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Domenica, 21 Aprile 2024
Asso di denari

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A cura di Carlo Sala

Come funziona il congedo parentale

Oltre che del congedo maternità obbligatorio, chi ha un figlio e svolge un lavoro dipendente può beneficiare anche del congedo parentale. Il congedo parentale vale per padri e madri di figli fino a 12 anni di età e può essere goduto anche in simultanea dai 2 genitori. Nel caso di affidamento o adozione, i 12 anni durante i quali si può godere del congedo parentale decorrono dal momento in cui il figlio viene affidato o adottato (quale che sia la sua età) ma scadono comunque al compimento del 18esimo anno del figlio stesso.

Nel dettaglio: 

  • la madre può astenersi per un periodo, continuativo o frazionato, fino a 6 mesi;
  • il padre può astenersi per un periodo, continuativo o frazionato, fino a 7 mesi;
  • padre e madre insieme possono astenersi per un periodo complessivo di 10 mesi (se il padre si astiene per almeno 3 mesi, il periodo di astensione combinato concesso ai genitori sale a 11 mesi);
  • un genitore solo (padre o madre che sia) può astenersi per un periodo, continuativo o frazionato, fino a 10 mesi.

In tutti i casi in cui il congedo è riconosciuto al di fuori di un rapporto di lavoro dipendente esso può durare un massimo di 3 mesi entro il primo anno di vita del bambino e in caso di adozione o affidamento si considera il termine massimo di 3 mesi entro il primo anno di ingresso in famiglia. Se si hanno più figli, il diritto di congedo spetta per ciascuno di questi.

Il congedo parentale s’interrompe automaticamente se si perde il lavoro all’inizio o durante il periodo di congedo. Oltre che da chi svolge lavoro dipendente, il congedo parentale può essere usufruito dai/dalle professionisti/e iscritti/e alla gestione separata Inps e privi/e di cassa previdenziale privata e dai lavoratori/lavoratrici a progetto o parasubordinati/e (chi svolge lavoro a progetto può godere del congedo parentale se ha versato almeno 3 mesi di contributi nei 12 mesi considerati per la determinazione dell’assegno di congedo, se il rapporto di lavoro è ancora in corso al momento del congedo e se l’astensione dal lavoro è effettiva). Anche alle lavoratrici autonome (artigiane, commercianti ecc.) spetta un periodo di maternità facoltativa, mentre i lavoratori autonomi invece sono esclusi da questo beneficio(per richiedere la maternità facoltativa è necessario aver versato i contributi per il mese precedente a quello in cui ha inizio il periodo di congedo e astenersi effettivamente dal lavoro).

Il congedo parentale comporta una decurtazione della retribuzione: il giorno di permesso per congedo parentale viene pagato il 30% dello stipendio se goduto nei primi 6 anni di vita del bambino mentre quello preso nel periodo che va dai 6 agli 8 anni di età del figlio sono retribuiti al 30%, solo se il reddito del richiedente è pari ad almeno 2,5 volte l'importo del trattamento minimo di pensione. Per congedo parentale per figli da 8 a 12 anni non è prevista alcuna retribuzione. 

Il congedo parentale può essere preso anche per alcune ore al giorno: secondo la circolare 40 dell’Inps è possibile prendere al massimo mezza giornata (altrimenti occorre chiedere la giornata intera) e non è possibile cumulare la fruizione del congedo orario con altri permessi e riposi.

Esistono alternative al congedo parentale: anzitutto i permessi di allattamento, che consentono di godere di 2 ore (per le lavoratrici impiegate per almeno 6 ore) o 1 ora al giorno (per chi segue un orario ridotto) fino al compimento del primo anno di età del figlio, senza alcuna decurtazione della retribuzione; ci sono poi i voucher baby sitter o asilo nido, che consistono in rimborso spese fino a 600 euro al mese per i costi della retta dell'asilo o del servizio baby-sitting e possono essere usufruiti per 6 mesi dalla lavoratrice dipendente e per 3 mesi da quella autonoma. Ancora, in alternativa alla richiesta del congedo parentale, in base al decreto legislativo 81/2015 i genitori possono ottenere la trasformazione del contratto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale, con riduzione dell’orario di lavoro fino ad un massimo del 50% (il datore di lavoro è tenuto alla trasformazione del contratto entro 15 giorni dalla richiesta del dipendente, il lavoratore/la lavoratrice può fruire di questa opportunità solo una volta).

L’indennità di congedo parentale è anticipata dal datore di lavoro per i dipendenti, mentre per gli/le iscritti/e alla gestione separata, le lavoratrici autonome, i lavoratori stagionali a termine, i dipendenti agricoli con contratto a tempo determinato, i lavoratori dello spettacolo a tempo determinato, è previsto il pagamento diretto da parte dell’Inps.

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