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Mercoledì, 29 Maggio 2024
Asso di denari

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A cura di Carlo Sala

E' la Deutsche Bank "la Banca Etruria" dell’Eurozona

Le banche italiane sono alle prese con i crediti non esigibili, i prestiti che non vengono restituiti sostanzialmente, che ne minano la solidità, ma a sorpresa nella zona Euro c’è qualcuno che fa quasi peggio di loro: Deutsche Bank, uno degli istituti di credito più importanti al mondo. 

A fronte di asset liquidi per 215 miliardi, DB ha in portafoglio derivati per 543,3 miliardi e nonostante abbia speso 5 miliardi per ricomprare propri bond e rassicurare i mercati che iniziavano a dubitare della sua tenuta, nel 2016 è precipitata in fondo alla classifica dello Stoxx 600 index. Anche se in passato l’istituto con sede a Francoforte si era esposto ancora di più sul fronte derivati – nel 2012 il rischio aveva un valore di 19 volte superiore ai mezzi coi quali poteva farvi fronte, tanto che nel 2014 dovette ricorrere a iniezione di capitali freschi per 8,5 miliardi - nessun’altra banca europea oggi risulta altrettanto esposta su questo versante.

Intesa SanPaolo e Unicredit hanno esposizioni decisamente inferiori, per fare un esempio: la prima (che secondo le classifiche di Mediobanca si colloca all’ultimo posto tra le 21 banche di rilevanza europea) ha un rapporto di 1:1 tra mezzi propri ed esposizione sul fronte dei derivati, la seconda è esposta per un valore pari a 1,8 volte quello dei mezzi propri con cui farvi fronte. Per Deutsche Bank l’esposizione è invece di 9 volte, vale a dire che per ogni singolo euro che può pagare, liquidando propri beni non vincolati, ha impegni per 9 euro, o meglio:

Per ogni 9 euro che ha scommesso coi derivati può attualmente pagare solo un euro.

Il rischio di credito di DB è del 61,3% contro l’81,5% delle 2 banche italiane e le attività ponderate per il rischio (risk weighted assets, RWA) sono del 14,8% contro una media europea (che include anche i sistemi bancari inglese e svizzero) del 6,8% (Intesa e Unicredit hanno un RWA del 5,5%). Questo significa che DB rischia meno di altri di non recuperare, anche solo in parte, i prestiti concessi e gli interessi relativi, mentre ha una valutazione più attenta dei fattori che possono incidere negativamente sul modo in cui ha utilizzato il proprio denaro e compromettere la possibilità di riaverlo.

A livello europeo Deutsche Bank rischia però di essere quello che Banca Etruria è in Italia: perdite anche solo del 15,5% sui derivati basterebbero a spazzar via il capitale netto di 75,4 miliardi e le obbligazioni subordinate (che ammontano a 8,5 miliardi). Per fare un paragone: la banca francese Bnp maneggia derivati per 559,6 miliardi ma può far fronte a perdite del 19,1% prima di dover ridurre a zero il proprio capitale sociale. 

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