Lunedì, 1 Marzo 2021
Asso di denari

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A cura di Carlo Sala

Le detrazioni a cui si può accedere se si paga un affitto

Foto di repertorio

Le spese per vivere in affitto possono essere detratte fiscalmente, secondo criteri che variano in base alla condizione della persona che ha preso l’immobile in locazione.

Chi si trasferisce in affitto per lavoro può detrarre fino a 991,60 euro a condizione che abbia stabilito la propria residenza nel Comune dove lavora o in un Comune limitrofo e che il trasferimento sia ad almeno 100 chilometri di distanza dalla precedente residenza ed in altra Regione. La detrazione vale per 3 anni se il reddito complessivo del lavoratore non supera i 15.493,71 euro, si dimezza invece a 495,80 euro per 3 anni se il reddito complessivo è compreso tra 15.493,72 e 30.987,41 euro.

Gli studenti fuori sede possono detrarre il 19% su spese di locazione per un massimo di 2.633 euro all’anno. La detrazione spetta a condizione che si frequenti un ateneo ad almeno 100 chilometri di distanza dalla propria città di residenza (non serve dunque trasferire la residenza) che scendono a 50 nel caso si provenga da aree disagiate o di montagna. I giovani dai 20 ai 30 anni che vivono in affitto ma non siano studenti fuori sede possono detrarre 991,60 euro ove il loro reddito non superi i 15.493,71 euro.

Per gli affitti prima casa si applicano 2 detrazioni standard a seconda che il contratto di locazione sia di 4+4 o 3+2 anni. Nel primo caso si gode di una detrazione pari a 300 euro se il reddito complessivo non supera i 15.493,71 euro, oppure di 150 euro se il reddito complessivo è superiore a 15.493,71 euro ma non a 30.987,41 euro; nel secondo caso si gode invece di una detrazione di 495,80 euro, se il reddito non supera i 15.493,71 euro, oppure di 247,90 euro, se il reddito complessivo è superiore a 15.493,71 euro ma inferiore a 30.987,41 euro. Tali detrazioni sono riconosciute a chi non versi in situazioni per le quali vale una disciplina differente (lavoratore, studente o giovane) e richiedono ovviamente di essere titolari del contratto d’affitto e residenti nell’immobile affittato.

La detrazione è incompatibile col contributo per l’affitto, secondo quanto ha precisato l’Agenzia per le Entrate, che viene erogato dai Comuni a chi abbia un Isee di valore non superiore (in media) ai 28.000 euro. La detrazione non si applica inoltre a chi vive in affitto in case di edilizia popolare, a meno che il relativo contratto non sia stato registrato ai sensi della Legge 431/98. 

Esiste anche il Fondo per Morosità incolpevole, cui può rivolgersi chi non riesca più a pagare l'affitto a causa di problemi economici dovuti alla perdita del lavoro, a gravi malattie o al decesso di un familiare può rivolgersi al Comune o alla Regione. Per chi ha problemi economici esiste inoltre un contributo. 

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