Domenica, 1 Agosto 2021

Novità per i buoni pasto: se ne potranno usare fino a 8 per volta

Novità in arrivo per i buoni pasto, a partire dal 10 settembre. Ecco cosa cambierà in base al decreto del Ministero dello Sviluppo Economico pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

I buoni pasto potranno essere usati in numero massimo di 8 per una singola spesa (cade quindi il divieto di usarne uno solo alla volta) e consentiranno di pagare soltanto l’acquisto o il consumo di generi alimentari. Il valore dei buoni pasto include l’Iva prevista per le somministrazioni al pubblico di alimenti e bevande, ma chi paga con buoni pasto non può ottenere l’eventuale resto in contanti.

I buoni pasto potranno essere stati anche in agriturismi, mercati e mercatini, spacci e ittiturismi e non più soltanto in supermercati, bar e pizzerie. Possono essere utilizzati soltanto nelle giornate di lavoro (di chi utilizza il buono pasto) e in esercizi convenzionati (che di solito espongono una targa all’ingresso).

I buoni pasto spettano al lavoratore e non possono essere ceduti ad altri, neanche al coniuge che vada a fare la spesa per la famiglia. Per ottenerli si deve avere un contratto di lavoro, anche part-time nel caso in cui  svolgano attività durante un orario di lavoro che copre la fascia di un pasto e la distanza tra l’abitazione e il luogo di lavoro renda impossibile consumare il pasto a casa propria.

I buoni pasto possono essere sia cartacei che elettronici e sono deducibili entro limiti precisi, a seconda che si tratti di un tipo o dell’altro: per quelli in formato cartaceo l’importo massimo non soggetto a tassazione e contribuzione è di 5,29 euro, per quelli elettronici arriva a 7 euro, che equivalgono a 400 euro di reddito annuale in più da utilizzare per il servizio di mensa o per la spesa alimentare. L’Iva al 4% sui buoni elettronici (ma non su queli cartecei) è interamente detraibile da parte dell’azienda che li fornisce ai propri dipendenti, mentre liberi professionisti, aziende, titolari d’azienda e soci, possono detrarre invece l’Iva al 10% e il 75% delle spese per un importo massimo pari al 2% del fatturato; le persone giuridiche possono detrarre al 100% dall’Ires l’importo dei buoni pasto sia elettronici che cartacei.

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