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Sabato, 4 Febbraio 2023
Asso di denari

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A cura di Carlo Sala

I passi da compiere quando si apre una partita Iva

Mettersi in proprio è un modo per crearsi lavoro, ma comporta anche l’apertura di una partita Iva, un passo da compiere con la dovuta attenzione. Per aprire una partita Iva occorre prestare attenzione all’attività svolta, quindi ai codici Ateco, la classificazione delle attività economiche adottata dall’Istat, che assegna un codice proprio (sul sito dell’Agenzia delle Entrate si trova l’elenco completo) alle varie attività.

Il costo dell’apertura di una partita Iva dipende dall’attività svolta ed è pari a 0 nel caso si sia liberi professionisti e si proceda autonomamente con le aperture presso Agenzia delle Entrate e Inps. Ove si avvii una ditta individuale, bisogna iscriverla alla Camera di Commercio, pagando i diritti camerali (bollo e segreteria).

Chi apre una partita Iva da libero professionista deve dichiarare l’avvio della propria attività all’Agenzia delle Entrate, tramite modello AA9 da consegnare direttamente all’Agenzia stessa, ed iscriversi alla Gestione Separata Inps (a meno che per la professione esercitata esista un apposito ente previdenziale).

Chi apre una partita Iva per una ditta individuale deve iscriversi al Registro delle Imprese, tenuto nelle Camere di Commercio, oltre a dichiarare l’avvio dell’attività. Nel 2010, per semplificare le operazioni di avvio delle attività, è stato predisposta la Comunicazione Unica che consente di richiedere il codice fiscale e la partita Iva; aprire la posizione assicurativa presso l’Inail; chiedere l’iscrizione all’Inps dei dipendenti o dei lavoratori autonomi; chiedere l’iscrizione al Registro delle Imprese tenuto dalle Camere di Commercio. La Comunicazione Unica può essere inviata solo online tramite i software messi a disposizione dalle Camere di Commercio.
 

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