Venerdì, 12 Luglio 2024
Asso di denari

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A cura di Carlo Sala

Auto e moto, un affare da 71,6 miliardi di euro... per il fisco

Il settore dell’automotive (auto, motoveicoli e professional) vale per il fisco 71,6 miliardi di euro, secondo un’analisi della Cgia di Mestre. Si tratta di una cifra più che doppia rispetto al gettito versato dalle imprese con l’Irap (30,4 miliardi di euro) e 20 volte superiore a quanto hanno pagato fino l’anno scorso i proprietari di prima casa con la Tasi (3,5 miliardi di euro). 

In Italia girano oltre 37 milioni di auto e 6,8 milioni di moto sui quali il prelievo fiscale è aumentato dell’8% (5,3 miliardi di euro) dal 2009, (+8 per cento), sebbene ci sia stato un crollo delle vendite e gli italiani, a seguito della difficoltà economica registrata in questo periodo, abbiano circolato di meno.

Il 51,7% del gettito fiscale su auto e moto dipende dal carburante: Iva e accise nel 2014 hanno fruttato 37 miliardi. Nel complesso, secondo l’elaborazione dell’Ufficio studi della Cgia su dati Anfia (Associazione nazionale filiera industria automobilistica), quasi l’82% dei 71,6 miliardi di euro di tasse prelevate dall’automotive è riconducibile all’utilizzo del parco circolante, il 9,5% all’acquisto e l’8,5% alla tassa di possesso.

Il bollo auto ha garantito alle Regioni 6,1 miliardi, mentre la crisi delle vendite ha fatto scendere a 5,4 miliardi di euro l’Iva incassata dall’erario sugli acquisti di auto e moto. E sebbene le Province abbiano chiuso i battenti, l’imposta provinciale di trascrizione è aumentata del 16,1%, toccando la quota di 1,3 miliardi.

Il gettito fiscale relativo ai pedaggi ha raggiunto 1,8 miliardi (+46,5% rispetto al 2009) nonostante la crisi abbia diminuito l’utilizzo di auto e moto. Le imposte sull’Rc auto hanno toccato quota 4,2 miliardi, quelle sui lubrificanti, infine, hanno pesato per poco più di 900 milioni.
 

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