Martedì, 27 Luglio 2021

Come ridurre il peso delle tasse locali col baratto amministrativo

Anziché foraggiare le autorità pubbliche e confidare che facciano cose utili per la collettività, si possono realizzare quelle stessa cose da sé e tenersi in tasca i propri averi. Per quanto suoni strana in un Paese in cui tutto ciò che non è pubblico viene demonizzato questa possibilità esiste ed è riconosciuta anche in Italia, seppure solo limitatamente

Il baratto amministrativo consente di evitare l’intervento pubblico, sia in termini di realizzazione di opere che di riscossione di tasse a giustificazione delle quali viene adotto lo sforzo che l’autorità pubblico deve sostenere per eseguire opere di intervento collettivo. E’ previsto dall’articolo 24 della legge n.164 del 2014 che riguarda “Misure di agevolazione della partecipazione delle comunità locali in materia di tutela e valorizzazione del territorio”.

Il baratto amministrativo è demandato ai Comuni, che possono definire, con apposita delibera, criteri e condizioni in base a cui determinati cittadini possono proporre e mettere in atto interventi di pubblica utilità per sgravarsi degli oneri tributari che non riescono a corrispondere alla stessa amministrazione. I Comuni si sono finora dimostrati però piuttosto renitenti a concedere il baratto amministrativo che resta uno strumento poco diffuso proprio perché pochi Comuni hanno disciplinato questa possibilità.

Il baratto amministrativo può essere richiesto solo da chi è in difficoltà economiche comprovate. Chi versa in tali condizioni può presentare al Comune di appartenenza progetti tesi a fornire un servizio di pubblica utilità alternativo, sostitutivo o integrativo a quelli forniti dalla stessa amministrazione, e specificatamente:

  • interventi di pulizia;
  • interventi di manutenzione;
  • interventi di abbellimento di aree verdi, piazze, strade;
  • interventi di decoro urbano;
  • interventi di recupero e riuso di aree e immobili inutilizzati (purché abbiano una finalità di interesse generale);
  • interventi di valorizzazione di una limitata zona del territorio urbano o extraurbano.

Elencare con precisione i requisiti che permettono ai cittadini (singoli o associati) di ottenerlo non è facile, anche perché ogni singola amministrazione può deliberare in completa autonomia, definendo i criteri e le condizioni che ritiene più consoni e convenienti. Per darvi comunque un’idea di cosa occorre documentare, ci rifacciamo agli esempi di due Comuni italiani che hanno concesso ai loro cittadini la possibilità di ottenere il baratto amministrativo.

In caso di baratto amministrativo si può avere l’esenzione dai tributi locali (quali Tasi, Imu, Tari e via elencando) o almeno una riduzione dell’importo da pagare. L’esenzione (o la riduzione) viene concessa per un periodo di tempo limitato e definito, commisurata all’entità del lavoro svolto dal cittadino (o dai cittadini) e all’ammontare del debito contratto con il Comune.

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