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Lunedì, 27 Maggio 2024
Asso di denari

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A cura di Carlo Sala

Nel primo trimestre 2016, 107 milioni di mancati pagamenti per assegni ‘cabrio’

Bancomat e carte stanno soppiantando il ricorso agli assegni, ma questi ultimi restano una soluzione molto praticata per non pagare davvero: molti assegni, infatti, continuano ad essere piazzati spesso a vuoto (in gergo sono definiti assegni ‘cabriolet’ proprio perché scoperti), senza quindi possibilità di incasso della cifra.

Nel primo trimestre 2016 gli assegni scoperti sono stati quasi 28mila (pari a una media di 311 al giorno) secondo i dati di Unioncamere-Infocamere relative ai protesti cui i mancati pagamenti danno luogo. Rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, comunque, ne sono stati emessi circa 10mila in meno.

Le cifre non saldate ammontano a 107,756 milioni di euro, ma un paio di anni fa erano praticamente il doppio: 207 milioni.

Gli assegni ‘cabriolet’ sono diffusi anzitutto nel Lazio, con Roma in prima fila: tra gennaio e marzo ne sono stati emessi oltre 8.000. Sul podio, in seconda e terza posizione, seguono Lombardia (circa 7.000) e Campania (2.400 circa). A Roma, Milano e Napoli gli assegni scoperti sono stati rispettivamente 7.405, 6.058 e 2.4. Gorizia agli antipodi vanta invece la massima affidabilità per i pagamenti tramite assegno: nel primo trimestre 2016 soltanto uno è risultato scoperto; a livello regionale il primato di affidabilità spetta invece alla Valle d’Aosta (11 assegni scoperti in tutto).

Le cambiali protestate seguono un andamento simile a quello degli assegni scoperti, il podio delle Regioni dove sono più frequenti è lo stesso, anche se in questa ‘specialità’ a primeggiare è la Campania (18.758) davanti a Lombardia (17.203) e Lazio (14.840).

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