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Martedì, 5 Dicembre 2023
Asso di denari

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A cura di Carlo Sala

3 novembre: gli uomini europei sorpassano le colleghe nelle retribuzioni annue

Che le donne guadagnino meno degli uomini facendo esattamente lo stesso mestiere non è una novità e non è questione che tocca solo l’Italia (anzi, altri Paesi registrano un divario retributivo superiore), ma il calendario aiuta a capire concretamente cosa significhi questa diversità di retribuzione a fronte di identiche mansioni. Ecco cosa emerge, dal Salary outlook dell’Osservatorio JobPricing.

Le donne europee che lavorano smettono di creare reddito dal 3 novembre e non realizzano più profitti. Prendendo in considerazione tutti i Paesi dell’Unione europea e calcolando che nell’insieme di tali Paesi le donne guadagnano il 16,2% in meno degli uomini, a parità di mansioni, risulta che dall’1 gennaio al 3 novembre gli uomini hanno guadagnato quanto le donne guadagneranno nell’arco dell’intero anno.

Il divario retributivo tra uomini e donne è pari a circa 60 giorni: sia gli uomini che le donne infatti saranno regolarmente pagati per il lavoro svolto fino alla fine dell’anno, ma a quell’epoca risulterà che gli uomini hanno guadagnato di più delle colleghe nell’arco dell’intero anno.

Il divario in Europa è rimasto immutato dal 2017 ma varia da Paese a Paese: 16,2 punti percentuali la media dell’intera Ue, il divario sale a 22 punti in Estonia, Repubblica Ceca e Germania.

In Italia il divario retributivo è la metà della media europea: 8%, come in Romania e questo significa che per le donne italiane il momento in cui, prima della fine dell’anno, i loro colleghi maschi arrivano a guadagnare quanto loro guadagneranno nell’intero anno solare cade più avanti rispetto alla data del 3 novembre (nei Paesi dove invece il divario è più alto, quel momento è arrivato già prima del 3 novembre).

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