Giovedì, 29 Luglio 2021

Cosa succede in caso di pignoramento per valori eccessivi o insufficienti o con più creditori

Il pignoramento è sostanzialmente un esproprio per via giudiziaria di beni di un debitore che non ha potuto o voluto pagare e attraverso il quale il creditore viene soddisfatto. Ma possono esserci casi particolari che richiedono soluzioni apposite. Di seguito una breve rassegna.

L’ufficiale giudiziario può chiedere altri beni da pignorare oltre quelli che abbia trovato quando si è presentato dal debitore per il pignoramento, a patto ovviamente che i beni trovati non siano sufficienti rispetto al credito per cui si agisce (aumentato delle spese della procedura). In questo caso, deve fare richiesta al debitore di indicargli altri beni che possano essere pignorati e il luogo ove si trovino (precisando se si trovino presso terzi). La richiesta dell’ufficiale giudiziario e la risposta fornita dal debitore (come pure ogni altra sua dichiarazione resa durante l’accesso per pignoramento), viene dato atto nel verbale che l’ufficiale giudiziario deve redigere.

Il debitore può chiedere una riduzione del pignoramento eccessivo, cioè applicato a beni che abbiano un valore complessivo superiore a quella del credito e delle spese della procedura. In tale caso il debitore deve presentare un’istanza al giudice incaricato della procedura, che può rilevare l’eccesso dei beni pignorati anche d’ufficio, cioè in assenza di istanza del debitote. In entrambi i casi, sentiti i creditori, il giudice può ridurre il pignoramento applicandolo solo ai beni sufficienti a coprire il credito per cui si agisce.

Più creditori possono agire sullo stesso bene con un solo pignoramento o unirsi al pignoramento di un bene già pignorato da altro creditore. Insomma, l’esistenza di un pignoramento su un bene non esclude che lo stesso possa essere di nuovo pignorato.

Possono essere pignorati anche beni non in possesso del debitore ma di sua proprietà, come i diritti di credito vantati verso terzi (ad esempio canoni o affitti per locazioni, somme dovute al debitore da altri soggetti per qualsiasi motivo e i conti correnti bancari o postali o i depositi esistenti a nome del debitore). In questo caso, l’atto di pignoramento e la citazione all’udienza per l’assegnazione o la vendita dei beni vanno resi noti anche al terzo, il quale è chiamato a dichiarare, con raccomandata o p.e.c., di quali beni o crediti del debitore è titolare, indicando scadenza o termine per la consegna ed individuando eventuali sequestri sugli stessi di cui sia già a conoscenza, o cessioni del credito che gli siano già state notificate.

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