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Venerdì, 28 Gennaio 2022

Aumento record delle denunce di estorsione

L’Ufficio studi della Cgia di Mestre segnala un incremento delle estorsioni denunciate tra il 2010 e il 2015 e lamenta, in parallelo, una diminuzione della liquidità fornita alle imprese dai canali ufficiali e legali.

In 5 anni le denunce per estorsione sono aumentate del 64,2%, da 5.992 a 9.839. Gli incrementi più significativi si sono registrati nelle Regioni del Nordest: nel Trentino Alto Adige l’aumento è stato del 188% (equivalente in valore assoluto a 94 denunce in più), in Emilia Romagna del 172,8% (+501 in termini assoluti) e in Friuli Venezia Giulia del 125,4% (cioè 79 denunce in più).

La Regione col più alto numero di denunce è la Lombardia che nel 2015 ne ha registrate 1.336. Al secondo posto si piazza la Campania, con 1.277, e al terzo il Lazio, con 916.

L’estorsione organizzata in Italia fattura tra i 2,7 e i 7,7 miliardi di euro all’anno, secondo i dati di Transcrime. Pur essendo molto contenute (nel 2015 le segnalazioni sono state solo 375), non è da sottovalutare neppure il fenomeno dell’usura.

I prestiti bancari alle imprese sono calati del 15,3% tra il giugno 2011 e il giugno 2017, società non finanziarie e famiglie produttrici hanno avuto accesso a 153,5 miliardi di euro di finanziamenti in meno. E questo, fa osservare la Cgia, ha indotto il mondo produttivo a rivolgersi ad altri canali, anche illegali, di finanziamento. «Oltre al perdurare della crisi e la conseguente stretta creditizia, sono soprattutto le scadenze fiscali o la necessità di fronteggiare piccoli imprevisti di spesa a spingere molte micro aziende nella morsa degli usurai, spesso per importi molto contenuti che non superano qualche migliaio di euro» ha spiegato il segretario Cgia Renato Mason.

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