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Sabato, 4 Febbraio 2023
Asso di denari

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A cura di Carlo Sala

Sempre meno i crediti restituiti, boom per le società di riscossione

I prestiti concessi dalle banche e non restituiti sono più che raddoppiati tra il 2010 e il 2016 ed aste giudiziarie e pratiche di recupero credito ormai imperversano in tutta la penisola.

I crediti non restituiti sono arrivati a 324,3 miliardi a fine 2016 da 145,7 miliardi nel 2010. 

Le aste giudiziarie sono raddoppiate negli ultimi 5 anni e hanno registrato un vero boom in Lombardia, ove secondo il market watch di Banca Ifis si concentra la più parte della quota maggioritaria (oltre la metà) che il Nord Italia registra sul numero complessivo di sofferenze bancarie accumulatesi in questi anni.

La pratiche aperte per il recupero crediti sono 35,6 milioni, cioè più di una ogni 2 italiani, secondo quanto registra Unirec, l’Unione nazionale delle imprese a tutela del credito. Il credito da recuperare si aggira mediamente sui 2mila euro ma il presidente di Unirec, Marco Pasini, si aspetta «un aumento ulteriore degli importi complessivi tra l’8% e il 10% per l’anno in corso».

Alle società di recupero crediti sono stati affidati 26 miliardi di euro circa di bollette non pagate, rate di mutuo, crediti al consumo. Il valore dei crediti affidati a queste società per essere recuperati è aumentato del 18% in un anno, anche se di contro il numero delle pratiche aperte è calato del 6,5%.

Il 91% dei debitori affidati a società di recupero sono famiglie, il 9% sono imprese. I debiti delle famiglie sono soprattutto bollette non pagate di servizi pubblici e telecomunicazioni (rappresentano oltre il 10% degli importi affidati e il tasso di recuperi che va a buon fine è del 17%). I debitori morosi sono soprattutto i cosiddetti “clienti cessati” che hanno cambiato operatore e devono ancora saldare un conto medio di 830 euro, ma nel 26% dei casi si tratta di “clienti attivi”, con utenze ancora in uso, che in media devono restituire 277 euro (il recupero nei loro confronti va a buon fine nel 28% dei casi). Stabili (3,3 miliardi) gli importi per cui a rivolgersi alle società di recupero sono il settore commerciale-assicurativo e la pubblica amministrazione, il numero di pratiche avviato su input di questi creditori è calato del 18% ma anche il tasso di riscossioni effettivamente riuscite è in diminuzione (si aggira sul 40%). I settori bancario-finanziario, gli Npl e il leasing registrano oltre 58 miliardi di euro da recuperare, con un peso crescente: il settore bancario-finanziario si è rivolto a operatori specializzati per la riscossione di oltre 31 miliardi (l’importo medio da riscuotere supera i 2.400 euro). Gli importi affidati a operatori specializzati e relativi a leasing ammontano a 574 milioni e al 47% vengono effettivamente riscossi, mentre per i non performing loans (Npl) l’importo medio affidato a società specializzati supera i 5.400 euro e il recupero riesce solo per una quota del 2,3%.

Oltre il 50% dei crediti da recuperare è in 4 Regioni: Lombardia, Lazio, Campania e Sicilia. In tutte e 4 le Regioni il recupero va sempre meno spesso a buon fine, soprattutto in Sicilia dove il successo è sceso da una quota del 22% degli importi nel 2015 ad una del 10% nel 2016. La forbice va dal 16% di Trentino-Alto Adige e Friuli al 9% di Abruzzo, Marche e Basilicata.

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