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Mercoledì, 8 Febbraio 2023
Asso di denari

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A cura di Carlo Sala

Cartella dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione? Ci sono 2 mesi per pagarla, rateizzarla o contestarla

Avere debiti e trovarsi in difficoltà a saldarli non è mai un’esperienza piacevole, ma ricevere  cosa succede e cosa si può fare se non si riescono a pagare i debiti con Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Per pagare le cartelle di Agenzia delle Entrate-Riscossione ci sono 60 giorni di tempo che decorrono da quando viene notificata la cartella esattoriale (nel caso in cui non si sia a casa, si sia rifiutata la notifica o altra persona presente in casa non abbia ritirato la notifica, la cartella viene depositata presso la Casa comunale o presso un ufficio postale e viene lasciato avviso per il ritiro al debitore, che ha 10 giorni di tempo per ritirare il documento dopo i quali la cartella si considera comunque consegnata e inizia il conteggio dei 60 giorni). In questi 2 mesi oltre a trovare il denaro necessario per pagare il debito, si possono percorrere 2 vie alternative: richiedere la rateizzazione del debito o richiedere la sospensione o l’annullamento del debito.

Una cartella da pagare può essere rateizzata in 72 rate (al massimo) e si può scegliere tra rate costanti e rate via via più pesanti (quest’ultima via è pensata soprattutto per chi pensi che col tempo le proprie disponibilità migliorino rispetto al momento della notifica). Per debiti fino a 60.000 euro si può richiedere la rateizzazione senza dover allegare alcun documento, oltre i 60.000 euro alla richiesta deve essere allegato l’Isee, per dimostrare la necessità di rateizzare il pagamento. La rateizzazione va chiesta tramite raccomandata da inviare ad Agenzia delle Entrate-Riscossione o presso uno degli sportelli delle stessa Agenzia delle Entrate-Riscossione; solo per debiti fino a 60.000 euro può essere chiesta anche online, sul sito dell’Agenzia.

La rateizzazione eventualmente richiesta può essere prorogata e riscadenzata quindi nel tempo, se le proprie condizioni economiche peggiorano nel frattempo. Alla domanda di proroga vanno allegati i documenti che dimostrano il proprio stato di difficoltà (l’Isee, certificati di nascita dei figli, documenti che dimostrino la perdita del posto di lavoro, ecc.). A seconda del tipo di proroga richiesta si possono pagare rate costanti oppure crescenti.

Esiste anche un piano di rateizzazione straordinario in 120 rate (al massimo) cui si può ricorrere quando non si abbiano risorse sufficienti per pagare il debito secondo il piano ordinario e anche quando è già stata chiesta una proroga della rateizzazione originaria.

I piani di rateizzazione decadono se non vengono pagate 5 rate, anche non consecutive.

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