Sabato, 24 Luglio 2021

Comprare casa richiede sempre meno stipendio

Sulla base di dati raccolti dalle agenzie Tecnocasa e Tecnorete nelle maggiori città italiane a dicembre del 2015 risulta che l’acquisto di una casa si sta facendo di anno in anno sempre meno oneroso.

In termini di annualità di stipendio occorrenti per l’acquisto, secondo l'ufficio studi del Gruppo Tecnocasa, in media in Italia servono attualmente 6,3 annualità di stipendio, contro le 6,6 necessarie nel 2014 e le 10 del 2005 (lo studio ha tenuto conto del prezzo al metro quadro di un immobile medio usato di 85 metri quadri e ha preso come riferimento per le annualità di stipendio i dati Istat relativi alla retribuzione di lavoro dipendente  a tempo pieno; si è inoltre ipotizzato che il reddito fosse destinato interamente all’acquisto dell’abitazione).

Tra le grandi città, quelle in cui l’acquisto della casa è divenuto più conveniente vedono al primo posto Bologna, dove in un anno è stato registrato un calo di 0,6 annualità e dove l’acquisto costa mediamente 5,9 annualità di stipendio. Alla sue spalle si colloca Verona, dove c’è stata una diminuzione di 0,2 annualità che ha portato a 4,5 volte lo stipendio di un anno il costo medio dell’acquisto immobiliare. Invariata Firenze, dove comprare casa continua a richiedere un impegno pari a 8,5 annualità di stipendio, Milano ha registrato un incremento di 0,1, che portano a 9,1 annualità di stipendio l’esborso medio occorrente per comprare casa. La città più cara dove comprare casa resta però Roma, con 10,6 annualità, mentre Palermo e Genova risultano le città più convenienti, con prezzi medi pari rispettivamente a 4 e 4,2 annualità.

Rispetto al 2005, nel 2015 comprare casa costava comunque meno in tutte le grandi città italiane: se Napoli e Bologna sono le città in cui si sono avute le variazioni più consistenti, rispettivamente con 5,3 e 5 annualità in meno, anche Milano in 10 anni ha visto un calo di 4,4 annualità. Firenze resta in linea con il calo medio a livello nazionale (-3,7), alle sue spalle Roma, Bari e Genova hanno fatto registrare risparmi per gli acquirenti pari a 3,6 (la capitale) e 3,5 (le altre due) annualità, mentre Palermo è la città che in cui il risparmio sull’acquisto è cresciuto in misura minore (-2 annualità).

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