e da prodotti a denominazione protetta (Dop, Igp). DHL Global Forwarding,, ha rilevato in particolare che ogni anno 30.000 tonnellate di frutta da nocciolo, ossia pesche e ciliegie, vengono esportate negli Emirati Arabi; il gelato “surgelato” va anche ad Hong Kong (a giugno 2016 DHL ha spedito laggiù oltre 10 tonnellate mentre in tutto il 2015 dall’Italia ne erano state spedite 20 tonnellate); oltre 150 tonnellate di castagne cuneensi (15% circa della produzione italiana) viaggiano alla volta di USA e Canada; oltre 500 container (10.000 tonnellate) di mele del Trentino volano verso Emirati Arabi e Senegal; dalla Sicilia partono oltre 2.000 tonnellate di succo di agrumi surgelato, verso Giappone, USA, Australia, Cina; dalla Campania viaggiano  circa 1.000 tonnellate  di mozzarella verso Cina, Giappone e Emirati Arabi.
 

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