Giovedì, 16 Settembre 2021

Gli errori da evitare quando si contesta una multa

La contestazione di una multa non è di per sé un’operazione dall’esito scontato, perché la contestazione può essere accolta oppure respinta. Ma per avere maggiori chance di ottenere successo ci sono sicuramente errori da evitare.

Occorre presentare la contestazione per tempo, cioè entro 30 giorni dalla ricezione delle multa se ci si rivolge al Giudice di Pace ed entro 60 se ci si rivolge al Prefetto (i 60 giorni valgono anche per ricorso al Giudice di Pace per chi abbia la residenza all’estero). Se la multa viene ritirata in posta, nel caso in cui Poste Italiane o l’ufficiale giudiziario si sono presentati al destinatario della multa senza trovarlo, si verifica la così detta “compiuta giacenza” e i termini decorrono dal momento in cui la multa rimane in attesa di ritiro presso l’ufficio postale non da quello in cui effettivamente la si ritira. Ove invece la multa non sia mai stata notificata (perché spedita all’indirizzo sbagliato, ad esempio) la contestazione giorni sarà possibile in un momento successivo, normalmente quello in cui si riceve la cartella esattoriale di Equitalia: impugnando la cartella si dovrà evidenziare di non aver mai ricevuto la multa.

Se si vuole contestare una multa non la si deve pagare perché il pagamento, con l’incentivo dello sconto del 30% se si salda entro 5 giorni dalla multa stessa, equivale ad accettazione della regolarità della sanzione che si è ricevuta.

La busta verde della notifica della sanzione va allegata al ricorso altrimenti il ricorso stesso non è valido. Buttarla o perderla obbliga a richiedere all’ufficio postale territorialmente competente un duplicato della busta o un’attestazione alternativa con il numero della raccomandata.

Il ricorso deve essere compilato correttamente e occorre anzitutto verificare che nell’atto di accertamento manchi uno o più dei seguenti elementi:

- giorno, ora e località della violazione;
- generalità e residenza del conducente del veicolo nonché, eventualmente, indicazione del proprietario del veicolo o di altro soggetto responsabile in solido;
- estremi della patente di guida, del tipo del veicolo e della targa;
- descrizione del fatto;
- norma di cui è stata contestata la violazione;
- eventuali dichiarazioni di cui il trasgressore abbia chiesto l’inserzione nel verbale redatto quando è stata comminata la multa;
- modalità per il pagamento in misura ridotta;
- la somma da pagare, i termini per pagare, l’ufficio presso cui pagare e il numero di conto corrente postale o bancario che può essere usato;
- indicazione dell’autorità competente se si intenda fare ricorso;
- indicazione del nominativo degli agenti accertatori, (o del responsabile del procedimento);
- decurtazione dei punti dalla patente (se si applica tale decurtazione).
 

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