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Lunedì, 29 Novembre 2021

Cosa può essere oggetto di pignoramento (e in quali casi)

Esistono alcuni beni che la legge esclude dal pignoramento e quindi dalla possibilità di essere espropriati per soddisfare un creditore del titolare di quegli stessi beni che non abbia avuto quello che gli spetta. Il codice di procedura civile specifica i beni che non possono essere assolutamente pignorati e quelli che possono invece essere pignorati solo in precise circostanze. 

I beni che non sono mai pignorabili sono:
- gli oggetti sacri che servono all’esercizio del culto; 
- gli oggetti indispensabili per la vita del debitore o della sua famiglia, di diritto o di fatto: l’anello nuziale, i vestiti, la biancheria, i letti, i tavoli per la consumazione dei pasti con le relative sedie, gli armadi guardaroba, i cassettoni, il frigorifero, le stufe ed i fornelli di cucina, (anche se a gas o elettrici), la lavatrice, gli utensili di casa e di cucina ed un mobile idoneo a contenerli (sono però pignorabili i mobili di rilevante valore economico, tranne i letti); 
- gli alimenti e i materiali combustibili necessari per un mese al mantenimento del debitore e delle altre persone della sua famiglia con lui conviventi; 
- le armi e gli oggetti che il debitore ha l’obbligo di conservare per l’adempimento di un pubblico servizio; 
- le decorazioni al valore, le lettere, i registri e in generale gli scritti di famiglia e i manoscritti (se però si tratta di oggetti di una collezione il pignoramento è ammesso);
- i crediti relativi a sussidi di grazia o di sostentamento a persone povere, o a chi versa in stato di maternità o malattiei.

I beni pignorabili in determinate circostanze e secondo certi limiti sono:
- gli oggetti che il proprietario di un fondo tiene per la coltivazione, che possono essere pignorati separatamente dall’immobile solo in mancanza di altri mobili;
- gli strumenti, gli oggetti e i libri indispensabili per l’esercizio della professione, dell’arte o del mestiere del debitore. Questi beni sono pignorabili, nei limiti di un quinto, quando il valore di realizzo stimato degli altri beni non appare sufficiente per soddisfare il creditore (questo limite non vale però per le società e per attività svolte dal debitore in cui il capitale investito prevalga rispetto al lavoro prestato dal debitore);
- i frutti non ancora raccolti o separati dal suolo, che non possono essere pignorati separatamente dall’immobile a cui fanno riferimento se non nelle ultime 6 settimane precedenti la loro maturazione, (a meno che il creditore pignorante si assuma le spese della custodia);
- i crediti alimentari, che possono essere pignorati solo nel caso di cause di alimenti e sempre con l’autorizzazione del presidente del tribunale o di un giudice da lui delegato;
- somme dovute da privati a titolo di stipendio o indennità relative al rapporto di lavoro. Queste somme possono essere pignorate per soddisfare crediti alimentari nella misura autorizzata dal presidente del tribunale o da un giudice da lui delegato e possono essere anche pignorate nella misura di un quinto per tributi dovuti allo Stato, alle province ed ai comuni, ed in ugual misura per ogni altro credito. Nel caso di pignoramento per il simultaneo concorso di quelle cause e, questo non può estendersi oltre alla metà dell’ammontare delle somme citate;
- somme, da chiunque dovute, a titolo di pensione, di indennità che tengono luogo di pensione o di altri assegni di quiescenza. 
Questi crediti non possono essere pignorati per un ammontare corrispondente alla misura massima mensile dell’assegno sociale, aumentato della metà; la parte eccedente tale ammontare è pignorabile.

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